Venite con me al Museo dell’Automobile: Torino, a prova di pioggia e di bambino

Siamo alle solite, inizia maggio, il mese più bello, quello in cui inizia a fare caldo, si esce di più, si passeggia e si sta all’aria aperta…e no! Invece no. Perchè a maggio piove: qui da noi piove. Sempre. Arrivano le perturbazioni dai nomi epici e si ritirano fuori golfini e sciarpe. Non so voi, ma io non ne posso più di passare i week end in casa: per fortuna Torino è vicina e si presta benissimo ad un week end con bambini anche se fuori sembra novembre. Il centro storico è infatti ampiamente dotato di portici ed è quindi piacevole passeggiare tra negozi, botteghe e caffè storici (avete mai provato il famoso Bicerin?)Restyling in vista per i portici torinesi

Ma l’offerta migliore è quella dei musei: a Torino ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età, ma quello a mio avviso perfetto per i bambini (anche i più piccoli) è il Museo dell’Automobile (Mauto): quello sembra fato apposta per loro. Intanto perchè impazziranno per tutti quei veicoli, di ogni colore tipo e dimensione, dalla carrozza alle auto del futuro, e poi perchè è ricco di intrattenimenti e spunti divertenti. Un pavimento luminoso e interattivo, un trenino su cui salire per scoprire la catena di montaggio della Cinquecento, auto che si trasformano in letti, frigoriferi e cucine e ovunque megaschermi, tablet e postazioni interattive che intratterranno i piccoli per tutto il percorso.

Museo Nazionale dell'Automobile

Gli spazi sono molto ampi e non sarà un problema portare passeggini o carrozzine (solo per i piccolissimi perchè gli altri saranno felici ed entusiasti di scorazzare tra luci, musiche, e auto!). Nei fine settimana vengono anche organizzati veri e propri laboratori per famiglie che però vanno prenotati sul sito ufficiale.

Se alla fine della visita i piccoli esploratori fossero affamati, c’è a disposizione un bar con tavolini e spazio in abbondanza.

Se vi avanza tempo (il tour all’interno del Museo dura, a seconda dell’interesse personale e dal grado di attenzione e coinvolgimento dei figli, da 1 fino a 3 ore!) e il meteo continuasse ad essere avverso potete andare alla scoperta di altri Musei tipo quello Egizio o quello del Cinema (e salire sulla Mole antonelliana per vedere tutta Torino dall’alto) o perdervi tra le magnifiche sale delle Residenze Sabaude. La Reggia di Venaria, la Palazzina di Caccia di Stupinigi o se avete voglia di spostarvi fuori città, il Castello di Racconigi, a mio parere quello meglio conservato e più affascinante.

E se facesse bello? Con il sole Torino è altrettanto splendida, ma questa è un’altra storia e ve la racconterò nel prossimo post (sperando che nel frattempo un po’ di sole esca anche qui).

 

INFO UTILI:

Il Museo dell’Automobile di Torino è raggiungibile con i mezzi pubblici (fermata metro “LINGOTTO”  a circa 10 minuti a piedi o tram 18 e 45 a pochi passi). Se invece arrivate in auto non dovreste avere difficoltà a parcheggiare nei dintorni. Qui trovate il link per il sito ufficiale del Museo.

Arrivare a Torino in treno è comodo e veloce (con le linee di Freccia Rossa poi si raggiunge davvero in un baleno) Le due stazioni principali sono Porta Susa e Porta Nuova entrambe non molto lontane dal centro.

“Mamma, guarda, le case che grattano il cielo!!”- New York a misura (anche) di bambino

Aprile 2014 – Paolo, Giorgio (quasi 3 anni) ed io (con Diego nella pancia al sesto mese) – New York!!

