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La valigia dei piccoli: 5 oggetti “salva-viaggio”

Viaggiare con i bambini, lo sappiamo, non è mai semplice, ma certi piccoli accorgimenti possono facilitarci molto il compito e minimizzare il rischio di noia/agitazione/capricci. A volte con qualche accortezza si può rendere i bambini molto più partecipi ed entusiasti e, provare per credere, l’entusiasmo è contagioso e vedere i loro sorrisi gioiosi vi farà capire quanto viaggiare con loro sia una cosa meravigliosa. Qui di seguito vi abbiamo riportato alcuni oggetti che se portati in valigia forniscono un grosso aiuto.

1 quaderno e colori: una cosa bellissima quando si viaggia è tenere un diario, per soffermarsi ad apprezzare i più piccoli particolari, 511riorganizzarli e sopratutto poterli ricordare. I bambini possono fare lo stesso con le immagini. Un disegno per ogni esperienza vissuta sarà per loro un bellissimo modo di rielaborare le esperienze e per ricordarle una volta a casa. In più il disegnare è un ottimo strumento salva noia o salva attesa quando si è in auto o in treno o in aereo o in coda da qualche parte o in attesa al ristorante. Li terrà occupati in “modalità immobili” così da dare anche a voi genitori una pausa di tranquillità.

2 macchina fotografica: se avete la possibilità di dare ai figli una IMG_0863macchina fotografica tutta loro, si entusiasmeranno un sacco a scattare loro le foto scegliere autonomamente soggetti e momenti da immortalare e non vedranno l’ora di stampare i loro ricordi più belli. Ci sono macchine fotografiche apposta per i bambini oppure potete fare come noi e reciclare una vecchia macchina che non usate più.

3 cannocchiale: cosa c’è di più bello di afferrare il cannocchiale e osservare più da vicino quella cicogna che ha fatto il nido sulla torrebtydel castello? o quella statua in cima? O quei fenicotteri in mezzo al lago? O quello scoiattolo che si arrampica sull’albero? Sarà un ottimo strumento per stiolare il loro spirito di oservazione e la loro attenzione verso ciò che li circonda, ad assaporare i particolari, a scoprire i dettagli e a torare a casa decisamente arricchiti.

4 gioco in scatola o carte: se il pranzo al ristorante è più lento del solito e in macchina ci si annoia, se ci si vuole sedere su un prato e fare una pausa, questi sono i giochi si infilano più facilmente anche in un piccolo zainetto e che in ogni occasione possono fare comodo.

5 lecca-lecca: lo so gli zuccheri non fanno bene ed è strano sentirsi IMG_0958dare questo consiglio da una dietista, ma ogi tanto un piccolo strappo si può fare , specialmente per i bimbi e rispetto a snack e dolciumi che si ingoierebbero in 2 secondi, quello li terrà impegnati per almeno 10-15 minuti. Li trovo un salva pace quando si deve camminare tanto (perchè con quelli il mal di gambe non è più così terribile), quando non ne possono più di stare in auto e quando sono in piena lite tra fratelli.

E voi? Avete altre armi salva-viaggio? Commentate qui sotto…ogni consiglio o nuova idea è ben accetta! A volte i trucchi non bastano mai per quelle piccole bestioline!!!

Lollo e il suo viaggio senza fretta (parte 2)

L'immagine può contenere: 1 persona, oceano, cielo, nuvola, occhiali_da_sole, cappello, montagna, spazio all'aperto, natura e acquaSembrava un semplice viaggio individuale il suo, un anno fa, quando ve ne parlavo per la prima volta. E invece Lorenzo Cardone, detto Lollo è appena tornato dal suo secondo viaggio “senza fretta”. Stesse modalità e stessi principi della prima esperienza ma luoghi nuovi con nuove persone da salutare.

Con questa esperienza si manifestano in pieno tutte le potenzialità del viaggiare: il viaggio come terapia, il viaggio per mettere alla prova se stessi e il proprio rapporto con gli altri e con il mondo, il viaggio per abbattere confini e barriere, fisiche, geografiche ma soprattutto mentali.  L'immagine può contenere: una o più persone, fotocamera e spazio all'aperto

Ma la cosa più emozionante è che in realtà il suo viaggio dall’anno scorso non si è mai interrotto e, benchè sia cominciato come un viaggio solo suo e del suo papà, la loro energia e il loro ottimismo hanno innescato una reazione a catena che non accenna a rallentare. Visitate la sua pagina Fb o il suo blog  per vedere quanto Lollo in realtà stia facendo il giro del mondo. Amici, conoscenti, fans e followers che indossano la maglietta del suo progetto e la portano con loro in ogni angolo del mondo. Per far conoscere la sua storia, per portare il suo saluto. Per dimostrare che a volte i piccoli gesti o le singole persone possono cambiare il mondo. L'immagine può contenere: 24 persone, persone che sorridono

Mia figlia l’anno scorso ha imparato una canzone all’asilo che io mi facevo cantare ripetutamente a casa: si intitola Goccia dopo goccia, una canzone per bambini che però nella sua semplicità racchiude un significato profondo e che Lollo e il suo papà Franco in questa avventura “senza fretta” hanno reso realtà.

