Chi dice dicembre dice…Mercatini!!

Non so voi, ma se io penso a dicembre, o al ponte dell’Immacolata, mi viene in mente solo una cosa: mercatini di Natale! E’ più forte di me, non esiste fare altro, sono così belli e ce ne sono così tanti e i migliori  sorgono in luoghi splendidi da visitare. Luoghi belli tutto l’anno ma che in questo periodo diventano davvero magici. Per quanto mi piacciano devo dire che non ne ho visti così tanti, mi mancano all’appello tutti quelli della Germania, che dicono essere i migliori, a parte Friburgo: davvero splendida! Oggi vi propongo 3 destinazioni, ovviamente in ordine di gradimento!

1. ALSAZIA: sono senza alcun dubbio al primo, primissimo posto: me Risultato immagine per mercatini natale riquewihrne sono innamorata perdutamente e ogni volta che qualcuno mi parla di mercatini, io consiglio senza indugio l’Alsazia. Non sono solo Risultato immagine per mercatini natale colmarmagnifiche le città: Strasburgo, Colmar, la minuscola e magica Riquewihr, Kaisersberg.  Anche i loro mercatini hanno una marcia in più: ci sono addobbi e decorazioni che non ho mai più trovato in nessun’altro posto: vera magia. Ogni angolo, ogni finestra, ogni via è Risultato immagine per mercatini natale strasburgoun tripudio di luci, peluches, colori e ghirlande. E vi dirò…anche l’enogastronomia alsaziana è decisamente degna di nota!!!

2. TRENTO, ARCO, ROVERETO, RIVA DEL GARDA. Molto belle come cittadine e una grande varietà di proposte per i più piccoli: a Riva del foto-1083Garda all’interno del castello allestiscono la casa di Babbo Natale dove ogni giorno si tengono letture, laboratori, attività e intrattenimento. I bimbi si possono travestire da elfi o babbi e addirittura iscriversi all’Accademia degli Elfi con tanto di diploma finale. A Bolognano, un piccolo borgo nelle vicinanze, espongono nelle vie e nei foto-1098cortili presepi di ogni tipo e materiale e con i bimbi sarà divertentissimo fare a gara a chi ne scorge di più: cammineranno per 1 ora senza nemmeno accorgersene!

 

 

3. MERANO,BRESSANONE,BRUNICO,VIPITENO. A  dire il vero come mercatini non mi son piaciuti tanto quanto quelli precedenti, ho trovato molto meno curati gli addobbi e troppo caotici e poco originali i mercatini. Devo però ammettere che questi paesi sono così incantevoli già di loro, che se non ci siete mai stati ne vale davvero la paolo-142pena. Oltre al fatto che ai mercatini si può abbinare una vacanza di sci o una rilassante giornata alle terme di Merano. Un consiglio per questa zona: spostarsi con i mezzi pubblici: potete fare la Guest Card Trentino che oltre a proporre sconti in ristoranti, Musei e negozi vi permette di viaggiare su treni e bus della regione. Tutti i centri sono ben collegati tra loro, eviterete il problema parcheggi e traffico e farete felici i più piccoli a cui, si sa, treni e pulman piacciono un mondo!paolo-130

Il mare d’inverno lungo il “sentiero del pellegrino”

Con la neve sui monti in lontananza e tanta voglia di iniziare la nostra stagione di mini-scialpinismo, abbiamo dovuto rimandare causa sci in riparazione, ma l’alternativa è stata davvero bella!!

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Era da tempo che aspettavamo il weekend giusto per partire per la Liguria, noi che non amiamo molto il mare d’inverno, ma incuriositi da questa passeggiata ultimamente molto reclamizzata e soprattutto con le previsioni a favore della costa ligure!
La passeggiata parte da Noli e, attraverso un bel sentiero tra ulivi e pini marittimi con panorami mozzafiato, porta a Varigotti, passando per Capo di Noli.

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Lungo il percorso ci sono tantissimi punti interessanti…
Innanzi tutto tanta storia: richiami alla repubblica marinara di Noli, resti di un lazzareto per i marinai destinati a mesi di isolamento, bellissime chiese romaniche, torri, eremi, piccoli mausolei in onore di eroi del mare. Tutti spunti per rendere la passeggiata curiosa e divertente anche per i più piccoli, che non guasta mai!
Il percorso è tutto immerso nella natura, tra specie tipiche della Riviera Ligure, ma anche una flora diffusa solo in questa zona che noi abbiamo un po’ tralasciato essendo poco esperti in questo campo! E poi profumo di rosmarino, scorpacciata di corbezzoli, ma soprattutto viste meravigliose con scogliere a picco su un mare azzurro come solo in inverno e grotte rese magiche da misteriose leggende su pirati e briganti!!
20161204_120802E i bimbi felici, quasi 5 ore di cammino senza un lamento, con le classiche scalate di muretti in pietra e pareti di calcare, frequenti ricariche di energia con cioccolato o corbezzoli raccolti sul sentiero e una meravigliosa sensazione di famiglia, quella che ci ricarica per tutta la settimana!!

