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La Liguria su due ruote: La Ciclabile dei Fiori

20170416_102042Cielo azzurro, piante verdi ovunque, il vento in faccia e il profumo dei fiori che ti inebria. E di fianco il mare a perdita d’occhio con i suoi suoni, i gabbiani, il profumo. Se è vero che la primavera ha un potere impareggiabile sul buonumore e che organizzare un intero week end all’insegna delle attività all’aria aperta è la scelta più efficace per ricaricare le energie, questa Pasqua abbiamo trovato la combinazione perfetta. Dove? In Liguria, nella Riviera di Ponente. Da Ospedaletti a San Lorenzo a Mare quasi 30 km di ciclabile su quella che una volta era la linea ferroviaria: tutta sul lungo mare, tutta in piano, pochissimi attraversamenti e una serie di spiaggette, scogli e piccoli borghi in cui fare una sosta.20170416_192134

Il periodo migliore è proprio questo: non c’è ancora il caldo estivo, pedalare sotto il sole risulta piacevole e rilassante, le spiagge non sono ancora affollate e ci sono in previsione dei Ponti perfetti.

Come base consiglio Bussana o Arma di Taggia che sorgono più o meno a metà della ciclabile. Se avete bimbi ancora piccoli è meglio20170417_130058 suddividere in due giornate il percorso e prevedere delle piacevoli tappe in riva al mare. Per noi questa scelta si è rivelata perfetta: Tommy viaggia ancora nel seggiolino, mentre Ginevra pedala autonomamaente, ma circa 20-25 km al giorno sono per lei piu che 20170417_111651sufficienti.  Noi abbiamo alloggiato a Bussana dove c’è un ingresso comodissimo alla ciclabile con parcheggio grande e privato (nel periodo di Pasqua non era ancora a pagamento, ma la presenza della sbarra all’ingresso mi fa presupporre che in estate lo diventi) e un bar con servizi.

Natura, sport mare ma anche vita più mondana nella vicina Sanremo (la ciclabile ci passa proprio in Centro), una passeggiata tra ciottoli e vicoli nella splendida BussanaVecchia con le sue botteghe artigiane e le sue piccole gallerie d’arte, un tuffo nel passato tra storie di streghe e misteri nella vicina Triora o tanti bei sentieri tra mare e montagna. Le parole d’ordine sono lentezza e aria aperta. E ovviamente…i bambini ringraziano!!!

Il mare d’inverno lungo il “sentiero del pellegrino”

Con la neve sui monti in lontananza e tanta voglia di iniziare la nostra stagione di mini-scialpinismo, abbiamo dovuto rimandare causa sci in riparazione, ma l’alternativa è stata davvero bella!!

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Era da tempo che aspettavamo il weekend giusto per partire per la Liguria, noi che non amiamo molto il mare d’inverno, ma incuriositi da questa passeggiata ultimamente molto reclamizzata e soprattutto con le previsioni a favore della costa ligure!
La passeggiata parte da Noli e, attraverso un bel sentiero tra ulivi e pini marittimi con panorami mozzafiato, porta a Varigotti, passando per Capo di Noli.

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Lungo il percorso ci sono tantissimi punti interessanti…
Innanzi tutto tanta storia: richiami alla repubblica marinara di Noli, resti di un lazzareto per i marinai destinati a mesi di isolamento, bellissime chiese romaniche, torri, eremi, piccoli mausolei in onore di eroi del mare. Tutti spunti per rendere la passeggiata curiosa e divertente anche per i più piccoli, che non guasta mai!
Il percorso è tutto immerso nella natura, tra specie tipiche della Riviera Ligure, ma anche una flora diffusa solo in questa zona che noi abbiamo un po’ tralasciato essendo poco esperti in questo campo! E poi profumo di rosmarino, scorpacciata di corbezzoli, ma soprattutto viste meravigliose con scogliere a picco su un mare azzurro come solo in inverno e grotte rese magiche da misteriose leggende su pirati e briganti!!
20161204_120802E i bimbi felici, quasi 5 ore di cammino senza un lamento, con le classiche scalate di muretti in pietra e pareti di calcare, frequenti ricariche di energia con cioccolato o corbezzoli raccolti sul sentiero e una meravigliosa sensazione di famiglia, quella che ci ricarica per tutta la settimana!!