E’ giusto viaggiare con i bambini? Assolutamente si!

il cami de cavalls verso PregondaStiamo ultimando i preparativi per la nostra minivacanza in tenda: i bimbi mi chiedono almeno 3 volte al giorno quanto manca, dove andremo, quanto staremo, com’è il campeggio. Non stanno più nella pelle esattamente come me. Allora penso a tutte le volte che mi sono sentita dire: ma sei sicura che sia positivo far viaggiare i bambini? Questa domanda è già stata espressa con diverse sfumature e corredata da svariati dubbi e perplessità. E oggi per l’ennesima volta ho letto un post che trattava proprio di questo tema. Bene allora vi dirò: sì, è giusto viaggiare con i bambini, anzi è fantastico!! E salutare. E educativo. Come far loro mangiare la verdura, come farli stare all’aria aperta, come farli praticare uno sport, come mandarli a scuola (in effetti viaggiare è una scuola di vita) come riempirli di amore e coccole. E ovviamente, come tutte le cose che ho elencato, anche per il viaggiare ci vuole buon senso. Perchè la verdura fa bene ma non darei la peperonata a un bambino di 1 anno; stare all’aria aperta fa bene ma non lo metterei sotto il sole a 40 gradi alle 2 del pomeriggio in piena estate; fare sport fa bene ma non lo porterei a fare rafting a 3 anni e non gli farei fare la maratona…potrei andare avanti all’infinito. Nel momento in cui si fa un figlio è ovvio che ogni cosa deve essere un minimo ridimensionata o perlomeno attentamente ponderata. I vostri figli ameranno i viaggi se voi farete in modo di farglieli amare. Qualcosa avevo già detto qui

COME FAI A SAPERE CHE A LORO PIACE? OGNUNO HA I PROPRI GUSTI E LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE: oooh andiamo…siamo sinceri. Noi scegliamo sempre per i nostri figli…imponiamo sempre le nostre idee. Scegliamo noi di metterli al mondo, scegliamo la religione, l’alimentazione, se crescerli in città o in campagna, se portarli al mare o in montagna, se vestirli alla moda o ecologici, scuola pubblica o privata…Volete che continuo?meritato relax

Credo che noi trasmettiamo ai nostri figli ciò in cui crediamo e io con i miei figli viaggio perchè credo che sia il regalo più grande che possa dar loro. E anche perchè sinceramente piace anche a me. Poi è naturale che in questi anni io abbia preferito mete più vicine, perchè tanto il mondo è grande, non riusciremo mai a vederlo tutto e noi abbiamo la fortuna di vivere in Europa dove davvero non basterebbe una vita per conoscerla a fondo. Ma con loro sono stata anche in Sudafrica, con una figlia 3 enne e uno di 8 mesi. E’ stato semplice? No ma è stato meraviglioso.

TANTO LORO NON SI RICORDERANNO NULLA: può darsi, ma io si. E mi ricorderò anche per loro. E tutti quei ricordi non hanno prezzo. Riempiono gli album di foto e anche il mio cuore. Ricordo i sorrisi, le risate, le facce stupite, i giochi improvvisati, quelli senza giocattoli ma con tanta fantasia. Ricordo la possibilità di stare con loro ogni secondo di ogni minuto di ogni giorno perchè non c’è la routine e il lavoro e le scadenze e la casa a distrarci e portarci via l’un l’altro.image

VIAGGIARE HA DEI RISCHI E DEGLI IMPREVISTI. La vita stessa ne ha. Ogni volta che ci mettiamo in macchina, in bici, per strada. Viaggiare non espone a piu rischi, solo la nostra sconsideratezza lo fa. Ma un genitore sconsiderato è un genitore sconsiderato anche nel proprio giardino.

VIAGGIARE E’ FATICOSO. Sì è vero. Come camminare in montagna, fare sport, cucinare una torta anzichè comprarla. Ma il risultato? Il traguardo? La fatica insegna ad avere pazienza, insegna ad adattarsi, insegna che non tutto è dovuto e che a volte se si vuole ottenere qualcosa di meraviglioso ci si deve impegnare. Viaggiare è faticoso e con i bambini ancora di più. (qui ve lo spiego benissimo) Perchè noi genitori dobbiamo farci carico anche della loro fatica. Ma anche crescere i figli in generale è faticoso, molto faticoso, sempre. Ma è la cosa più meravigliosa che c’è.image

Sydney dalla A alla Z

Sono passate ormai quasi 3 settimane dal mio rientro, ma questo viaggio per me ha significato così tanto e mi ha scatenato emozioni così profonde che diventa davvero difficile ridurlo in un semplice post. Avrei talmente tante cose da dire da non sapere nemmeno da che parte cominciare, quindi l’unica soluzione è raccogliere un po’ pensieri e impressioni in ordine sparso. E allora vediamo un po’ il mio alfabeto di Sydney 🙂image

A come AUSTRALIA: Mai avrei pensato di andare in Australia ma sopratutto mai avrei pensato di attraversare il mondo per poi concentrarmi per due intere settimane su una sola città. La mia sete di vedere esplorare e conoscere non me l’avrebbe mai permesso se non fosse stato il cuore questa volta a dettare le regole. E devo dire che alla fine mi ha permesso di conoscere a fondo una città, di viverla non da turista ma da abitante e di amarla, tanto.