Alcune informazioni tecniche:
l’itinerario parte da Noli nei pressi della Chiesa di san Francesco. Il sentiero parte da una stradina a sinistra segnalata dalle paline della Passeggiata Dantesca. Si lascia rapidamente un gruppo di case per poi immergersi nella natura ligure. Lungo tutto il percorso occorre seguire il “sentiero del pellegrino” che porta fino a Varigotti. Arrivati a Varigotti, si trova a circa 100 metri la fermata dei bus che noi abbiamo preso per tornare a Noli, soluzione molto comoda!
Dislivello in salita 270 m circa, dislivello in discesa 260 m circa
Tempo di percorrenza: circa 4 ore, senza considerare le gambette corte dei bimbi e le numerose deviazioni per punti d’interesse.
Punti d’interesse, sempre ben segnalati:
– Lazzareto e chiesetta di San Lazzaro
– Chiesa di Santa Margherita e Santa Giulia
– Eremo del Capitano de Albertis
– Grotta dei Falsari
– Monte di Capo di Noli – Semaforo
– Torre genovese del 1582 detta anche torre delle Streghe
– Monumento Cerisola
– Chiesa di San Lorenzo

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Buon divertimento!!

Progetti di viaggio in CONTROTENDENZA…con un’idea originale in più!

 

 

Organizzare viaggi per me è una verta droga! In ogni singola giornata DEVO avere assolutamente una prossima meta di viaggio in mente, almeno una volta nelle 24 ore accedo a qualche sito con descrizione di mete future o offerte voli, al posto del libro da leggere la sera c’è quasi sempre una Lonely Planet e nell’ingresso di casa ho messo un’enorme mappa del Pianeta Terra su cui aggiungiamo i “pezzetti” che ad ogni viaggio conquistiamo!

E mi accorgo sempre di più che per me la parte più bella è proprio l’organizzazione del viaggio, più ancora del viaggio stesso … l’attesa, le aspettative, ma anche il progettare l’itinerario, leggere i diari di viaggio, consultare le guide, trovare la sistemazione, confrontare i prezzi, valutare il clima…

Non ho mai preso in considerazione l’idea di appoggiarmi ad un’agenzia viaggi, soprattutto per la mia passione nell’organizzare e creare un viaggio creato a perfetta misura della mia famiglia…

Esistono però agenzie che, per chi non ama l’organizzazione “fai da te” o a cui anche solo manca il tempo, riescono a “cucire addosso” un viaggio alla perfezione e questo è il caso di Controtendenza Viaggi. E’ un’agenzia che da circa 10 anni si occupa principalmente dell’organizzazione di viaggi per privati e che, grazie ad una vasta rete di collaboratori italiani con cui lavorano in modo diretto (cercando il più possibile di evitare i Tour Operator), cerca di consigliare il viaggio migliore per il singolo cliente in base alle sue esigenze.

Fin qui può sembrare semplice pubblicità … ma c’è dell’altro!

Quello che mi è sembrato originale e innovativo, almeno per la realtà cuneese, è la possibilità di prenotare hotel in tutto il mondo, sul sito di Controtendenza , a prezzi assolutamente competitivi con Trivago o Booking.

E chi tra noi organizzatori di viaggi “fai da te” non passa ore a cercare l’offerta più allettante su internet?!?

Sul sito di Controtendenza è però richiesta un’iscrizione perché, nel momento in cui ti iscrivi, puoi scegliere un “partner”. I partner con cui collabora Controtendenza sono sia attività commerciali che attività umanitarie, come LVIA, Fratelli dell’uomo, alcune scuole materne. Se uno sceglie un’associazione umanitaria, il 2% di ogni prenotazione effettuata sarà automaticamente devoluta ad uno di questi enti. Se invece si opta per un’attività commerciale, come ad esempio la banca di Caraglio, su ogni prenotazione la banca si impegna a dare un cash back al cliente del 2%.

Una volta creato il proprio account lo si può gestire mettendo i soldi da parte (caricando un tuo credito con carta di credito) oppure si può iscrivere un amico caricandogli un credito e così un regalo originale è bello pronto per esser utilizzato!

Credo che sia una bella iniziativa per l’idea originale e anche perché Roberta e Controtendenza sono persone “reali”, sono un viso e una testa e non sono un semplice numero verde o un sito online senza faccia!