Alcune informazioni tecniche:
l’itinerario parte da Noli nei pressi della Chiesa di san Francesco. Il sentiero parte da una stradina a sinistra segnalata dalle paline della Passeggiata Dantesca. Si lascia rapidamente un gruppo di case per poi immergersi nella natura ligure. Lungo tutto il percorso occorre seguire il “sentiero del pellegrino” che porta fino a Varigotti. Arrivati a Varigotti, si trova a circa 100 metri la fermata dei bus che noi abbiamo preso per tornare a Noli, soluzione molto comoda!
Dislivello in salita 270 m circa, dislivello in discesa 260 m circa
Tempo di percorrenza: circa 4 ore, senza considerare le gambette corte dei bimbi e le numerose deviazioni per punti d’interesse.
Punti d’interesse, sempre ben segnalati:
– Lazzareto e chiesetta di San Lazzaro
– Chiesa di Santa Margherita e Santa Giulia
– Eremo del Capitano de Albertis
– Grotta dei Falsari
– Monte di Capo di Noli – Semaforo
– Torre genovese del 1582 detta anche torre delle Streghe
– Monumento Cerisola
– Chiesa di San Lorenzo

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Buon divertimento!!

2 mamme e 4 bambini in tenda a Port Grimaud

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“Bimbi allora? Cosa vi è piaciuto di più di questa vacanza? A me dormire in tenda!A me il parcogiochi! A me stare in spiaggia…” Manca il più piccolo della ciurma che a quasi 2 anni non può ancora rispondere ma dai suoi occhi allegri si capisce che di cose positive ne troverebbe tante. E a noi mamme? La pausa caffè nel pomeriggio mentre i 4 monelli schiacciano il pisolino e la birra gelata a tarda sera quando finalmene le lanterne della tenda si spengono e il fracasso di quelle 4 voci che urlano ridono piangono litigano si spegne in un sonno stanco e ristoratore. Quelli sono stati i momenti più rilassanti di una vacanza che proprio rilassante non è, essendo gli Under 6 in numero doppio rispetto agli adulti ed essendo tutti moooolto vivaci ed energici. Ma il bilancio risulta più che positivo ed escludendo le litigate violente e furibonde tra i due primogeniti, che hanno lasciato le mamme completamente scioccate, la vacanza in tenda si è rivelata scelta vincente. E vi spiego perchè:

  1. Il campeggio giusto: secondo me abbiamo azzeccato in pieno la meta. Port Grimaud ha un mare splendido e spiagge selvagge: non vi ero mai stata prima e sono rimasta entusiasta per quella sabbia bianca circondata da pini marittimi e colline. imageE’ vero, la strada principale è molto trafficata e gli spostamenti sono decisamente rallentati, ma tra la strada e la spiaggia ci sono bellissime pinete che ti fanno dimenticare il caos e la frenesia e ti proiettano in una dimensione di natura incontaminata. Noi abbiamo scelto il Camping des Mures che da direttamente sulla spiaggia. Si possono scegliere piazzole in riva al mare o nella pineta, collegata alla spiaggia da un sottopasso che permette alle famiglie con bambini spostamenti del tutto sicuri. All’interno hanno un parcogiochi nuovissimo, ben ombreggiato che fa impazzire i figli di tutte le età e un baby club (che i nostri piccoli selvaggi ovviamente non hanno nemmeno considerato). Abbiamo scelto una piazzola vicinissima al sottopasso e al parcogiochi cosicchè per tutta la permanenza i nostri bambini si sono spostati e mossi liberamente e autonomamente da mattino a sera. Con una passeggiata di 2 km imagesi arriva al centro di Port Grimaud che merita una visita con i suoi caratteristici canali che la rendono un labirinto sospeso sul mare. E a pochi km (percorribili però a passo di lumaca a causa del traffico) c’è Saint Tropez che con il porto imagebrulicante di yacth extralusso, negozi alla moda, locali favolosi e viette pedonali conquista e coinvolge in un’atmosfera di eterna vacanza.
  2. il costo: una vacanza in tenda è davvero economicissima specialmente se anche i pasti vengono consumati in campeggio. Io sono una fan delle cenette fuori, specialmente in Francia dove abbondano locande e ristorantini caratteristici, ma 2 mamme con 4 piccoli selvaggi non si sarebbero certo godute il relax e abbiamo quindi preferito organizzarci con pentole e fornellino e in questo modo giochi e altalene erano a disposizione finchè i piatti fumanti non arrivavano direttamente sul tavolo. Si mangia scalzi, spettinati, mezzi svestiti e non importa se ci si sporca, se si rovescia qualcosa o se si fa tardi. Questo Camping ha la spiaggia riservata, ampia, poco affollata e gratuita. Non è attrezzata, ma noi ci siamo organizzate con ombrellone teli mare e una moltitudine di giochi da spiaggia.
  3. gli spazi: chissà perchè tra i lati negativi della tenda si inseriscono gli spazi ristretti. Io sono convinta del contrario, a meno che si abbia la sfortuna di trovare brutto tempo. Perchè in tenda si entra per dormire e lo spazio è più che sufficiente. Ma tutto il resto si fa fuori. E si sta all’aperto e non c’è vacanza con spazi più ampi di cosi!!  La vacanza in tenda è quella che più ti fa vivere la natura, che più ti trasmette quel senso di libertà che fa assaporare davvero fino in fondo la vacanza. Non ci sono orari, non ci sono preoccupazioni, non ci sono costrizioni.image
  4. la complicità: questa è stata la carta decisiva. La nostra prima vacanza insieme poteva essere un grande successo o un flop stratosferico. E ovviamente la tenda in condivisione, i bimbi da gestire e pasti e spostamenti da fare in squadra sono una bella prova di convivenza. Beh…prova passata a pieni voti: sarà per la nostra somiglianza di caratteri, sarà per le passioni che ci accomunano o per il fatto che avendo figli con età simili si sovrapponevano abbastanza anche ritmi ed esigenze (e capricci), ma la complicità è arrivata e tutto è stato semplice e quasi scontato. Vi consiglio però, nel caso vogliate fare una vacanza di questo tipo, di riflettere bene sui compagni di viaggio e di assicurarsi che ci sia compatibilità di carattere, ritmi e idee o rischiereste di rovinare un’amicizia e la vacanza!! Non basta essere amici per andare d’accordo 24h su 24!!
  5. come ho scritto all’inizio… un caffè che diffonde il suo aroma imagementre sei all’ombra di una pianta, le cicale che fanno da sottofondo mentre tu hai appena addormentato una ciurma di bambini instancabili… o una bottiglia di birra gelata stappata rigorosamente con la forchetta (il cavatappi l’avevamo dimenticato!!) e sorseggiata sotto un manto di stelle… VALGONO TUTTA LA VACANZA!

Antibes…una giornata in costa Azzurra!

Tornati da 5 giorni di puro relax…non è proprio da noi, ma questa volta ci voleva e la Riviera Ligure, la casetta a pochi minuti a piedi dalla spiaggia, i bellissimi paesini circostanti e la Francia a mezz’ora di macchina hanno decisamente aiutato!!

Per noi di Cuneo la Costa Azzurra è abbastanza a portata di mano, anche per una gita in giornata, ma per chi è più lontano una vacanzina sulla costa del sud francese è assolutamente da organizzare!! E perché no, magari sulla strada verso la Provenza…

Noi questa volta siamo stati ad Antibes, bellissima!

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C’è il giusto mix di mare adatto anche ai più piccoli e cittadina da girellare per qualche ora!

Le spiagge sono sabbiose, con un comodo lungomare con panchine all’ombra e giochi per i bimbi. Noi qui abbiamo trascorso la mattinata tornando poi nel tardo pomeriggio per un ultimo bagno.

20160621_163334Nelle ore più calde ci siamo intrufolati tra i viottoli che caratterizzano la vecchia Antibes, racchiusa in alte mura a picco sul mare. Questa volta siamo stati piacevolmente sorpresi dall’installazione di curiose statue che ti sorprendono nei punti più improbabili, belle!

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Dalla spiaggia si può fare una bella passeggiata lungo le mura della città fino ad arrivare al porto. Da lì consiglio un giretto tra le stradine strette e fresche, curiosando in negozietti stile provenzale o gustando un panachè in una delle numerose piazzette ombreggiate.

Se, invece, avete voglia di fare una passeggiata e non fa troppo caldo potete inerpicarvi sulla collinetta che porta al faro, purtroppo non visitabile, ma situato in punto con una vista mozzafiato e con il fantastico rumore delle cicale che, come avrete capito, adoro!!!

Ma Antibes, per me è soprattutto la città dove visse Pablo Picasso ed il museo a lui dedicato merita di essere visitato. Noi questa volta l’abbiamo tralasciato, ma tra un bagno e una passeggiata dovete assolutamente ritagliarvi un’oretta per vederlo!