B come Blue Mountains: a due ore di treno da Sydney devono il loro imagenome alla foschia color azzurro ardesia che le avvolge, causata dall’evaporazione dell’olio dagli alberi di eucalipto. In questa regione si estendono tre parchi nazionali: si possono ammirare paesaggi mozzafiato o percorrere sentieri circondati da una lussureggiante vegetazione o come me avventurarsi in una giornata di canyoning in mezzo alle gole, ma questa esperienza merita un post tutto suo!!

C come COOGEE BEACH  e come CAMMINARE da COOGEE a BONDI lungo un sentiero panoramico sull’oceano toccando imagesplendide spiagge. 6 km pressochè pianeggianti e percorribili anche dai bambini che alla fine potranno rotolarsi nella morbidissima sabbia bianca!!

D come DARLING HARBOUR: una delle zone più giovani di Sydney, un concentrato di attrazioni e divertimento per tutte le età. Si trova l’acquario di Sydney, la ruota panoramica e locali, ristoranti e negozi di ogni tipo che ne fanno un esplosione di luci, gente e attività sia diurne che notturne.

E come Estate: eh già, perchè mentre a casa tremavano di freddo e spalavano neve io ero in costume sotto un sole rovente!! Se volete andare a Sydney andateci tra dicembre e gennaio…e vivrete una splendida estate!

F come FISH AND CHIPS: considerato il loro piatto nazionale, si lo so, per noi italiani è aberrante, ma volete mettere mangiare fish and chipsimage direttamente sulla spiaggia a Watson’s bay con i grattacieli della city che fanno capolino all’orizzonte? Una delle giornate più belle della mia vita!!

G come GARDEN: Sydney è una città verdissima. Ci sono tantissimi parchi nel bel mezzo del centro e sono uno più bello dell’altro. L’ideale è avere il tempo per passeggiarci in pieno relax e stendere una coperta sui loro prati perfetti per un picnic. E se ci andate alla sera sarà facilissimo fare amicizia con gli Opossum!

H come HIGH TEA: è una tradizione ovviamente inglese ma mi piacerebbe tanto se arrivasse anche qui in Italia. Passare un pomeriggio con le amiche o come me tra sorelle sorseggiando buonissimo the e abbuffandosi di leccornie dolci e salate servite vicino. Se poi si fa nella storica sala da te del QVB (vedi più avanti) direi che rimarrà tra le esperienze più piacevoli della vacanza australiana. PS: (ovviamente io ero senza bambini… con loro forse sarebbe un pochino meno rilassante 🙂 !)

I come Indimenticabile: attraversare il mondo, vivere una metropoli con chi ci abita da anni, godersi una famiglia che mancava tanto, troppo al mio cuore e farsi coccolare per 2 settimane…

L come LUNA PARK: io non ci sono andata perchè ero senza i miei bimbi e i miei nipoti sono ancora molto piccoli. Ma se avete bimbi oltre i 3 anni credo sia tappa obbligata!

M come Manly: mezz’ora di ferry dalla city per arrivare a questo quartiere di Sydnay che ricorda molto la nostra Rimini, con un lungo corso pedonale straripante di negozi ristoranti bar e turisti. Si trovano ampie spiagge ondose e brulicanti di sorfisti o per chi vuole camminare un po’ di più piccole baie nascoste tra le palme. Qui si respira la massima aria vacanziera!!

N come NIPOTINI: per me Sydney è stato soprattutto questo. Come anticipato prima solo l’amore sconfinato per loro e la voglia di imagegodermeli al 100 % han fatto si che proseguissi con questa mia nuova lentezza che devo dire avevo già fatto mia anche nelle ultime vacanze da mamma. Non posso raccontarvi nulla della magnifica Australia che c’è fuori da Sydney ma posso raccontare quanto sia imagebello passeggiare coi bambini al Botanical Garden, quanto siano numerosi i parchi giochi, quanto i locali siano organizzatissimi con disegni da colorare pastelli e giochini, quanto sia entusiasmante portare i bambini al Taronga zoo e quanto i vostri figli si ecciterebbero a guardare lo spettacolo delle foche.

O come Opera House: non si può parlare di Sydney senza parlare del suo simbolo… e quanta emozione a ritrovarsi li davanti! Se poi si ha la fortuna come me di essere portata a sorpresa all’interno e assistere a un concerto sinfonico su discografia dei Queen… che ve lo dico a fa’ !!!

P come pancake: sapete che per me viaggiare deve essere con gli occhi con imagela mente con il cuore e…con la gola….quanto sono buoni!! Anche questi dovrebbero diventare un po’ più famosi sulle nostre tavole

Q come QVB Queen Victoria Building, per tutti i fan dell’architettura e dello shopping questo imponente palazzo del XIX secolo offre una serie di negozi di lusso, ma anche interni ed esterni in stile romanico e Art Deco perfettamente conservati.