 

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La magia dell’autunno sul lago d’Iseo

Quando arriva ottobre entro puntualmente in depressione. Rientro dalle vacanze a settembre, iniziano i primi freddi (e raffreddori), le giornate si accorciano e si presentano puntuali quei week end pigri e noiosi passati in casa. E io mi deprimo, entro letteralmente in crisi: associo l’autunno sempre e solo al grigio, al freddo e alla noia. Fa già troppo freddo per passare intere giornate all’aperto, ma non ancora abbastanza freddo per la neve e lo sci, manca ancora troppo al Natale, ma le vacanze estive sono già un ricordo lontano. E’ quella terra di mezzo che non passa mai e mette di cattivo umore. Ma quest’anno qualcosa è cambiato, mi sono ricreduta. L’autunno ha una magia e una poesia tutte sue che vanno vissute amate e ammirate. Quest’anno l’ho apprezzato in tutte le sue sfumature e me ne sono innamorata, complice un week end lungo: un ponte perfetto con condizioni meteo super favorevoli che ci han regalato colori magnifici e temperature da sogno.image

Così ci siamo goduti una meta poco battuta, con la pace che solo la bassa stagione può concederti, lontani dalla ressa, dal traffico e dal caldo afoso in un tripudio di colori e magia. Il lago di Iseo è meno reclamizzato e conosciuto dei vicini laghi di Como e Garda, ma credo che proprio per la sua dimensione ridotta e la sua minore fama si presti ancora meglio ad un tranquillo week end di famiglia. In effetti ho proseguito con quel ritmo slow che ha caratterizzato le nostre vacanze estive e che ho promosso a pieni voti. I nostri giorni sono stati di passeggiate nei parchi o lungo lago, giri in bici e pic nic all’aperto, lasciando solo per l’utimo giorno caos e frenesia a Leolandia, che i bambini sognavano da mesi!!

Ma veniamo alle info pratiche: per il Lago possono bastare anche solo 2 giorni (quindi potete anche non aspettare un ponte, partite subito per il prossimo week end!!) La prima giornata dedicatela al imagegiro di Monteisola, l’isola interna al lago: noi abbiamo affittato le bici e percorso l’intero perimetro lungo circa 9 km, quasi tutti in piano e quindi percorribili anche per i più piccoli. Noi avevamo Tommy nel seggiolino e Ginevra da sola i bici. Dopo il giro si può fare pranzo in uno dei tanti ristorantini presenti oppure, come noi, fare pic nic in un parco giochi a poca distanza dal molo che farà la gioia dei piccoli viaggiatori (ma anche dei genitori che possono rilassarsi su una coperta stesa nel prato!). Nel pomeriggio potete visitare Iseo (da dove partono i traghetti).

Il secondo giorno dedicatelo al giro completo del lago: regala scorci splendidi e ci sono diversi paesini in cui fare piacevoli passeggiate. Noi abbiamo scelto Sarnico, Paratico e Lovere. Verso l’ora del tramonto passate a vedere le piramidi di Zone, spettacolari imageconformazioni rocciose immerse in una natura colorata e incantevole. Se avete tempo potete fare uno dei vari percorsi a piedi ben segnalati, in caso contrario sono comunque ben visibili dalla strada e da due punti panoramici.

Se poi come noi avete qualche giorno in più, potete approfittare della vicina Leolandia: io sono una fan sfegattata di Gardaland e devo dire che in effetti Leolandia non regge il paragone per gli adulti, per le attrazioni da brivido, per gli spettacoli e per il numero di giostre, ma se si va con bimbi piccoli è quasi meglio: meno code, meno dispersivo e con i mitici personaggi di Peppa, Masha e Orso e Trenino Thomas che rendono tutto indimenticabile!image

Noi abbiamo infine abbinato una quarta giornata nel Parco di Monza che devo dire, tra colori e temperature è stato promosso a pieni voti!!

INFO UTILI:

Per Monteisola: in estate molti paesi forniscono il servizio traghetti, mentre in autunno/inverno partono soltanto da Sulzano, Iseo e Sale Marasino (per info e orari www.navigazionelagoiseo.it

per il noleggio bici c’è un banchetto a 5 minuti dal molo di Peschiera, costa 3,50 all’ora ogni bici e hanno a disposizione anche bici per bambini e bici con seggiolino.

Per Leolandia: consiglio di acquistare i biglietti precedentemente su internet, si possono trovare a seconda dei giorni tariffe decisamente più vantaggiose.

 

Svizzera in camper: perchè sì, perchè no!

Prima esperienza in camper con la famiglia, noi 4 sempre con la voglia di nuove avventure e con il ricordo dei bei viaggi che avevo fatto da bambina in giro per l’Europa.

Ed ecco le conclusioni nei panni di mamma, dopo 5 giorni tra le montagne svizzere con i bellissimi colori dell’autunno e la prima arietta frizzante con profumo d’inverno!

La Svizzera è un’ottima meta con il camper soprattutto perché altrimenti sarebbe carissima e poi per noi che amiamo la montagna ci sono un sacco di gitarelle interessanti…

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Ma perché ci è piaciuto il camper?

Innanzi tutto è un bel modo per vivere la natura al 100%, parcheggiando sotto le pareti dell’Eiger piuttosto che tra i verdi pascoli risvegliati dai campanacci delle mucche e delle caprette! Scegliendo aree con altri camper vicini, ma con la libertà di non dover andare in campeggio!