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Le premesse per questo viaggio non erano state ottime: dieci giorni prima della partenza erano spuntate delle simpaticissime pustoline su tutto il corpicino di Giorgio…varicella!!! Per fortuna la fase infettiva era conclusa e il febbrone passato, ma ho viaggiato con il terrore che a qualche controllo mi bloccassero (per fortuna la maggior parte delle hostess non sono ancora mamme!!); una volta superati i controlli all’aeroporto di Washington mi son detta: “Ora la massimo restiamo qui!”.

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Penso che per molti il viaggio aereo sia il primo deterrente per non partire con un volo oltreoceano con bimbi al seguito…devo dire che Giorgio aveva già 3 anni e a quell’età tra libri, colori e i fantastici cartoni dei voli intercontinentali i bimbi si riescono a intrattenere. E poi l’aereo ha sempre avuto un fantastico effetto soporifero su mio figlio: già al decollo i suoi occhietti diretti verso il finestrino iniziano a socchiudersi e via di nanna per qualche ora…per Diego per ora non è stato così…vedremo e incrociamo le dita per il lungo volo che ci aspetterà quest’estate…

Alla ricerca dell’offerta più economica, avevamo deciso di atterrare a Washington e con l’occasione fare un giretto per la città prima di prendere il pullman per la Grande Mela: direi scelta azzeccata anche solo per avere un’idea degli USA al di fuori della grande metropoli. Washington è così “provinciale” e tranquilla…

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E poi New York…un sogno!! Qualcuno penserà che con un bimbo piccolo ci si perda la gran parte delle attrazioni e dell’atmosfera newyorkesi, ma così non è!! L’importante è organizzarsi!! E così, complice il passeggino, nell’ora della nanna pomeridiana ci siamo visitati un museo al giorno a partire dal Moma, al Metropolitan Museum a quello su Ellis Island ricordando i nostri antenati.

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Alcuni musei sono poi interessanti anche per un bimbo di 3 anni: Giorgio è rimasto a bocca aperta durante tutta la visita all’American Museum of Natural History, a partire dalla sala con gli animali della savana a grandezza naturale fino a quella dedicata agli indiani d’America con riproduzione delle loro abitazioni e delle armi per la caccia (un must per un maschietto!!).

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Un’altra ottima idea per rendere la visita di una città piacevole anche per un bimbo penso sia abbinare ad una cosa interessante per noi grandi, un’attrazione per i più piccoli, meglio al pomeriggio così da creare un po’ di suspense e di sfruttare il momento della giornata in cui sono già un po’ stanchi…e così un giorno abbiamo preso il traghetto per raggiungere la statua della libertà, il successivo siamo andati sull’Empire State Building per sentirci sul tetto del mondo, l’altro abbiamo visitato lo zoo, quello successivo fatto un giro in bici sulla High Line, naturalmente con le dovute tappe al negozio della Disney e a quello della NBA. A proposito di NBA…durante la nostra vacanza siamo anche riusciti ad assistere ad una partita di Play Off dei Brookling NETs… naturalmente l’anno successivo Giorgio ha voluto iscriversi al corso di minibasket portando orgoglioso la maglietta acquistata durante il supershow che è una partita di basket in America!

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Per me New York è i suoi numerosi parchi e soprattutto il fantastico Central Park…mi è rimasto nel cuore e ci tornerei domani anche solo per una passeggiata in quella meravigliosa oasi di pace e verde in mezzo a traffico e grattacieli, con scoiattoli che attraversano la strada a ciclisti, pattinatori e famiglie con passeggino..e poi laghetti con barchette da pilotare, anatroccoli, statue di personaggi delle favole e fantastici chioschetti per un gelato.

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Mi sono innamorata di New York e non l’avrei mai detto … in termini di architettura e storia continuo a pensare che le nostre capitali europee e ancora di più l’Italia la superino di gran lunga, ma l’atmosfera della grande metropoli, così variegata, multietnica, caotica, moderna, all’avanguardia, rumorosa e con stimoli nuovi ad ogni angolo di strada ce l’ha solo lei…

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E così quando Giorgio mi chiede con occhietti tristi perché devo sempre andare a lavorare, la mia risposta più frequente è “perché dobbiamo raccogliere i soldini per tornare a New York” o meglio, con le sue parole, nella città con “le case che grattano il cielo”!