Quest’anno credo che torneremo a parlare di Cote d’Azur, vero Natascia???!!!???

Per ora aggiungete questa cittadina all’itinerario del vostro prossimo viaggio!

Mare e monti nel Golfo di Orosei

Estate 2014, pancione (anzi, per mia fortuna pancino!) da settimo mese di gravidanza e necessità di vacanza un po’ più tranquilla rispetto al solito standard!

Scegliamo la Sardegna, vacanza di mare, che in altre condizioni avrei “snobbato” per mete più avventurose, ma informandomi già in partenza della possibilità di passeggiate e trekking in alternativa alla vita da spiaggia.

Il mare mi piace, ma dopo due ore in spiaggia già fremo e devo trovare qualcosa da fare…e lo so che per i bambini la vacanza di mare IN TEORIA è la più divertente, ma sono sempre più convinta che se la vacanza rende sereni e rilassati noi grandi e tiene in considerazione le esigenze dei più piccoli, può essere divertente ovunque! E poi basta vedere i miei figli in spiaggia: hanno sempre disdegnato palette e secchiello preferendo arrampicarsi su rocce e scogli così da sfatare anche il mito delle spiagge sabbiose!

Ma torniamo alla Sardegna. Abbiamo organizzato una settimana vicino al golfo di Orosei e la seconda nel sud ovest della Sardegna ed è della prima che voglio raccontarvi.
La zona intorno ad Orosei è spettacolare per mare, spiagge e lunghe passeggiate. Il giusto compromesso per chi ama l’attività fisica, il trekking, ma vuole concedersi anche un bagnetto nel mare turchese della Sardegna!

Noi abbiamo alloggiato in una villetta dispersa nel nulla trovata su Airbnb, ottima sistemazione e soprattutto gentilissimo il proprietario Tomaso che ci ha accolti con un gigantesco cesto di prodotti della sua terra! Peccato fosse davvero un po’ isolata e di notte nel buio più buio anche noi avevamo un po’ paura!

La sistemazione si è però dimostrata ottimale per i nostri giretti!

  • Grotta del Bue Marino, super famosa! Noi però, per fare un po’ gli alternativi, l’abbiamo raggiunta partendo da Cala Fuili (vicino a Cala Gonone), con una camminata di meno di un’oretta (con Gio che aveva 3 anni) e arrivando all’entrata nord. DSCN0079Già solo lo scorcio delle scogliere e delle onde che si infrangono nelle insenature vale la passeggiata. La grotta si chiama così perché era il luogo dove le foche monache, ormai estinte in questa zone, andavano a partorire i loro piccoli. All’ingresso della grotta abbiamo trovato una bravissima guida-speleologa appassionata del suo lavoro; eravamo solo noi 3 e ci ha portato ad esplorare la grotta tra cunicoli e ampie stanze, raccontandoci aneddoti e storie che hanno lasciato a bocca aperta il piccolo Giorgio, lontani dalle orde di turisti che via mare raggiungono l’entrata principale (quella sud). Bellissima esperienza che consiglio!
  • Cala Luna, anche questa stranota, ma anche qui noi abbiamo deciso di guadagnarcela con un po’ più di fatica! DSCN0077Così siamo partiti di nuovo da cala Fuili, inerpicandoci su sentieri tra pini marittimi e rododendri, anche qui con viste mozzafiato sul golfo di Orosei e le sue scogliere. La gita è stata abbastanza lunga, circa 3 ore di cammino, con alcuni tratti poco ombreggiati, ma il bagno nel mare cristallino accaldati e un po’ affaticati è stato ancora più rigenerante! DSCN0147Dalla spiaggia principale ci si può poi inoltrare in calette un po’ più appartate, naturalmente scelte da noi, se non altro per la voglia di figlio e marito di inerpicarsi su rocce e insenature; io, con il mio pancino, li ho seguiti a nuoto!! Peccato che sulla spiaggia, meravigliosa, arrivino barconi di turisti (che mio figlio ha imparato subito a chiamare “pappamolli”!) e quindi, soprattutto nelle ore centrali, risulti un po’ affollata… per il ritorno abbiamo preso un gommone che in 15 minuti ci ha riportato a Cala Gonone e di qui con un pulmino al parcheggio dove avevamo lasciato la macchina.
  • Cala Goloritzè, partendo dall’altopiano del Golgo. Anche qui c’è un po’ da scarpinare, in discesa circa un’oretta, attraverso un bel sentiero che discende il canyon che conduce alla spiaggia, incontrando caprette e asinelli. DSCN0145La spiaggia è meravigliosa, circondata da guglie e archi di roccia e con un’acqua che sembrava quella della piscina! Peccato vedere i climbers risalire la famosa Aguglia, mangiandoci le mani per non avere l’attrezzatura dietro! Con i bimbi, magari un po’ stanchi dopo la camminata di andata e la giornata al mare, la salita (circa 500 m di dislivello) è abbastanza faticosa, meglio affrontarla quando il sole è un po’ più basso!
  • Anche se non è sul mare, vi consiglio di inoltrarvi nella zona del Supramonte (che io collego subito alla canzone di De Andrè!), con paesini sperduti e molto suggestivi, se non altro per le storie di banditi e rapimenti per cui è nota la zona. DSCN0095Da qui, consiglio la passeggiata verso il canyon di Gorropu che noi purtroppo non abbiamo raggiunto per calcoli di tempi sbagliati e perchè Giorgio quel giorno era veramente rompino! Il tratto percorso è comunque molto bello, in mezzo a querce e ulivi secolari, ma dicono che il canyon sia spettacolare!DSCN0106