Poi è sicuramente una soluzione economica (soprattutto se il camper ce l’ha prestato uno zio molto coraggioso, conoscendo le mie piccole pesti!) in rapporto alla sistemazione in hotel e più pratica per noi che più di un giorno in un posto fatichiamo a stare! E poi anche i pasti al ristorante in quattro iniziano ad essere abbastanza impegnativi dal punto di vista economico, soprattutto con un marito alto, magro e sempre affamato e due bimbi che bruciano energia alla grande…non oso pensare a quando saranno grandi!! Cenando in camper abbiamo anche mangiato pasti “più sani”, con la porzione di verdura quotidiana che spesso nei ristoranti latita (e anch’io sono una mamma fortunata con bimbi che cenerebbero con broccoli e zucchini!!)…

Viaggiare in camper impedisce di parcheggiare nel centro città (vedi dopo), ma permette anche di raggiungere il cuore di un centro storico in bici e questo ai bimbi piace tantissimo, soprattutto se si percorre un lungo lago con papere e cigni e si costeggiano le mura di un castello!

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E poi ai bimbi piace l’avventura dei letti a castello, di una casetta piccola e compatta a loro misura e che permette di seguire di più i loro ritmi, delle serate a giocare a carte in intimità, dello stare tutti insieme, vicini, del darsi la buona notte sottovoce…

La nostra fortuna è anche che a Paolo piace guidare, è abituato a mezzi di trasporto grandi ed è quindi abile a spostarsi con il camper…sembra una banalità, ma nel centro di una cittadina svizzera nell’ora di punta non lo è per nulla!

Ci sono però anche degli aspetti che mi lasciano un po’ perplessa all’idea di un’altra vacanza in camper…

Per prima cosa i viaggi, intesi come spostamenti. Sono fortunata perché i miei bimbi sono generalmente bravi durante le tante ore in auto che caratterizzano la maggior parte dei nostri viaggi (o siamo bravi noi genitori-animatori!) e soprattutto sono obbligati a stare fermi , cosa che in camper non è avvenuta!! E puoi minacciarli con storie di polizia severissima, proporre spuntini infiniti, farli colorare, mettere la musica…la tentazione di correre per quei 4 metri quadri e giocare a nascondino probabilmente era troppo forte e soprattutto i miei figli non sono capaci a stare fermi!!! Quindi per il mio equilibrio psichico sono assolutamente a favore dei viaggi in macchina!

Per le dimensioni di un camper è praticamente impossibile parcheggiare nel centro di una città…per fortuna in Svizzera i centri sono piccoli per cui ottima la soluzione delle bici, seppur con le dita congelate!

In pochi metri quadrati è d’obbligo l’ordine che non è proprio una mia caratteristica!! Tra cassetti e cassettini non mi ricordavo mai dove avevo messo i colori piuttosto che le scarpe…ma forse per questo è solo questione di abitudine! E poi mangiando praticamente dove si dorme e si viaggia bisogna costantemente pulire, ma allora che vacanza è??!!??

Non penso che compreremo mai un camper, la mia idea di viaggio comprende un aereo e tante ore di volo, ma devo dire che se lo zio sarà ancora così gentile da offrircelo qualche altro weekend lungo abbiamo già in mente nuove mete…se non altro per esaudire la preghiera di Giorgio di ieri sera “Gesù, grazie perché zio Gianni è stato così gentile, per favore fa sì che possiamo andare un’altra volta in camper!”

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Bimbi on the road: il nostro Far West formato famiglia

Ed ecco una descrizione del magnifico viaggio che abbiamo fatto le scorse settimane, con qualche indicazione su cosa preferire con i nostri piccoletti!

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Noi abbiamo dovuto “limitarci” a due settimane, fossero state tre i ritmi sarebbero stati un po’ meno serrati…i bimbi, ormai abituati a questi “tour de force”, hanno seguito i nostri tempi, ma gli ultimi giorni il piccolino iniziava a mostrare segni di stanchezza…

Giorno 1: arrivati a Los Angeles il pomeriggio prima e naturalmente svegliati all’alba (sono 9 ore indietro!!) abbiamo fatto una capatina ad Huntington Beach con amore a prima vista per le spiagge californiane…surfisti, moli lunghissimi, torrette e pick-up dei baywatchers…tutto quello visto solo nei film esiste veramente!! Poi ancora un po’ fusi partiamo direzione San Diego…città bellissima!! È piena di parchi divertimento e attività per i bimbi, ma noi siamo sempre un po’ restii a passare giornate intere soprattutto ora che Diego è ancor piccolino e soprattutto in un posto così unico e lontano da casa…dopo bagno e pranzo a Ocean Beach abbiamo visitato la USS Midway…, una portaerei utilizzata nella seconda guerra mondiale…per me poco interessante, ma per Giorgio divertentissimo!! Notte in stanza Air Bnb, ottima sistemazione!

Giorno 2: indecisi tra zoo e Sea World, abbiamo optato per il primo, pensando per una volta al piccolo Diego e alla cosa che poteva essere più alla sua portata…pur non amando molto queste “esposizioni” di animali in cattività è in effetti uno zoo molto bene tenuto ed enorme!! Pranzo sulla fantastica baia di San Diego, poi giretto a Point Loma e infine 2 ore di spiaggia a Coronado, con il fantastico Hotel Coronado alle spalle e una schiera di ville vista oceano che mi hanno fatto quasi venir voglia di lasciare le mie adorate montagne e andare a vivere lì.. la sera unica cena in casa, soluzione che in questo viaggio ci è mancata un po’..