R come the Rock, il quartiere antico di Sydney fatto di edifici bassi e strade di ciottoli. Ci sono diversi Pub storici.

S come Sorelle. Vivere tutte tre insieme come quando eravamo imageragazzine ma ancora di più, perchè con la consapevolezza che il tempo per noi era poco e dovevamo assaporarcelo proprio tutto…

T come Terapia: il viaggio per me è terapia. Sempre. Questo poi ancora di più. Per tutto il carico emotivo che si portava dietro (se non l’avete ancora letto qui spiego tutto), per quello che ho lasciato a casa e per quello che poi ho dovuto lasciare laggiù. Viaggiare a volte salva il cuore.

U come Una volta nella vita dovete andarci. Io anche di più!!!

Z come Zoo. E’ davvero un peccato per me essere volata fino in Australia e aver visto koala e canguri solo allo zoo…ma ovviamente scegliendo di restare in città non potevo fare altrimenti. Comunque lo zoo di Sydney è davvero bello e si gode di una meravigliosa vista sulla city. Se viaggiate con i bambini credo sia doveroso passarci una mezza giornata.

Lo so, credo che questo sia il post più confuso che mai scriverò nella storia. Spero vogliate perdonarmi e spero di essere comunque riuscita a trasmettervi un po’ di quelle splendide emozioni che mi hanno letteralmente strapazzato poche settimane fa. Viaggiare è sempre un’emozione, una scoperta, un cambiamento. Non si torna mai uguali a prima da un vero viaggio. A me questo viaggio ha aggiustato il cuore. Avete presente quella storia dei vasi rotti che i giapponesi aggiustano mettendo dell’oro nel collante per far brillare le crepe? Ecco…per me questo viaggio a Sydney è stato proprio così.image

 

Progetti di viaggio in CONTROTENDENZA…con un’idea originale in più!

 

 

Organizzare viaggi per me è una verta droga! In ogni singola giornata DEVO avere assolutamente una prossima meta di viaggio in mente, almeno una volta nelle 24 ore accedo a qualche sito con descrizione di mete future o offerte voli, al posto del libro da leggere la sera c’è quasi sempre una Lonely Planet e nell’ingresso di casa ho messo un’enorme mappa del Pianeta Terra su cui aggiungiamo i “pezzetti” che ad ogni viaggio conquistiamo!

E mi accorgo sempre di più che per me la parte più bella è proprio l’organizzazione del viaggio, più ancora del viaggio stesso … l’attesa, le aspettative, ma anche il progettare l’itinerario, leggere i diari di viaggio, consultare le guide, trovare la sistemazione, confrontare i prezzi, valutare il clima…

Non ho mai preso in considerazione l’idea di appoggiarmi ad un’agenzia viaggi, soprattutto per la mia passione nell’organizzare e creare un viaggio creato a perfetta misura della mia famiglia…

Esistono però agenzie che, per chi non ama l’organizzazione “fai da te” o a cui anche solo manca il tempo, riescono a “cucire addosso” un viaggio alla perfezione e questo è il caso di Controtendenza Viaggi. E’ un’agenzia che da circa 10 anni si occupa principalmente dell’organizzazione di viaggi per privati e che, grazie ad una vasta rete di collaboratori italiani con cui lavorano in modo diretto (cercando il più possibile di evitare i Tour Operator), cerca di consigliare il viaggio migliore per il singolo cliente in base alle sue esigenze.

Fin qui può sembrare semplice pubblicità … ma c’è dell’altro!

Quello che mi è sembrato originale e innovativo, almeno per la realtà cuneese, è la possibilità di prenotare hotel in tutto il mondo, sul sito di Controtendenza , a prezzi assolutamente competitivi con Trivago o Booking.

E chi tra noi organizzatori di viaggi “fai da te” non passa ore a cercare l’offerta più allettante su internet?!?

Sul sito di Controtendenza è però richiesta un’iscrizione perché, nel momento in cui ti iscrivi, puoi scegliere un “partner”. I partner con cui collabora Controtendenza sono sia attività commerciali che attività umanitarie, come LVIA, Fratelli dell’uomo, alcune scuole materne. Se uno sceglie un’associazione umanitaria, il 2% di ogni prenotazione effettuata sarà automaticamente devoluta ad uno di questi enti. Se invece si opta per un’attività commerciale, come ad esempio la banca di Caraglio, su ogni prenotazione la banca si impegna a dare un cash back al cliente del 2%.

Una volta creato il proprio account lo si può gestire mettendo i soldi da parte (caricando un tuo credito con carta di credito) oppure si può iscrivere un amico caricandogli un credito e così un regalo originale è bello pronto per esser utilizzato!

Credo che sia una bella iniziativa per l’idea originale e anche perché Roberta e Controtendenza sono persone “reali”, sono un viso e una testa e non sono un semplice numero verde o un sito online senza faccia!

 

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Svizzera in camper: perchè sì, perchè no!