Amaca e cicale…la meravigliosa lentezza di una vacanza in Grecia

DSCN0860La Grecia per me è sinonimo di lentezza, riposo e profondi respiri di aria di mare…ci tornerei ogni anno, anzi quest’anno mi son frenata nel cliccare un nuovo volo per un’isola greca solo per far fede all’”obiettivo risparmio” in previsione del prossimo grande viaggio!

La Grecia è prima di tutto MARE, le sue centinaia di isole offrono spiagge che nulla hanno da invidiare a Caraibi o Maldive, soprattutto molto più incontaminate, vere, meno turistiche! In base alla zona si possono trovare spiagge di ogni genere, ma anche la stessa isola può offrire mare per tutti i gusti…l’ultima visitata è stata Cefalonia e veramente mi è rimasta nel cuore. Percorrendo poco più di 50 km si passa da scogli, a ciottoli bianchi, a sabbia dorata, a sabbia rossa… e non è difficile incontrare qualche capretta o asino che spunta da dietro un pino, per la gioia dei più piccoli!

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Io adoro la CUCINA greca: è fresca, genuina e mediterranea nel vero senso del termine! Ogni volta mi faccio delle scorpacciate di insalata greca, fantastica!! E poi pesce, pesce, pesce! A Cefalonia, sulla spiaggia di Porto Atheras c’è un fantastico ristorantino dove i pescatori sorseggiano ouzo e si possono mangiare dei calamari fritti buoni da far piangere (naturalmente scalzi e a pochi metri dal mare, in una spiaggia quasi deserta!).

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Ogni isola della Grecia ha la sua storia e questo aggiunge ulteriore fascino a questi paradisi di pace! Cefalonia è nota per lo sterminio dei nostri soldati nell’ultima guerra e nelle pinete percorse passeggiando sembra di sentire ancora spari, urla e cuori coraggiosi di una storia ancora recente e da non dimenticare , Skopelos DSCN2638è costellata di monasteri sperduti e raggiungibili solo con ore di cammino su sentieri a picco sul mare, Creta è caratterizzata da una miriade di resti dell’antica cultura ellenica, il vero cuore della Grecia…e nell’ultimo viaggio si sono anche aggiunte le piccole-grandi storie di un popolo piegato da un’economia in piena crisi e spaventati da un futuro tanto incerto.

Per me la Grecia è anche il meraviglioso verso delle cicale e il sentirle dondolandomi su comode amache all’ombra di un ulivo…

Questo è solo un assaggio, tornerò a parlarvi delle isole che abbiamo visitato con i bimbi e a cercare di convincervi a partire al più presto!

Se però avete in programma di raggiungerle nei prossimi mesi voglio consigliarvi due sistemazioni veramente carine, semplici e comode.

A Skopelos abbiamo soggiornato a Limnonari, direttamente sulla spiaggia di una piccola baia, con il rumore delle onde che ci svegliava la mattina e comunque poco distante dalla città principale. La sera nella taverna sottostante cucinano ottimo pesce ma soprattutto il proprietario suona e canta … (tranquilli, non fino a tardi!)