Giorno 3: si parte per il vero e proprio “on the road”. img_4327Visitiamo il Joshua Tree Park, meraviglioso,  con le rocce da arrampicare ed i caratteristici Joshua Tree; passeggiata in una giornata veramente calda sulle tracce dei pionieri alla ricerca dell’oro e poi altre 2 ore in auto direzione Kingman. img_4362Questo percorso, con i bimbi che dormivano, è stato spettacolare: deserto, case isolate, con nulla intorno se non la classica altissima pompa dell’acqua..immagini che mi resteranno nel cuore e che mi ricordavano le ambientazioni di alcuni film horror!

Giorno 4: deviazione sulla mitica Route 66 con tappa in un negozietto con juke box, dondoli da far west e macchina dello sceriffo! E poi via direzione Grand Canyon!! img_4475Resto della giornata dedicata a passeggiate con vedute spettacolari sul bordo del Canyon più  spettacolare al mondo! E dopo il tramonto fantastica notte in tenda nel campeggio del parco, in mezzo al bosco, con gli ululati dei coyote a farci compagnia (e anche un po’ paura!!!).

Giorno 5: ancora una “sbirciata” al Grand Canyon da un’altra prospettiva e poi si riparte verso la Monument Valley purtroppo vista in gran parte sotto un temporale…tra tutte le meraviglie della natura viste durante questo viaggio questa forse mi ha delusa un po’…e poi si gira prevalentemente in auto soluzione non ideale dopo ore di macchina con i bimbi! Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il lago Powell e Page sotto una fitta pioggia…img_4555altra notte in tenda sulle rive del lago. Cena in locale con bbq e concerto country divertentissimo!!

 

 

Giorno 6: Antelope Canyon, in assoluto il parco che ho preferito e che più è piaciuto a Giorgio! Noi abbiamo scelto il Lower, meno affollato e un po’ più tortuoso, img_4668ma anche più divertente per i bimbi. Percorso con scalette, strettoie, infiniti sali-scendi e soprattutto rocce rosate levigate dal vento che creano un ambiente magico e unico… pranzo sulle rive del Lago Powell con  bagno annesso mio e di Giorgio (acqua un po’ argillosa) e dopo un po’ di siesta di nuovo in auto direzione Bryce Canyon. img_4709Sulla strada attraversiamo la cittadina di Kanab e ci imbattiamo in una vera festa di cow boys con un sacco di divertimenti…famiglie molto “country” con minimo 6 figli si divertivano a fare giri in trattore, calesse, vedere spettacoli di maghi o rodei, ma soprattutto abbiamo scovato un angolo in cui regalavano un lazo creato sul momento a tutti bambini…e naturalmente siamo tornati in macchina con due nuovi  strumenti per fantastiche avventure!

Giorno 7: Bryce Canyon visitato con temperatura decisamente fredda per lo standard atteso (circa 10°) e sotto una lieve pioggerellina…scegliamo un percorso ad anello non troppo lungo visto il tempo, ma comunque suggestivo, con passaggi tra le guglie rosso-arancioni che caratterizzano questo parco di nuovo unico e magico… poi di nuovo in macchina…attraversiamo lo Zion Park, ma senza soffermarci, la direzione è Parumph, squallida cittadina tra Las Vegas e la Death Valley. Siamo stati indecisi se fare o meno una tappa a Las Vegas, ma con i bimbi piccoli e in pieno giorno abbiamo deciso di saltare questa meta che  tutti definiscono “da vedere”. Arrivati al motel, con casinò annesso come in tutte le sistemazioni della zona, approfittiamo di una bella piscina per rinfrescarci: le temperature sono decisamente cambiate, qui ci sono 35 gradi!!!

Giorno 8: si parte la mattina presto per la Death Valley. img_4789Visitiamo i punti di maggior interesse, ma secondo me per i bimbi i  più belli sono il Borax Museum a Furnace Creek e le corse sulle dune di sabbia in pieno deserto…img_4818le temperature sono veramente alte…siamo arrivati a 42 gradi alle 11 del mattino, quindi assolutamente d’obbligo bere in continuazione e coprirsi la testa!!! Purtroppo abbiamo sbagliato un po’ il percorso e a questo si è aggiunta una spia che indicava qualcosa che non andava alle gomme della macchina (che poi ci ha fatto compagnia per il resto della vacanze e che non abbiamo mai capito cosa volesse indicare!). Ci siamo anche avventurati come nostro solito per una pista in pieno deserto, ma la comparsa della spia e i racconti di avventurieri mai più ritrovati ci hanno fatto tornare indietro e percorrere strade più sicure. Anche in questa giornata  abbiamo macinato un sacco di chilometri arrivando fino alle montagne rocciose, vicino allo Yosemite Park. 8 gradi, sistemazioni divertente in casette in legno come in un villaggio del far west e il pensiero degli orsi che popolano i boschi circostanti.