Prima esperienza in camper con la famiglia, noi 4 sempre con la voglia di nuove avventure e con il ricordo dei bei viaggi che avevo fatto da bambina in giro per l’Europa.

Ed ecco le conclusioni nei panni di mamma, dopo 5 giorni tra le montagne svizzere con i bellissimi colori dell’autunno e la prima arietta frizzante con profumo d’inverno!

La Svizzera è un’ottima meta con il camper soprattutto perché altrimenti sarebbe carissima e poi per noi che amiamo la montagna ci sono un sacco di gitarelle interessanti…

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Ma perché ci è piaciuto il camper?

Innanzi tutto è un bel modo per vivere la natura al 100%, parcheggiando sotto le pareti dell’Eiger piuttosto che tra i verdi pascoli risvegliati dai campanacci delle mucche e delle caprette! Scegliendo aree con altri camper vicini, ma con la libertà di non dover andare in campeggio!

Poi è sicuramente una soluzione economica (soprattutto se il camper ce l’ha prestato uno zio molto coraggioso, conoscendo le mie piccole pesti!) in rapporto alla sistemazione in hotel e più pratica per noi che più di un giorno in un posto fatichiamo a stare! E poi anche i pasti al ristorante in quattro iniziano ad essere abbastanza impegnativi dal punto di vista economico, soprattutto con un marito alto, magro e sempre affamato e due bimbi che bruciano energia alla grande…non oso pensare a quando saranno grandi!! Cenando in camper abbiamo anche mangiato pasti “più sani”, con la porzione di verdura quotidiana che spesso nei ristoranti latita (e anch’io sono una mamma fortunata con bimbi che cenerebbero con broccoli e zucchini!!)…

Viaggiare in camper impedisce di parcheggiare nel centro città (vedi dopo), ma permette anche di raggiungere il cuore di un centro storico in bici e questo ai bimbi piace tantissimo, soprattutto se si percorre un lungo lago con papere e cigni e si costeggiano le mura di un castello!

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E poi ai bimbi piace l’avventura dei letti a castello, di una casetta piccola e compatta a loro misura e che permette di seguire di più i loro ritmi, delle serate a giocare a carte in intimità, dello stare tutti insieme, vicini, del darsi la buona notte sottovoce…

La nostra fortuna è anche che a Paolo piace guidare, è abituato a mezzi di trasporto grandi ed è quindi abile a spostarsi con il camper…sembra una banalità, ma nel centro di una cittadina svizzera nell’ora di punta non lo è per nulla!

Ci sono però anche degli aspetti che mi lasciano un po’ perplessa all’idea di un’altra vacanza in camper…

Per prima cosa i viaggi, intesi come spostamenti. Sono fortunata perché i miei bimbi sono generalmente bravi durante le tante ore in auto che caratterizzano la maggior parte dei nostri viaggi (o siamo bravi noi genitori-animatori!) e soprattutto sono obbligati a stare fermi , cosa che in camper non è avvenuta!! E puoi minacciarli con storie di polizia severissima, proporre spuntini infiniti, farli colorare, mettere la musica…la tentazione di correre per quei 4 metri quadri e giocare a nascondino probabilmente era troppo forte e soprattutto i miei figli non sono capaci a stare fermi!!! Quindi per il mio equilibrio psichico sono assolutamente a favore dei viaggi in macchina!

Per le dimensioni di un camper è praticamente impossibile parcheggiare nel centro di una città…per fortuna in Svizzera i centri sono piccoli per cui ottima la soluzione delle bici, seppur con le dita congelate!

In pochi metri quadrati è d’obbligo l’ordine che non è proprio una mia caratteristica!! Tra cassetti e cassettini non mi ricordavo mai dove avevo messo i colori piuttosto che le scarpe…ma forse per questo è solo questione di abitudine! E poi mangiando praticamente dove si dorme e si viaggia bisogna costantemente pulire, ma allora che vacanza è??!!??

Non penso che compreremo mai un camper, la mia idea di viaggio comprende un aereo e tante ore di volo, ma devo dire che se lo zio sarà ancora così gentile da offrircelo qualche altro weekend lungo abbiamo già in mente nuove mete…se non altro per esaudire la preghiera di Giorgio di ieri sera “Gesù, grazie perché zio Gianni è stato così gentile, per favore fa sì che possiamo andare un’altra volta in camper!”

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2 mamme e 4 bambini in tenda a Port Grimaud

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“Bimbi allora? Cosa vi è piaciuto di più di questa vacanza? A me dormire in tenda!A me il parcogiochi! A me stare in spiaggia…” Manca il più piccolo della ciurma che a quasi 2 anni non può ancora rispondere ma dai suoi occhi allegri si capisce che di cose positive ne troverebbe tante. E a noi mamme? La pausa caffè nel pomeriggio mentre i 4 monelli schiacciano il pisolino e la birra gelata a tarda sera quando finalmene le lanterne della tenda si spengono e il fracasso di quelle 4 voci che urlano ridono piangono litigano si spegne in un sonno stanco e ristoratore. Quelli sono stati i momenti più rilassanti di una vacanza che proprio rilassante non è, essendo gli Under 6 in numero doppio rispetto agli adulti ed essendo tutti moooolto vivaci ed energici. Ma il bilancio risulta più che positivo ed escludendo le litigate violente e furibonde tra i due primogeniti, che hanno lasciato le mamme completamente scioccate, la vacanza in tenda si è rivelata scelta vincente. E vi spiego perchè:

  1. Il campeggio giusto: secondo me abbiamo azzeccato in pieno la meta. Port Grimaud ha un mare splendido e spiagge selvagge: non vi ero mai stata prima e sono rimasta entusiasta per quella sabbia bianca circondata da pini marittimi e colline. imageE’ vero, la strada principale è molto trafficata e gli spostamenti sono decisamente rallentati, ma tra la strada e la spiaggia ci sono bellissime pinete che ti fanno dimenticare il caos e la frenesia e ti proiettano in una dimensione di natura incontaminata. Noi abbiamo scelto il Camping des Mures che da direttamente sulla spiaggia. Si possono scegliere piazzole in riva al mare o nella pineta, collegata alla spiaggia da un sottopasso che permette alle famiglie con bambini spostamenti del tutto sicuri. All’interno hanno un parcogiochi nuovissimo, ben ombreggiato che fa impazzire i figli di tutte le età e un baby club (che i nostri piccoli selvaggi ovviamente non hanno nemmeno considerato). Abbiamo scelto una piazzola vicinissima al sottopasso e al parcogiochi cosicchè per tutta la permanenza i nostri bambini si sono spostati e mossi liberamente e autonomamente da mattino a sera. Con una passeggiata di 2 km imagesi arriva al centro di Port Grimaud che merita una visita con i suoi caratteristici canali che la rendono un labirinto sospeso sul mare. E a pochi km (percorribili però a passo di lumaca a causa del traffico) c’è Saint Tropez che con il porto imagebrulicante di yacth extralusso, negozi alla moda, locali favolosi e viette pedonali conquista e coinvolge in un’atmosfera di eterna vacanza.
  2. il costo: una vacanza in tenda è davvero economicissima specialmente se anche i pasti vengono consumati in campeggio. Io sono una fan delle cenette fuori, specialmente in Francia dove abbondano locande e ristorantini caratteristici, ma 2 mamme con 4 piccoli selvaggi non si sarebbero certo godute il relax e abbiamo quindi preferito organizzarci con pentole e fornellino e in questo modo giochi e altalene erano a disposizione finchè i piatti fumanti non arrivavano direttamente sul tavolo. Si mangia scalzi, spettinati, mezzi svestiti e non importa se ci si sporca, se si rovescia qualcosa o se si fa tardi. Questo Camping ha la spiaggia riservata, ampia, poco affollata e gratuita. Non è attrezzata, ma noi ci siamo organizzate con ombrellone teli mare e una moltitudine di giochi da spiaggia.
  3. gli spazi: chissà perchè tra i lati negativi della tenda si inseriscono gli spazi ristretti. Io sono convinta del contrario, a meno che si abbia la sfortuna di trovare brutto tempo. Perchè in tenda si entra per dormire e lo spazio è più che sufficiente. Ma tutto il resto si fa fuori. E si sta all’aperto e non c’è vacanza con spazi più ampi di cosi!!  La vacanza in tenda è quella che più ti fa vivere la natura, che più ti trasmette quel senso di libertà che fa assaporare davvero fino in fondo la vacanza. Non ci sono orari, non ci sono preoccupazioni, non ci sono costrizioni.image
  4. la complicità: questa è stata la carta decisiva. La nostra prima vacanza insieme poteva essere un grande successo o un flop stratosferico. E ovviamente la tenda in condivisione, i bimbi da gestire e pasti e spostamenti da fare in squadra sono una bella prova di convivenza. Beh…prova passata a pieni voti: sarà per la nostra somiglianza di caratteri, sarà per le passioni che ci accomunano o per il fatto che avendo figli con età simili si sovrapponevano abbastanza anche ritmi ed esigenze (e capricci), ma la complicità è arrivata e tutto è stato semplice e quasi scontato. Vi consiglio però, nel caso vogliate fare una vacanza di questo tipo, di riflettere bene sui compagni di viaggio e di assicurarsi che ci sia compatibilità di carattere, ritmi e idee o rischiereste di rovinare un’amicizia e la vacanza!! Non basta essere amici per andare d’accordo 24h su 24!!
  5. come ho scritto all’inizio… un caffè che diffonde il suo aroma imagementre sei all’ombra di una pianta, le cicale che fanno da sottofondo mentre tu hai appena addormentato una ciurma di bambini instancabili… o una bottiglia di birra gelata stappata rigorosamente con la forchetta (il cavatappi l’avevamo dimenticato!!) e sorseggiata sotto un manto di stelle… VALGONO TUTTA LA VACANZA!