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Invece a Cefalonia siamo stati l’intera settimana a Villa Forestata, vicino a Lixouri, un posto veramente bello, con una vista spettacolare, ma soprattutto dove ci siamo sentiti come a casa. La proprietaria tutte le mattine prepara deliziose colazioni, con frutta, verdura, formaggio, uova, olive, brioches, marmellate fatte in casa, pane, succhi e naturalmente il favoloso yogurt greco!

 

Barca a vela con i bimbi, si può!

Barca a vela con i bimbi, non è una follia! E’ una magnifica esperienza di ritmi lenti, silenzio (quando dormono!!!), mare…

La nostra vacanza in barca a vela risale al 2012, quando Giorgio aveva poco più di un anno; una fantastica settimana lungo le coste del nord della Corsica anche per noi che al mare preferiamo le nostre montagne!

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Alcuni consigli per chi sta pensando ad una vacanza in barca a vela con i bimbi:

  • Non siete fuori di testa o genitori sconsiderati, anche se sicuramente qualcuno ve l’ha già detto!! Con qualche accortezza è una vacanza assolutamente sicura e a misura di bambino, di tutte le età! Giorgio e l’amichetto Kris avevano poco più di 1 anno, ma non ricordo vacanza più rilassante di questa!
  • Procuratevi una rete, tipo quelle verdi da giardino, noi appena arrivati l’abbiamo fissata lungo tutto il perimetro della barca e al pericolo di tuffi inaspettati in acqua non abbiamo più dovuto pensare per l’intera vacanza!
  • Per bimbi un po’ più abitudinari che fuori dal letto di casa faticano a dormire, non c’ è problema!CIMG2898 Giorgio non ha mai dormito tanto come in quella settimana, complice l’aria di mare, i giochi nell’acqua e soprattutto la culla delle onde!

 

  • Maglietta-mutina di quelle che si trovano alla Decathlon e che non tengono troppo caldo, proteggono dal sole e si possono usare anche in acqua. DSCN2181E poi assolutamente protezione 50! Le ore al sole sono veramente tante e non sempre in quelle più calde si riesce a farli dormire in cuccetta (dove tra l’altro fa più caldo ancora!!).
  • Braccialettini per il mal di mare, non si sa mai! Per gli adulti, io ho scoperto di soffrire il mal di mare proprio durante questa vacanza e ho messo i cerotti di Scopolamina (dietro l’orecchio), un’invenzione fantastica! Si può fare il bagno, li sostituisci ogni 3 giorni e veramente sono molto efficaci senza(almeno per me!) effetti collaterali.
  • Tempi lenti e un po’ di vita da mare… con i bimbi non si può pensare di navigare tutto il giorno anche se per gli appassionati di vela non è un’idea malvagia!! Così spiaggette deserte o un angolo di mare turchese può essere l’occasione anche solo per un castello di sabbia o un tuffo rinfrescante.
  • Ultima cosa: non per forza una settimana in barca a vela è una vacanza costosa! Noi avevamo l’amico con la patente nautica (e questo fa molto!) però in 6 adulti e 2 bimbi, con una barca di 11 metri abbiamo speso 1200 euro di noleggio in luglio. Facendo una bella scorta di cibo alla partenza, evitando il più possibile di usare il motore e dormendo in rada in qualche bella caletta silenziosa è stata una vacanza veramente economica.DSCN2233

E allora, cosa aspettate a mettere al vostro bimbo il cappello da marinaio??

5 BUONI MOTIVI PER ANDARE A MINORCA

Lo ammetto, nel mio post su Minorca sono stata troppo evasiva: sì, vi ho detto quanto sia bella e quanto a dispetto di tutto mi abbia conquistata ma in effetti non vi ho dato grandi informazioni. Quindi credo che un secondo post quest’isola meravigliosa se lo meriti davvero. C i sono 5 cose che mi hanno fatto innamorare di lei:

  1. IL CAMI DE CAVALLS: è in assoluto la cosa più bella dell’isola, quella che la rende unica e speciale. E’ un sentiero che corre lungo la costa per tutta la sua lunghezza, può essere percorso a piedi, in bicicletta o a cavallo e rappresenta il modo migliore per andare alla scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Essendo un percorso il cami de cavalls verso Pregonda                                         circolare può iniziare in qualsiasi punto e tantissime spiagge sono raggiungibili esclusivamente tramite questo sentiero oppure in barca. Gli scorci che regala sono favolosi, i colori sembrano rubati dalla tavolozza di un pittore e anche se alcuni tratti sono un po’ accidentati si può affrontare tranquillamente con bimbi al seguito: cami de cavallsnon c’è mai grosso dislivello e non servono scarpe da trekking: bastano dei sandali un po’ robusti o delle scarpe da ginnastica. I miei bambini, che non sono assolutamente dei grossi camminatori, hanno affrontato tratti anche di 2 ore ben motivati dalle spiagge da sogno che poi raggiungevamo.
  2. LE SPIAGGE: per tutta la durata della vacanza mi sono ripetuta che è inutile volare fino ai Caraibi e mi sono chiesta perché non ci eravamo mai stati prima. In realtà Minorca non riceve abbastanza giustizia dai social o dalle agenzie. Si parla troppo delle vicine Ibiza e Formentera ma lei secondo me le batte alla grande! Ci sono spiagge per tutti i gusti e per tutte le esigenze (anche perché sono più di 80!!!): rosse, selvagge e deserte come Cala Pregonda (una delle più belle spiagge in assoluto!) o Playa de Cavalleria (molto simile a Pregonda ma più facilmente raggiungibile e ovviamente un po’ meno scenografica); candide piccole nascoste e perfette come cala Macarella, Cala Mitjana, Cala Trebaluger Cala Trebaluger(questa, sarà per la fatica a raggiunerla, sarà per la pochissima gente presente, è stata quasi come un’apparizione…avete presente quelle foto da cartolina con la barca ormeggiata e la sua ombra riflessa sul fondo? Ho sempre pensato che fosse un ritocco fotoshop…prima di arrivare qui); comode, attrezzate e vicine al centro come Cala Galdana (che se non fosse per l’ecomostro a ridosso della spiaggia sarebbe una delle più belle), cala ‘n Bosch, Son Bou… Il comune denomitatore è l’acqua trasparente e calda. Noi siamo stati a settembre e ricorderò per sempre il bagno al chiaro di luna fatto a Calda Galdana con i miei cuccioli. cala Galdana
  3. I FARI: sono sparsi lungo tutta la costa, regalano anch’essi scenari splendidi e alcuni si possono anche visitare all’interno. Ne troverete di immersi nel verde della macchia mediterranea, altri accanto alle spiagge rosse in contrasto con il mare turchese e altri ancori in paesaggi lunari con rocce nere e sentieri grigiastri. faro di FavaritxI fari piacciono tantissimo anche ai bambini, rimangono affascinati da queste storie di marinai tempeste e navi. All’ingresso dei fari, dei pannelli ne raccontano l’origine, la storia e la funzione.
  4. GLI ANIMALI: se ne trovano ovunque, mucche, capre, pecore e soprattutto cavalli: neri possenti e maestosi.   incontro ravvicinato                                                In tutti i Borghi minorchini si susseguono per tutta l’estate le Feste patronali durante le quali la vera star è proprio il cavallo. Sfilano, festa di Maògaloppano e si impennano nelle vie centrali gremite di turisti e fanno impazzire grandi e piccini.
  5. LA GASTRONOMIA Minorca è una piccola isola, molto turistica e dall’aria molto anglosassone: tutto ciò rende difficile la ricerca della buona tavola, ma per me è fondamentale durante un viaggio immergermi in tutto e per tutto nel luogo prescelto e credo fermamente che non puoi esplorare e scoprire un luogo senza provarne anche la sua cucina. Per ciò non ho desistito e sono andata a cercare in lungo e in largo…  e Minorca non mi ha deluso: intanto per la sua essenza spagnola e quindi la sua tradizione di paella, sangria e tapas, ma anche per prodotti più autoctoni come il queso minorchino, la sobrasada e soprattutto l’ENSAIMADA (il dolce tipico di Minorca nonché nostra quotidiana colazione per due settimane).  Consiglio il Bistro Sol 32 a Es mercadal e  il Restaurant Cala Mitjana a Cala Galdana (con gestore simpaticissimo che parla 4 lingue alla perfezione e con disponibilità di giochi e colori da portare al tavolo: per i miei figli era intrattenimento assicurato) Se volete allietare le vostre serate potete innaffiare tutto con la POMADA, tipica bevanda Minorchina che consiste in un leggero Gin lemon che si beve a tutte le ore. Andateci piano però se andate coi bambini 🙂

Allora, vi ho convinto? Posso anche aggiungere che si presta benissimo a tutti i gusti e tutte le tasche: si trovano villaggi all inclusive con animazione, buffet e parco acquatico incluso, residence grandi e piccoli, economici e lussuosi, con piscina o senza, appartamenti privati specialmente nei paesini centrali (Alaior, Es Mercadal, Ferreries) che comunque risultano strategici per visitare i vari punti dell’isola e per chi ama le vacanze in natura ci sono anche due campeggi e qualche agriturismo. Cosa state aspettando????