Giorno 9: Bodie è una vera città fantasma, assolutamente da visitare se passate da queste parti. Fiorente cittadina mineraria tra il 1880 e il 1930 è stata abbandonata e oggi ne è rimasta una buona parte conservata come allora, con il saloon e il tavolo da biliardo, la scuola, la casa del dottore, proprio come si vede nei film!

img_4863Dedichiamo 2 buone ore a girellare per questo museo all’aperto, poi si parte direzione Yosemite Park. Avevamo deciso solo di attraversarlo, convinti fosse molto simile alle nostre montagne e invece ci ha lasciato a bocca aperta e con la voglia di tornarci, magari per arrampicare sulle altissime pareti di granito!! Abbiamo comunque fatto una breve gita fino al lago Mary, img_4880a quasi 3000 m di altitudine con bagno in un ambiente spettacolare tra rocce granitiche, acqua cristallina e abeti tutto intorno, ma soprattutto con il costante timore/speranza di incontrare qualche orso che in questi posti sembrano girellare indisturbati! Rapido passaggio nella Yosemite Valley e poi, sbagliando strada e allungando ulteriormente il percorso, arrivo a San Francisco alle 21 stanchi e affamati!

Giorno 10: San Francisco. Città bella, multietnica, immensa. Però, quello che mi è rimasto di più è l’estrema povertà che abbiamo incontrato in questa metropoli e che, pur avendo viaggiato già abbastanza, non avevamo ancora visto in modo così drammaticamente contrastante al resto della città…da rifletterci… San Francisco però è anche la fantastica baia, il Pier 39 con i leoni marini, le casette color pastello lungo le strade con ripide discese e poi altrettanto ripide salite, le Cabin Cars, il Golden Gate Bridge, i mercati bio, i murales di Mission…

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Giorno 11: ancora San Francisco, questa volta in bicicletta. Abbiamo trascorso la giornata di sole sulle due ruote, attraversando il Golden Gate Bridge e arrivando alla località di villeggiatura di  Sausalito per poi raggiungere nuovamente San Francisco in battello e terminare la giornata con una birra fresca bevuta al tramonto su un molo.

Giorno 12: lasciamo la metropoli per ritornare nella natura…questa era la parte di viaggio meno organizzata, l’idea era di girellare il Big Sur. Purtroppo questa zona ci ha un po’ deluso in parte perché era ancora in atto un grosso incendio e molte zone non erano accessibili in parte anche per la costante nebbiolina che ci ha impedito di apprezzare i panorami mozzafiato visti in foto. Abbiamo fatto tappa a Pacific Groove, sotto Monterey, una delle cittadine più benestanti e conservatrici della zona, con bellissime case sull’oceano e stradine con profumo di ritmi lenti e tranquillità…e poi ci siamo addentrati nelle foreste di Sequoie arrivando a Pfeiffer Beach img_5061per una corsa sulla spiaggia ventosa in cui Giorgio non ha resistito a giocare con le onde e bagnarsi completamente nonostante l’aria gelida!! Notte in tenda  in un campeggio tra le Sequioie…

Giorno 13: abbiamo proseguito la nostra discesa lungo la costa californiana. Tappa su una spiaggia con decine di leoni, ma soprattutto elefanti marini distesi al sole, buffissimi e tanto sgraziati! Poi pranzo con tacos di pesce in riva al mare, con la sorpresa di un gruppo di delfini che hanno attraversato la baia a pochi metri da noi! Notte in tenda, camping El Capitan, a pochi metri dalla lunga spiaggia sabbiosa, coperti da un meraviglioso cielo stellato!

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Giorno 14: Direzione Los Angeles!! Abbiamo voglia di mare, sole e un po’ di riposo per cui ci dirigiamo direttamente a Venice Beach. Sabbia, surfisti, donne “perfette” sui pattini a rotelle, giocatori di basket e poi tutta la follia e il caos del lungomare di questo angolo di Los Angeles noto per essere stato il primo palco di gruppi come i Doors. Relax in spiaggia, bagno e giochi con le onde oceaniche e sullo sfondo le colline con la celebre scritta Hollywood!

Giorno 15: arrivederci America!!! Ed adesso un lungo viaggio di ritorno con nel cuore un altro pezzetto di mondo!

Con occhi di bambino alla scoperta dei Sarvanot

Domenica all’insegna della tranquillità e del mondo fatato dei boschi delle nostre montagne!

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Tempo un po’ uggioso in pianura, tutti un po’ stanchi delle prime settimane autunnali…l’occasione giusta per andare finalmente alla ricerca dei Sarvanot, folletti che le leggende popolari della valle Varaita narrano combinare dispetti e saltellare nei boschi20161009_114952

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Meraviglioso trekking nella valle delle … Meraviglie!!!

Passano i giorni (ormai quasi un mese!!) e devo assolutamente raccontarvi il nostro trekking oltralpe, intorno alla valle delle Meraviglie.

Abbiamo approfittato del weekend lungo di Ferragosto per 3 giorni a piedi, con notti in rifugio, tutto il necessario sulle spalle (compreso un bimbo!!): una nuova bellissima avventura!