Lollo e il suo viaggio senza fretta

imageNon si viaggia solo per vedere posti nuovi. C’è chi viaggia per raggiungere qualcosa, chi per raggiungere qualcuno, chi per fuggire, chi per scoprire, chi per mettersi alla prova e chi per cambiare. E c’è chi nel viaggio vede tutte queste cose. Il viaggio è la migliore metafora della vita e come tale può assumere 1000 sfumature diverse.

imageOggi vorrei parlarvi, non di una mamma zaino in spalla, ma di un papà zaino in spalla e di suo figlio. Un figlio speciale. E di un viaggio speciale che hanno deciso di affrontare insieme. Lorenzo Cardone, detto Lollo ha 16 anni, è affetto da autismo e il suo grande viaggio lo affronta da una vita.  Grazie ad una innovativa cura (la ABA) sta notevolmente migliorando le sue capacità di relazione, sviluppando la caratteristica di ricordarsi nomi e parentele di chiunque gli diventi amico. Chi gli vive accanto, in primis suo papà Franco, sua mamma Elena e suo fratello Michele, ma anche tutti noi amici che abbiamo incrociato la sua strada, sa benissimo che quello che si appresta a fare non è nient’altro che l’esternazione di un viaggio interiore iniziato molto prima.image

Lollo è stato nominato dal suo Sindaco “Ambasciatore del Saluto” perchè la sua passione più grande è salutare le persone e tra 2 settimane partirà dalla sua Savigliano, con a fianco il suo papà, per attraversare il nord Italia fino a Montebelluna, paese di origine della nonna. Il viaggio è stato intitolato “un viaggio senza fretta” perchè prevede l’utilizzo di mezzi pubblici quali treno e pulmann, tante camminate (tant’è che padre e figlio si allenano quotidianamente) ma soprattutto avrà un ritmo dettato esclusivamente dalle esigenze di Lollo.

Ho scritto questo post perchè conosco Lollo e la sua famiglia e questo viaggio mi commuove e mi emoziona. Ammiro tantissimo suo padre per aver deciso di intraprendere questa avventura e ci tengo ad invitarvi tutti a seguirlo, (è stato creato un blog apposta: lorenzosenzafretta.blogspot.it) perchè il messaggio che questa esperienza ci porta è un messaggio di coraggio e di ottimismo: con la giusta calma si può arrivare ovunque, l’importante è non arrendersi, non avere fretta e seguire il ritmo del proprio cuore.image

Pezzi di cuore sparsi per il mondo

Da piccola non viaggiavo: vivevo in un minuscolo paesino pavese dove ci si conosce tutti e il massimo dei miei viaggi era andare dai parenti materni in Piemonte, o al mare in Liguria o in colonia sull’Adriatico. Poi mi sono trasferita. In Piemonte ci sono andata a vivere, lasciando pezzi di cuore in quel minuscolo paesino. Tanti pezzi di cuore, grandi, che mancano tanto e spesso. Ma sono cresciuta e il mio cuore ha ricostruito un equilibrio, allargando l’orizzonte e accorciando le distanze che da bambina mi sembravano così grandi. Poi le mie sorelle si sono iscritte all’Università a Genova e allora altri pezzi di cuore hanno preso il largo e il mio piccolo mondo ha iniziato ad espandersi ulteriormente e forse proprio lì ho iniziato ad amare i viaggi, perchè se il mondo lo esplori, lo conosci, lo assapori, la sua grandezza si ridimensione e le sue distanze fanno meno paura. Ma poi arriva il 2010 e una mia sorella va in Australia. E ci rimane. imageStavolta il pezzo di cuore che si stacca è un macigno e va dall’altra parte del mondo e allora come si fa ad accorciare tali distanze; come fanno tali distanze a far meno paura?? Sono passati 6 anni. Lei si è innamorata, sposata, ha avuto una bellissima bambina, un bellissimo bambino e ora ne è in arrivo un terzo. Io devo ancora conoscere il secondo e sento tutti questi pezzi di cuore allontanarsi da me: perchè quando si diventa mamma l’amore per i figli ci cattura a tal punto da non sentire nient’altro, ma diventare zia, quando per tua sorella provi un amore cosi sconfinato, non è così diverso e nemmeno meno intenso. Non so perchè vi racconto tutto questo, non so se è in tema con il blog o se voi avete davvero voglia di leggere i miei sfoghi…ma ieri l’altra mia sorella ha prenotato un volo per l’Australia. Sola andata. Per 1 anno dice lei: e forse è vero. O forse no. Ma di certo c’è un altro pezzo di cuore che prende il largo, grosso come un icebergimage e io non so più come mettere insieme i pezzi. Ho perso il mio equilibrio e penso che il mio mondo da piccolo piccolo si è fatto smisurato. E io mi ci sto perdendo dentro. E penso che d’ora in poi il mio amore per i viaggi crescerà ulteriormente perchè non è più passione, è bisogno. Per accorciare le distanze e allargare orizzonti e aprire la mente. Ma più che altro per andare a cercare i miei pezzi di cuore.


imageRaccoglierli ad uno ad uno. Perchè ne ho bisogno. Perchè mi mancano. E perchè a me queste distanze continuano a fare paura.