5 consigli pratici:

– quando si pensa a New York si immaginano già i soldini che volano via in un momento … non per forza dev’essere così! Per dormire abbiamo trovato una cameretta tramite Airbnb, che per l’ennesima volta si è confermata la scelta ideale! Vicino a Manhattan, avevamo a disposizione la cucina per colazione e spesso cena, spendendo 35 $ al giorno!

– non ho trovato moltissima scelta di ristoranti per andare con bimbi al seguito, soprattutto se si vogliono evitare i soliti Fast Food e non spendere un’esagerazione … Anche per questo la nostra sistemazione si è dimostrata una buona scelta: girellando per la città fino all’ora di cena, una pasta e qualche cibo sano era l’ideale per poi andare subito a nanna!

– noi ci siamo persi lo spettacolo a Broadway che credo sia un’esperienza unica … per questo mi sto trattenendo nel prenotare un nuovo volo per la Grande Mela, aspettando che i bimbi crescano un po’ per poterci godere “il Re Leone” tutti insieme!

– lo ripeto … almeno una giornata dedicata a Central Park è d’obbligo, in qualsiasi stagione …

– per un pranzo un po’ diverso, magari per organizzare un pic-nic in uno dei tanti parchi della città, fate un giro al Chelsea Market … troverete cibo per tutti i gusti e per tutte le età! Proprio di fronte ad una delle uscite c’è un piccolo parco con tavolini colorati oppure potete andare su una panchina sulla vicina High Line, la vecchia ferrovia trasformata in passerella pedonale con piccoli giardini per una passeggiata nel verde passando tra i grattacieli!

5 BUONI MOTIVI PER ANDARE A MINORCA

Lo ammetto, nel mio post su Minorca sono stata troppo evasiva: sì, vi ho detto quanto sia bella e quanto a dispetto di tutto mi abbia conquistata ma in effetti non vi ho dato grandi informazioni. Quindi credo che un secondo post quest’isola meravigliosa se lo meriti davvero. C i sono 5 cose che mi hanno fatto innamorare di lei:

  1. IL CAMI DE CAVALLS: è in assoluto la cosa più bella dell’isola, quella che la rende unica e speciale. E’ un sentiero che corre lungo la costa per tutta la sua lunghezza, può essere percorso a piedi, in bicicletta o a cavallo e rappresenta il modo migliore per andare alla scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Essendo un percorso il cami de cavalls verso Pregonda                                         circolare può iniziare in qualsiasi punto e tantissime spiagge sono raggiungibili esclusivamente tramite questo sentiero oppure in barca. Gli scorci che regala sono favolosi, i colori sembrano rubati dalla tavolozza di un pittore e anche se alcuni tratti sono un po’ accidentati si può affrontare tranquillamente con bimbi al seguito: cami de cavallsnon c’è mai grosso dislivello e non servono scarpe da trekking: bastano dei sandali un po’ robusti o delle scarpe da ginnastica. I miei bambini, che non sono assolutamente dei grossi camminatori, hanno affrontato tratti anche di 2 ore ben motivati dalle spiagge da sogno che poi raggiungevamo.
  2. LE SPIAGGE: per tutta la durata della vacanza mi sono ripetuta che è inutile volare fino ai Caraibi e mi sono chiesta perché non ci eravamo mai stati prima. In realtà Minorca non riceve abbastanza giustizia dai social o dalle agenzie. Si parla troppo delle vicine Ibiza e Formentera ma lei secondo me le batte alla grande! Ci sono spiagge per tutti i gusti e per tutte le esigenze (anche perché sono più di 80!!!): rosse, selvagge e deserte come Cala Pregonda (una delle più belle spiagge in assoluto!) o Playa de Cavalleria (molto simile a Pregonda ma più facilmente raggiungibile e ovviamente un po’ meno scenografica); candide piccole nascoste e perfette come cala Macarella, Cala Mitjana, Cala Trebaluger Cala Trebaluger(questa, sarà per la fatica a raggiunerla, sarà per la pochissima gente presente, è stata quasi come un’apparizione…avete presente quelle foto da cartolina con la barca ormeggiata e la sua ombra riflessa sul fondo? Ho sempre pensato che fosse un ritocco fotoshop…prima di arrivare qui); comode, attrezzate e vicine al centro come Cala Galdana (che se non fosse per l’ecomostro a ridosso della spiaggia sarebbe una delle più belle), cala ‘n Bosch, Son Bou… Il comune denomitatore è l’acqua trasparente e calda. Noi siamo stati a settembre e ricorderò per sempre il bagno al chiaro di luna fatto a Calda Galdana con i miei cuccioli. cala Galdana
  3. I FARI: sono sparsi lungo tutta la costa, regalano anch’essi scenari splendidi e alcuni si possono anche visitare all’interno. Ne troverete di immersi nel verde della macchia mediterranea, altri accanto alle spiagge rosse in contrasto con il mare turchese e altri ancori in paesaggi lunari con rocce nere e sentieri grigiastri. faro di FavaritxI fari piacciono tantissimo anche ai bambini, rimangono affascinati da queste storie di marinai tempeste e navi. All’ingresso dei fari, dei pannelli ne raccontano l’origine, la storia e la funzione.
  4. GLI ANIMALI: se ne trovano ovunque, mucche, capre, pecore e soprattutto cavalli: neri possenti e maestosi.   incontro ravvicinato                                                In tutti i Borghi minorchini si susseguono per tutta l’estate le Feste patronali durante le quali la vera star è proprio il cavallo. Sfilano, festa di Maògaloppano e si impennano nelle vie centrali gremite di turisti e fanno impazzire grandi e piccini.
  5. LA GASTRONOMIA Minorca è una piccola isola, molto turistica e dall’aria molto anglosassone: tutto ciò rende difficile la ricerca della buona tavola, ma per me è fondamentale durante un viaggio immergermi in tutto e per tutto nel luogo prescelto e credo fermamente che non puoi esplorare e scoprire un luogo senza provarne anche la sua cucina. Per ciò non ho desistito e sono andata a cercare in lungo e in largo…  e Minorca non mi ha deluso: intanto per la sua essenza spagnola e quindi la sua tradizione di paella, sangria e tapas, ma anche per prodotti più autoctoni come il queso minorchino, la sobrasada e soprattutto l’ENSAIMADA (il dolce tipico di Minorca nonché nostra quotidiana colazione per due settimane).  Consiglio il Bistro Sol 32 a Es mercadal e  il Restaurant Cala Mitjana a Cala Galdana (con gestore simpaticissimo che parla 4 lingue alla perfezione e con disponibilità di giochi e colori da portare al tavolo: per i miei figli era intrattenimento assicurato) Se volete allietare le vostre serate potete innaffiare tutto con la POMADA, tipica bevanda Minorchina che consiste in un leggero Gin lemon che si beve a tutte le ore. Andateci piano però se andate coi bambini 🙂

Allora, vi ho convinto? Posso anche aggiungere che si presta benissimo a tutti i gusti e tutte le tasche: si trovano villaggi all inclusive con animazione, buffet e parco acquatico incluso, residence grandi e piccoli, economici e lussuosi, con piscina o senza, appartamenti privati specialmente nei paesini centrali (Alaior, Es Mercadal, Ferreries) che comunque risultano strategici per visitare i vari punti dell’isola e per chi ama le vacanze in natura ci sono anche due campeggi e qualche agriturismo. Cosa state aspettando????

 

Mete baby friendly: esistono davvero?