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Ancora una volta ho avuto la conferma che le vacanze a piedi, dove ogni passo è una conquista, con i tempi lenti, solo i suoni della natura, il necessario ridotto all’essenziale e l’intimità della nostra famiglia siano un’esperienza unica e magica!

Ma ora un po’ di note tecniche…

Partenza  da Casterino, per noi di Cuneo abbastanza comodo, con deviazione a Saint Dalmas de Tende, scendendo dal traforo del colle di Tenda. Noi abbiamo lasciato la macchina al Gias du Basto (1700 m), volendo la si può lasciare a Casterino, facendo un pezzetto a piedi.

Prima tappa: Gias du Basto (1700 m) – Refuge de Valmasque (2220 m)

Partiti in tarda mattinata, abbiamo iniziato la nostra avventura con una camminata tranquilla, per la maggior parte su carreraccia con poco dislivello. Ultimo tratto più ripido e un po’ più impegnativo per Giorgio, ma per fortuna frequentato da camosci, con una bella cascatella e soprattutto un sacco di roccette da arrampicare! Diego sulle spalle inizia a farsi sentire (in termini di peso!!) per cui ha camminato anche lui fino a quando fiori, pietre e ruscelli non sono stati fonte di eccessivo rallentamento!!! L’arrivo al rifugio è stato proprio bello…posato sulla riva del Lac Vert, con il nulla intorno se non natura e alte cime!! Torta di mirtilli e birra per merenda e poi via a rotolarsi sull’erba! Cena “da rifugio francese” (ma avevamo fame!!!) e poi via a nanna, con l’emozione del letto a castello, dello stare tutti vicini, dei sacchi a pelo!! Risveglio con cuccioli di stambecco a darci il “buongiorno”!

Seconda tappa: Refuge de Valmasque (2220 m) – Refuge de Merveilles (2131 m)

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Itinerario bellissimo che passando per il Lac Noir ed il Lac du Basto arriva fino alla Baisse de Valmasque (2550 m) per poi scendere nella valle delle Meraviglie tra laghetti e soprattutto le incisioni rupestri uniche e interessantissime! dscn0482

Lungo tutto il percorso abbiamo incontrato tantissimi camosci e stambecchi, in un paesaggio aspro, con rocce maestose su isolati laghetti nascosti. Percorso anche qui abbastanza facile, tranne la salita e poi la discesa al colle, di nuovo un po’ ripide ma fattibilissime. C’è il tempo per un sacco di tappe ai laghi (con bagno annesso, naturalmente!) e visita al “museo all’aperto” della valle delle Meraviglie. Arrivo al Refuge de Merveilles nel pomeriggio, anche qui bagno nel lago e di nuovo corse e salti su tutte le rocce trovate…come se le energie non finissero mai!! Cena sbranata e notte in camerata da 90 posti!!!

Terza tappa: Refuge de Merveilles – Casterino

L’idea era di raggiungere il Refuge de Fontanalbe e tornare al Gias du Basto, ma pur essendo partiti presto e di buon passo, avevo calcolato male il dislivello e sarebbe diventato troppo impegnativo per Giorgio ed i suoi 5 anni appena… abbiamo quindi deciso di scendere al Lac des Mesches (1400 m),

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percorrendo un sentiero bellissimo, in un paesaggio bucolico, con ruscelletto, mucche al pascolo e prati erbosi… giunti al lago passaggio in autostop per evitare la camminata sulla statale… gambe stanche, cuore contento!

Alcune considerazioni:

  1. Anello adatto a famiglie con piccoli camminatori: dislivello non eccessivo come anche le distanze. Inoltre la presenza delle incisioni rupestri è sicuramente una curiosità in più e volendo fanno anche visite guidatedscn0536
  2. Qualità dei rifugi: Italia batte Francia, senza dubbio! Noi non amiamo il lusso e direi che non ci manca lo spirito di adattamento, ma stanzoni da 80-90 persone sono decisamente “affollati”, il cibo sicuramente di qualità migliorabile (ma su questo non c’erano dubbi…), pulizia idem… Altro lato della medaglia, in Francia i rifugi costano un po’ meno!
  3. Comodissima la prenotazione online tramite il sito FFCAM, telefoni e internet non prendono in entrambi i rifugi.
  4. Esistono molti collegamenti ad altri rifugi (refuge de Nice, de Fontanalbe…) e spunti per i prossimi trekking…mi toccherà studiare!