I 3 incubi di una mamma in viaggio

Viaggiare è la cosa più bella che si possa fare e con i figli ancora di più. Ma, diciamocelo, non è sempre tutto rose e fiori e alcuni aspetti del viaggio che da fidanzatini sono semplici o piacevoli, con prole al seguito possono diventare veri e propri incubi. Quelli più ricorrenti sono 3:

IL VIAGGIO DI ANDATA: “il bello del viaggio non è la meta ma il percorso per raggiungerla” ECCO. Sicuramente chi ha scritto questa frase non ha mai viaggiato con bambini (o l’ ha usata soltanto come metafora). Sì, lo ammetto, è molto poetica e vera in 2. Ante-figli ero quella delle vacanze in moto di 200 km tutti i giorni, ero quella del “non prendiamo l’autostrada, godiamoci scorci e panorama (e questa idea da pazza furiosa mi ha fregato più volte e fatto attraversare vallate deserte, colli infiniti, sentieri che sulla carta sembravano brevissimi e alla fine Ulisse in confronto ha fatto una scampagnata!). Ma ora…ora siamo in 4 e i miei figli dopo circa 8 km da casa cominciano a chiedermi quanto manca e a urlare che no, proprio non ce la fanno più.image

Dopo 100 km ho già dato fondo ad una quantità di cibo sufficiente per un esercito (e l’esercito sembra davvero passato sui sedili posteriori), già fatto 14 giochi di parole, cantato 25 canzoni dello zecchino, raccontato 17 leggende e storie. Non esistono partenze intelligenti, perchè anche se viaggiamo di notte dopo una giornata trascorsa in piscina o montagna o bicicletta o altre attività che stancherebbero anche Ercole, loro dormono si e no mezzora. Tutti i viaggi che abbiamo programmato di notte con la speranza che loro crollassero sono trascorsi con il piccolo che sbraitava come un pazzo e noi che arrivavamo a destinazione ridotti a zombie. Quindi, no, l’importante è la meta e fa che ci si arrivi il prima possibile.

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ANDARE IN BAGNO: usare i bagni pubblici è sempre stato odioso e credo sia l’unico motivo per cui io possa invidiare il sesso maschile. La differenza è che quando non ero mamma ero capace di tenere anche dal mattino alla sera, ho fatto giornate sugli sci in cui ho rischiato la disidratazione e i calcoli renali piuttosto che affrontare un bagno pubblico sudicio con tuta da sci e scarponi. Da quando ci sono i miei bambini invece le toilette sono diventate parti integranti  dei nostri viaggi. A casa bisogna litigare e minacciare per convincerli a fare pipì, ma appena si va in giro potete stare cerrti che a loro scapperà più o meno ogni 30 minuti e voi potrete stilare una mappa dei bagni pubblici di ogni città visitata. E ovviamente vi renderete conto che i bambini non hanno minimamente il senso del disgusto: tu entri in un bagno che emana odori indescrivibili e sul pavimento liquidi non ben definiti fanno da location a party tra germi e batteri e con vocina stridula scandisci bene la parole “mi raccomando non toccate niente”, ma mentre sbottoni i pantaloni alla femmina, il maschietto già sta gattonando e strisciando sul pavimento incurante del fatto che a te sta per venire un attacco di panico.

LE CENE FUORI

Thailandia

Io sono una fan delle vacanze enogastronomiche. Per me ogni viaggio presuppone il provare la cucina locale, i prodotti tipici e il sorseggiare un buon vino della zona. Cosa c’è di meglio in vacanza di scovare localini romantici, piccoli, particolari e rilassarsi senza dover cucinare e pulire? Ora, invece delle luci soffuse e gli angoli romantici, preferiamo i grandi spazi (se sono all’aperto con qualche gioco ancora meglio e se sono chiassosi sono perfetti, perchè nel silenzio tutti sentirebbero le urla dei miei figli e noterebbero il fatto che si puliscono la bocca sporca di sugo nella camicia bianca appena indossata (ma dai, è di stoffa come il tovagliolo del ristorante come si fa a non confondersi!). Ma la cosa che odio di più in assoluto sono i famosi “menù bimbi”. Possibile che se io decido di cenare fuori con i bambini, devo scegliere tra porzioni (e prezzi)esagerate  di piatti tipici o porzioni ridotte soltanto di cibi fast food? Va bene una sera, ma se sono in viaggio, i miei figli dovrebbero mangiare tutte le sere pasta al pomodoro, patate fritte e hamburger o cotoletta? Va bene ristoratori, vi svelo un segreto: sarà che faccio la dietista di lavoro, sarà deformazione professionale, ma i miei figli mangiano carote zucchine pomodorini e tante altre verdure; davanti ad una macedonia impazziscono più che davanti a un gelato industriale e mangiano pesce anche se non è ricoperto da 12 cm di impanatura. Posso sfidarvi a creare un menù bimbi più salutare?

Ovvio che a questi lati negativi si contrappongono una serie infinita di sensazioni magiche che solo quei due piccoli selvaggi mi han fatto conoscere, ma volevo farvi sorridere e capire che le difficoltà in viaggio ci sono, che è faticoso e a volte disarmante, ma basta riderci sopra! E voi? Avete altri aspetti negativi da aggiungere?