E’ da pochi giorni che abbiamo aperto questo blog, ma mi capita da tempo di riflettere sull’argomento del baby friendly. Sapevo che uno dei miei primi post ne avrebbe di certo parlato e poi proprio ieri mi imbatto in questo avviso:

Homeaway ha organizzato il concorso per mamme bloggerVinci una vacanza in famiglia‘ #vacanzacompleta. Scrivendo un post con almeno due fotografie originali in cui si racconta la propria idea di vacanza in famiglia o si consiglia una meta family-friendly è possibile vincere un buono del valore di 1.000 Euro da utilizzare sul sito Homeaway per prenotare una vacanza.

Bene, allora parliamone:

Quali sono davvero le mete o le vacanze baby friendly? Un tempo credevo davvero che la risposta fosse scontata e semplice ma non ne sono più cosi convinta. Se ripenso ai viaggi fatti in questi ultimi 5 anni, da quando appunto non siamo più solo in 2, mi accorgo che i miei bimbi sono stati molto più sereni e felici in vacanze non propriamente “a misura di bambino” di quanto lo siano stati in mete tutte giochi, sabbia, sonnellini, mini club. Si è soliti collegare il termine baby friendly alla disponibilità di passeggini, seggioloni, nursery, menù bimbi, parchi giochi e spiagge con mare “dolcemente digradante”.

Vi ho già raccontato della mia esperienza a Minorca e della sindrome da capriccio insanabile che aveva colto i cuccioli di casa. E dire che lì c’era mare calmo e caldo e aree giochi ovunque. Le pochissime volte che ho scelto il villaggio i miei figli hanno snobbato il miniclub fin da subito e la ricetta -stessa spiaggia stesso mare- si rivelava puntualmente una tortura perchè o noi genitori ci prodigavamo in mitici castelli di sabbia, piste delle biglie, gare di tuffi, buche profondissime (che mi stupisco ancora ora di non aver trovato il fuoco) oppure i pupi si rompevano alla grande.

Non esistono nemmeno i periodi baby friendly perchè se hai fortuna come noi, scegli giugno per visitare la Sicilia e poi tua figlia di 8 mesi si becca la febbre a 40 e fuori ce ne sono 41.

Nel 2013 invece, Ginevra aveva 3 anni e Tommy 8 mesi,  siamo andati in Sudafrica: 16 ore di volo, 5 giorni passati interamente in macchina all’interno del Kruger Park, voli interni per Cape town, nessun parco giochi, nessun lettino con le sbarre, nessun menu bimbi ma la vacanza è stata splendida (e Ginevra mi chiede sempre quando ci torneremo) e loro due sono stati fantastici (eccetto il volo di andata in cui pur viaggiando di notte non hanno chiuso occhio esaurendo al primo giorno tutte le nostre riserve di energia e pazienza, ma questo cerco di rimuoverlo dalla mente)

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E cosi anche i 5 giorni a Napoli e il week end a Ferrara e Comacchio e il Capodanno in Trentino. Tutti viaggi dove si cammina e si visita e ci si alza al mattino presto e si sta fuori tutto il giorno…ma loro hanno amato questi viaggi quanto noi.

Ad agosto abbiamo passato 3 giorni in montagna dormendo nelle tende indiane: il tempo è stato pessimo, c’erano 12 gradi e pioveva anche dentro alle tende. Beh, i miei figli si sono divertiti come matti e mi chiedono sempre quando lo rifaremo.

Ma allora quali sono le mete baby friendly? Secondo me non esistono mete o strutture baby friendly: esistono solo genitori baby friendly. Genitori che, se stanno facendo ciò che amano, riescono a trasmetterlo ai propri figli permettendo anche a loro di appassionarsene. Perché nel momento in cui ami fare una cosa la fatica non la senti e vivere le esperienze coi bambini rende tutto più complesso ma anche più emozionante. E non importa se mentre viaggio nelle strade del Kruger park e mi sono alzata all’alba devo montare finte tende in macchina per 6 ore di fila o raccontare 1000 storie e leggende di animali tropicali o se visitando un castello tralascio quadri e oggettistica per raccontare di fate e draghi, principesse e cavalieri, o se mi tocca camminare per km e km con un bimbo in braccio, uno zaino sulle spalle e un passeggino davanti che cerco di spingere con la forza del pensiero. Quando torno a casa mi sento felice e appagata e sento di aver vissuto i miei figli come non riesco a fare nemmeno a casa e di aver donato loro tantissimo. Perchè credo che ai bambini  non interessi il lettino con le sbarre perchè ci dormono già tutto l’anno… e allora un materrasso buttato a terra fa tanto avventura e rende tutto più magico. In fin dei conti lo scopo della vacanza non è trovare comodità. Lo scopo della vacanza è fabbricare ricordi.