 

2 mamme e 4 bambini in tenda a Port Grimaud

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“Bimbi allora? Cosa vi è piaciuto di più di questa vacanza? A me dormire in tenda!A me il parcogiochi! A me stare in spiaggia…” Manca il più piccolo della ciurma che a quasi 2 anni non può ancora rispondere ma dai suoi occhi allegri si capisce che di cose positive ne troverebbe tante. E a noi mamme? La pausa caffè nel pomeriggio mentre i 4 monelli schiacciano il pisolino e la birra gelata a tarda sera quando finalmene le lanterne della tenda si spengono e il fracasso di quelle 4 voci che urlano ridono piangono litigano si spegne in un sonno stanco e ristoratore. Quelli sono stati i momenti più rilassanti di una vacanza che proprio rilassante non è, essendo gli Under 6 in numero doppio rispetto agli adulti ed essendo tutti moooolto vivaci ed energici. Ma il bilancio risulta più che positivo ed escludendo le litigate violente e furibonde tra i due primogeniti, che hanno lasciato le mamme completamente scioccate, la vacanza in tenda si è rivelata scelta vincente. E vi spiego perchè:

  1. Il campeggio giusto: secondo me abbiamo azzeccato in pieno la meta. Port Grimaud ha un mare splendido e spiagge selvagge: non vi ero mai stata prima e sono rimasta entusiasta per quella sabbia bianca circondata da pini marittimi e colline. imageE’ vero, la strada principale è molto trafficata e gli spostamenti sono decisamente rallentati, ma tra la strada e la spiaggia ci sono bellissime pinete che ti fanno dimenticare il caos e la frenesia e ti proiettano in una dimensione di natura incontaminata. Noi abbiamo scelto il Camping des Mures che da direttamente sulla spiaggia. Si possono scegliere piazzole in riva al mare o nella pineta, collegata alla spiaggia da un sottopasso che permette alle famiglie con bambini spostamenti del tutto sicuri. All’interno hanno un parcogiochi nuovissimo, ben ombreggiato che fa impazzire i figli di tutte le età e un baby club (che i nostri piccoli selvaggi ovviamente non hanno nemmeno considerato). Abbiamo scelto una piazzola vicinissima al sottopasso e al parcogiochi cosicchè per tutta la permanenza i nostri bambini si sono spostati e mossi liberamente e autonomamente da mattino a sera. Con una passeggiata di 2 km imagesi arriva al centro di Port Grimaud che merita una visita con i suoi caratteristici canali che la rendono un labirinto sospeso sul mare. E a pochi km (percorribili però a passo di lumaca a causa del traffico) c’è Saint Tropez che con il porto imagebrulicante di yacth extralusso, negozi alla moda, locali favolosi e viette pedonali conquista e coinvolge in un’atmosfera di eterna vacanza.
  2. il costo: una vacanza in tenda è davvero economicissima specialmente se anche i pasti vengono consumati in campeggio. Io sono una fan delle cenette fuori, specialmente in Francia dove abbondano locande e ristorantini caratteristici, ma 2 mamme con 4 piccoli selvaggi non si sarebbero certo godute il relax e abbiamo quindi preferito organizzarci con pentole e fornellino e in questo modo giochi e altalene erano a disposizione finchè i piatti fumanti non arrivavano direttamente sul tavolo. Si mangia scalzi, spettinati, mezzi svestiti e non importa se ci si sporca, se si rovescia qualcosa o se si fa tardi. Questo Camping ha la spiaggia riservata, ampia, poco affollata e gratuita. Non è attrezzata, ma noi ci siamo organizzate con ombrellone teli mare e una moltitudine di giochi da spiaggia.
  3. gli spazi: chissà perchè tra i lati negativi della tenda si inseriscono gli spazi ristretti. Io sono convinta del contrario, a meno che si abbia la sfortuna di trovare brutto tempo. Perchè in tenda si entra per dormire e lo spazio è più che sufficiente. Ma tutto il resto si fa fuori. E si sta all’aperto e non c’è vacanza con spazi più ampi di cosi!!  La vacanza in tenda è quella che più ti fa vivere la natura, che più ti trasmette quel senso di libertà che fa assaporare davvero fino in fondo la vacanza. Non ci sono orari, non ci sono preoccupazioni, non ci sono costrizioni.image
  4. la complicità: questa è stata la carta decisiva. La nostra prima vacanza insieme poteva essere un grande successo o un flop stratosferico. E ovviamente la tenda in condivisione, i bimbi da gestire e pasti e spostamenti da fare in squadra sono una bella prova di convivenza. Beh…prova passata a pieni voti: sarà per la nostra somiglianza di caratteri, sarà per le passioni che ci accomunano o per il fatto che avendo figli con età simili si sovrapponevano abbastanza anche ritmi ed esigenze (e capricci), ma la complicità è arrivata e tutto è stato semplice e quasi scontato. Vi consiglio però, nel caso vogliate fare una vacanza di questo tipo, di riflettere bene sui compagni di viaggio e di assicurarsi che ci sia compatibilità di carattere, ritmi e idee o rischiereste di rovinare un’amicizia e la vacanza!! Non basta essere amici per andare d’accordo 24h su 24!!
  5. come ho scritto all’inizio… un caffè che diffonde il suo aroma imagementre sei all’ombra di una pianta, le cicale che fanno da sottofondo mentre tu hai appena addormentato una ciurma di bambini instancabili… o una bottiglia di birra gelata stappata rigorosamente con la forchetta (il cavatappi l’avevamo dimenticato!!) e sorseggiata sotto un manto di stelle… VALGONO TUTTA LA VACANZA!