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La Liguria su due ruote: La Ciclabile dei Fiori

20170416_102042Cielo azzurro, piante verdi ovunque, il vento in faccia e il profumo dei fiori che ti inebria. E di fianco il mare a perdita d’occhio con i suoi suoni, i gabbiani, il profumo. Se è vero che la primavera ha un potere impareggiabile sul buonumore e che organizzare un intero week end all’insegna delle attività all’aria aperta è la scelta più efficace per ricaricare le energie, questa Pasqua abbiamo trovato la combinazione perfetta. Dove? In Liguria, nella Riviera di Ponente. Da Ospedaletti a San Lorenzo a Mare quasi 30 km di ciclabile su quella che una volta era la linea ferroviaria: tutta sul lungo mare, tutta in piano, pochissimi attraversamenti e una serie di spiaggette, scogli e piccoli borghi in cui fare una sosta.20170416_192134

Il periodo migliore è proprio questo: non c’è ancora il caldo estivo, pedalare sotto il sole risulta piacevole e rilassante, le spiagge non sono ancora affollate e ci sono in previsione dei Ponti perfetti.

Come base consiglio Bussana o Arma di Taggia che sorgono più o meno a metà della ciclabile. Se avete bimbi ancora piccoli è meglio20170417_130058 suddividere in due giornate il percorso e prevedere delle piacevoli tappe in riva al mare. Per noi questa scelta si è rivelata perfetta: Tommy viaggia ancora nel seggiolino, mentre Ginevra pedala autonomamaente, ma circa 20-25 km al giorno sono per lei piu che 20170417_111651sufficienti.  Noi abbiamo alloggiato a Bussana dove c’è un ingresso comodissimo alla ciclabile con parcheggio grande e privato (nel periodo di Pasqua non era ancora a pagamento, ma la presenza della sbarra all’ingresso mi fa presupporre che in estate lo diventi) e un bar con servizi.

Natura, sport mare ma anche vita più mondana nella vicina Sanremo (la ciclabile ci passa proprio in Centro), una passeggiata tra ciottoli e vicoli nella splendida BussanaVecchia con le sue botteghe artigiane e le sue piccole gallerie d’arte, un tuffo nel passato tra storie di streghe e misteri nella vicina Triora o tanti bei sentieri tra mare e montagna. Le parole d’ordine sono lentezza e aria aperta. E ovviamente…i bambini ringraziano!!!

Ritmi lenti e montagna incontaminata: Sambuco

fb_img_1483542360868Esistono ancora rari angoli di pace e cose semplici  in questo mondo che corre troppo in fretta e Sambuco  , a meno di un’ora da casa, è uno di questi. Situato in alta valle Stura, a 1200 m di altitudine, sotto l’imponente ombra del monte Bersaio, è il posto dove amo godermi ritmi lenti, natura selvaggia e tradizione di montagna ancora quasi incontaminata!

2017-01-04-16-00-55-1164514618Sambuco è l’ideale per gli amanti della montagna: ottimo punto di partenza per passeggiate tranquille con i bimbi verso la Chiardoletta o Moriglione, entrambi piccoli borghi quasi disabitati ma in cui si respira ancora il “profumo” di stalla ed è facile immaginarsi bambini correre spensierati qualche decennio fa.

fb_img_1483542209452 Da questi gruppi di casupole abbarbicati sulle montagne si possono godere panorami mozzafiato lontano da auto e rumori. E  sulla via  del ritorno è facile incontrare il pastore che ti racconta la difesa del suo gregge contro  l’attacco dei lupi o il suo incontro ravvicinato con i cervi…magia!

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Ma da Sambuco o a pochi chilometri di  distanza si possono organizzare anche gite per camminatori esperti d’estate (impossibile mancare la salita verso il Bersaio!) , ma anche d’inverno con ciaspole o sci d’alpinismo.

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Con un quarto d’ora di auto si raggiunge la stazioine sciistica di Argentera, ideale per  le famiglie per il baby alla portata di tutti e per i prezzi un po’più contenuti rispetto ai grandi comprensori; scendere lungo la pista e le sue numerose varianti attraversando una fitta pineta senza confusione e folla è per me bellissimo!

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Ma Sambuco è soprattutto il luogo in cui amo portare i miei bimbi perché  qui possono giocare liberi, senza confini, con le regole dettate dalla natura e da un gruppetto di coetanei, guidati solo dalle loro infinite energie e da tanta fantasia! E la sera vederli tornare sporchi, sudati e con i capelli arruffati mi suscita solo un grande sorriso!

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Sambuco è  ricca di altri apetti da scoprire e lascio a voi lettori la curiosità per una domenica tra i monti!

Un ultimo consiglio! Dopo una giornata all’aria aperta o in una serata con una fitta nevicata imperdibile è una tappa alla Meridiana per un gustoso piatto tipico della valle o per una raclette con gli amici in un ambiente tranquillo e adatto anche alle famiglie.