 

Minorca, un paradiso per bambini…o forse no?

Io amo la Spagna. Amo tutto di lei, i luoghi, la cucina, la lingua, la gente, il clima.

Ho talmente tanti luoghi-sogno nel cassetto che per ora sono restia a tornare in posti già visti, ma per la Spagna questo non vale. Ci tornerei ogni anno e vorrei esplorarne ogni angolo.

Lo scorso anno ero in una vera crisi d’astinenza da Spagna: non ci andavo da anni e ne sentivo il richiamo fin dentro le viscere. Ancora non me la sentivo però di fare un viaggio on the road o tipico viaggio zaino in spalla: ero ancora convinta che con 1 figlio 2enne e una 4enne dovessi ancora optare per una vacanza di mare rilassante tutta spiagge e sonnellini. Ho cercato allora il giusto compromesso. Minorca: piccola isola, mare pulito, volo di neanche 2 ore e pur sempre spagnola.

In realtà sono partita poco entusiasta, avrei voluto una Spagna più autentica, non avevo voglia di fare la lucertola per due settimane, mi aspettavo solo turismo di massa ed ecomostri. L’unica certezza che avevo era il fatto che sarebbe stata una vacanza a misura di bambino, che mi sarei goduta i figli seguendo i loro ritmi e facendoli felici, potendo vivere cosi la nostra vacanza da “Mulino Bianco”.

ECCO: DICIAMO CHE E’ STATO TUTTO L’OPPOSTO (e conto per il prossimo post di parlare proprio dei falsi miti e errate credenze legate a ‘sta storia del baby friendly)

Minorca, che non mi convinceva a pieno, si è rivelata invece un autentico paradiso terrestre, di quelli che ti strappano di dosso lo stress e in un secondo lo rendono polvere. Mi ha conquistato, folgorato, fatto innamorare e promettere di tornare per esplorare quel centinaio di spiagge che non ho ancora visto. cala Pregonda

Minorca è detta la perla verde del Mediterraneo ed è ricca di scorci splendidi e panorami mozzafiato, spiagge rosse e granitiche a nord, calette dorate e scogli candidi a Sud, fari sparsi ovunque e paesaggi lunari. E poi questo splendido Camì de Cavalls che percorre l’intero perimetro dell’isola e ti invoglia anche se con fatica ad esplorarlo tutto (i mei figli non hanno mai camminato così tanto come in questa vacanza)

 

Giusto, i figli, parliamo di loro: la vacanza era studiata a doc per loro…ma con i bambini si sa nulla è scontato e semplice… i miei si sono trasformati in due diabolici mostri programmati per distruggermi. Per fare a brandelli il mio equilibrio mentale e il mio entusiasmo vacanziero. Ogni giornata era costellata da capricci, pianti, pretese assurde, litigi, azzuffate, urla e sgridate. i due angioletti

Arrivare a sera era per noi come attraversare un campo minato: ogni minuscolo passo, ogni parola, scelta, proposta poteva scatenare l’inferno.

nessun capriccio

E io? Io tipica mamma equilibrata e amorevole sono arrivata al 9° giorno vuotando sulla testa di mia figlia un freschissimo yogurt alla fragola (mentre lei urlava forsennata perché voleva berlo con la cannuccia che ovviamente non avevamo). Con questo racconto le mie amiche senza figli rimangono sconvolte e avanzano ipotesi di futuri traumi psichici, mentre le amiche mamme sorridono complici e mentalmente lo appuntano come possibile futura risposta a capricci esagerati)

E' questo il paradiso?