 

Minorca, un paradiso per bambini…o forse no?

Io amo la Spagna. Amo tutto di lei, i luoghi, la cucina, la lingua, la gente, il clima.

Ho talmente tanti luoghi-sogno nel cassetto che per ora sono restia a tornare in posti già visti, ma per la Spagna questo non vale. Ci tornerei ogni anno e vorrei esplorarne ogni angolo.

Lo scorso anno ero in una vera crisi d’astinenza da Spagna: non ci andavo da anni e ne sentivo il richiamo fin dentro le viscere. Ancora non me la sentivo però di fare un viaggio on the road o tipico viaggio zaino in spalla: ero ancora convinta che con 1 figlio 2enne e una 4enne dovessi ancora optare per una vacanza di mare rilassante tutta spiagge e sonnellini. Ho cercato allora il giusto compromesso. Minorca: piccola isola, mare pulito, volo di neanche 2 ore e pur sempre spagnola.

In realtà sono partita poco entusiasta, avrei voluto una Spagna più autentica, non avevo voglia di fare la lucertola per due settimane, mi aspettavo solo turismo di massa ed ecomostri. L’unica certezza che avevo era il fatto che sarebbe stata una vacanza a misura di bambino, che mi sarei goduta i figli seguendo i loro ritmi e facendoli felici, potendo vivere cosi la nostra vacanza da “Mulino Bianco”.

ECCO: DICIAMO CHE E’ STATO TUTTO L’OPPOSTO (e conto per il prossimo post di parlare proprio dei falsi miti e errate credenze legate a ‘sta storia del baby friendly)

Minorca, che non mi convinceva a pieno, si è rivelata invece un autentico paradiso terrestre, di quelli che ti strappano di dosso lo stress e in un secondo lo rendono polvere. Mi ha conquistato, folgorato, fatto innamorare e promettere di tornare per esplorare quel centinaio di spiagge che non ho ancora visto. cala Pregonda

Minorca è detta la perla verde del Mediterraneo ed è ricca di scorci splendidi e panorami mozzafiato, spiagge rosse e granitiche a nord, calette dorate e scogli candidi a Sud, fari sparsi ovunque e paesaggi lunari. E poi questo splendido Camì de Cavalls che percorre l’intero perimetro dell’isola e ti invoglia anche se con fatica ad esplorarlo tutto (i mei figli non hanno mai camminato così tanto come in questa vacanza)

 

Giusto, i figli, parliamo di loro: la vacanza era studiata a doc per loro…ma con i bambini si sa nulla è scontato e semplice… i miei si sono trasformati in due diabolici mostri programmati per distruggermi. Per fare a brandelli il mio equilibrio mentale e il mio entusiasmo vacanziero. Ogni giornata era costellata da capricci, pianti, pretese assurde, litigi, azzuffate, urla e sgridate. i due angioletti

Arrivare a sera era per noi come attraversare un campo minato: ogni minuscolo passo, ogni parola, scelta, proposta poteva scatenare l’inferno.

nessun capriccio

E io? Io tipica mamma equilibrata e amorevole sono arrivata al 9° giorno vuotando sulla testa di mia figlia un freschissimo yogurt alla fragola (mentre lei urlava forsennata perché voleva berlo con la cannuccia che ovviamente non avevamo). Con questo racconto le mie amiche senza figli rimangono sconvolte e avanzano ipotesi di futuri traumi psichici, mentre le amiche mamme sorridono complici e mentalmente lo appuntano come possibile futura risposta a capricci esagerati)

E' questo il paradiso?

Ho rischiato l’esaurimento nervoso e la perdita irreversibile delle corde vocali ma non posso fare a meno a distanza di quasi un anno di pensare che Minorca sia magnifica. Quindi deve esserlo per forza.

Natascia