Ho rischiato l’esaurimento nervoso e la perdita irreversibile delle corde vocali ma non posso fare a meno a distanza di quasi un anno di pensare che Minorca sia magnifica. Quindi deve esserlo per forza.

Natascia

Arrivederci neve…dalla Gardetta

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Parto con una premessa, che nel mio primo post è dovuta: SONO UN’APPASSIONATA DI MONTAGNA, anzi siamo, perché con me c’è sempre mio marito Paolo oltre naturalmente ai due pupetti, Giorgio e Diego. In montagna ci vado sin da piccola, nonno e papà alpinisti e poi l’incontro con un “drogato” di vette, roccia, neve, freddo, avventura e un po’ di adrenalina ha fatto sì che la passione diventasse ufficialmente anche mia! Senza bimbi era uno spasso tra gite di sci alpinismo, arrampicata, qualche ghiacciaio, 3000 m, bivacchi e rifugi…non nego la paura di rinunciare a tutto questo prima dell’arrivo di Giorgio! Ma poi abbiamo scoperto che, con la dovuta prudenza e mettendo sempre il LORO benessere davanti a tutto, “volere è potere” e con un po’ più di fatica e tanta voglia di stare all’aperto, respirare aria buona e godere solo di silenzio e urla divertite di bimbi abbiamo continuato a fare (quasi) tutto quello che facevamo prima, naturalmente a misura di bambino!

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Se il tempo me lo permetterà racconterò tante delle nostre avventure con Gio nel marsupio, poi nello zaino, poi a piedi e poi di Diego nel marsupio e Gio a piedi e poi Diego nello zaino e Gio a piedi, e chissà…per invogliare altre famiglie a trovare nelle domeniche in montagna una dimensione fantastica e soprattutto sana e genuina…senza per forza strafare! Unica raccomandazione: preparatevi un ampissimo repertorio di storie e avventure da raccontare!!!

Ed eccoci alla prima avventura… 24-25 aprile 2016, valle Maira (CN): Viviere (1720) – passo della Gardetta (2440) – Rifugio Gardetta  (2335) e ritorno.

Abbiamo voluto concludere la stagione di scialpinismo alla grande, complici le previsioni di bel tempo, la compagnia di amici con bimbi e la voglia di una notte in rifugio in mezzo al nulla.

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Giorgio è stato un grande, 700 m di salita prima a piedi e poi con le ciaspole e successiva discesa con gli sci fino al rifugio…devo ammetterlo, questa volta è stato molto più faticoso del solito: zaino con tutto il necessario per la notte e pappa per 2 giorni, salita lunga e Diego che pesa sempre di più, ma dormire noi 4 appiccicati uno all’altro, sotto 3 strati di coperte con fuori il canto del vento di alta montagna è stato stupendo!

Il rifugio della Gardetta è veramente ottimo per i bimbi, addirittura in estate è pieno di animali (caprette, cavalli, asini, pony e un fantastico maiale!!). C’erano giochi per tutte le età e un’ottima fornitura di colori per disegnare sulle tovaglie dopo cena (e tranquillizzare un po’ i pupi super agitati!). Abbiamo mangiato benissimo, molto meglio dello standard da rifugio; colazione con crostata appena fatta e dalle finestra il luccichio del sole sulla neve…

Purtroppo ieri, nonostante il sole e il cielo terso, c’era forte vento e così abbiamo rinunciato a raggiungere una vicina vetta (che avvicino per la quarta volta senza mai arrivarci!!!!Mannaggia!!) e ci siamo goduti una fantastica discesa fuori pista in un paesaggio lunare e con le prime marmotte che ci attraversavano la strada!!

Ritorno alla macchina in mezzo ai primi fiori, stanchi, felici e pronti per la prossima avventura!

Olivia