 

 

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Sulle tracce della masca Micilina

A Cuneo siamo circondati da fantastiche montagne…la domenica mattina ci basta puntare il dito in una direzione “a caso” ed ecco una nuova meta per una bella passeggiata!

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Ma l’inverno può anche essere l’occasione per scoprire qualche itinerario verso la pianura, in attesa che la neve ci permetta di mettere gli sci! Le Langhe sono spesso (e con merito!) la prima scelta, ma ci sono anche altri posti altrettanto magici…noi, in una domenica in cui potevamo partire solo tardi, in cui le temperature in montagna sarebbero state troppo fredde per i nasini colanti dei bimbi, ma la voglia di qualche ora all’aria aperta era tanta, ci siamo diretti a Pocapaglia, paese vicino a Bra.

Dalla piazza principale parte il sentiero della Masca Micilina, facile percorso che profuma di storie di streghe e magia…

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Il sentiero si snoda tra le Rocche del Roero, formazioni geologiche uniche, ma poco reclamizzate con percorsi impervi, ricchi di insidie e pieni di mistero!

Micilina era una donnina che veniva da Barolo, piccola e deforme, con una faccia piena di grinze e bitorzoli, bocca sdentata, pochi capelli arruffati, naso adunco, che camminava con andatura lenta e tutta curva. La leggenda racconta che, quando Micilina passava per il paese ne capitavano di tutti i colori! Ad esempio, quando toccò la schiena ad una bambina il giorno dopo alla poveretta cominciò a crescere la gobba ed un uomo che la incontrò per strada e cercò di fuggire spaventato, cadde e rialzandosi si trovò con un piede volto in avanti ed uno indietro.

Si incominciò a diffondere la voce che Micilina non fosse una donna ma una masca, una strega che sfuggiva sotto gli occhi e ricompariva quando meno ce lo si aspettava.

La leggenda narra che ci fu un processo dell’Inquisizione; Micilina confessò e fece i nomi di molte altre streghe e fu condannata. Venne prima impiccata, affinché l’anima non si separasse dal corpo e poi bruciata e le sue ceneri sparse tra le Rocche di Pocapaglia dove, come da lei promesso, più volte apparve sotto forma di gatto o caprone. A ricordare questi fatti rimane il bric dove venne impiccata, chiamato appunto Bric d’la Masca Micilina.

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Lungo il percorso si trovano numerosi pannelli che narrano episodi della vita di Micilina e altri che descrivono la vita e le attività quotidiane degli abitanti della zona. Abbiamo incontrato orme di volpe e di cinghiale in un ambiente in cui la natura regna incontaminata…assolutamente adatto alle famiglie con bimbi piccoli!!

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Alcune note tecniche:

La partenza è dalla piazza principale di Pocapaglia, piazza Principessa Maria Pia. Da qui si imbocca via Cavour e si trovano subito le paline che indicano il Sentiero della Masca Micilina, ben segnato lungo tutto il percorso.

L’itinerario nella prima parte è su strada (un po’ pericoloso secondo me!), con bei panorami sulle Rocche, poi su sentiero in discesa molto ripido, poi su sterrata; ultimo tratto di nuovo su strada asfaltata.

Dislivello in salita circa 160 m, per lo più pianeggiante.

Chi dice dicembre dice…Mercatini!!

Non so voi, ma se io penso a dicembre, o al ponte dell’Immacolata, mi viene in mente solo una cosa: mercatini di Natale! E’ più forte di me, non esiste fare altro, sono così belli e ce ne sono così tanti e i migliori  sorgono in luoghi splendidi da visitare. Luoghi belli tutto l’anno ma che in questo periodo diventano davvero magici. Per quanto mi piacciano devo dire che non ne ho visti così tanti, mi mancano all’appello tutti quelli della Germania, che dicono essere i migliori, a parte Friburgo: davvero splendida! Oggi vi propongo 3 destinazioni, ovviamente in ordine di gradimento!

1. ALSAZIA: sono senza alcun dubbio al primo, primissimo posto: me Risultato immagine per mercatini natale riquewihrne sono innamorata perdutamente e ogni volta che qualcuno mi parla di mercatini, io consiglio senza indugio l’Alsazia. Non sono solo Risultato immagine per mercatini natale colmarmagnifiche le città: Strasburgo, Colmar, la minuscola e magica Riquewihr, Kaisersberg.  Anche i loro mercatini hanno una marcia in più: ci sono addobbi e decorazioni che non ho mai più trovato in nessun’altro posto: vera magia. Ogni angolo, ogni finestra, ogni via è Risultato immagine per mercatini natale strasburgoun tripudio di luci, peluches, colori e ghirlande. E vi dirò…anche l’enogastronomia alsaziana è decisamente degna di nota!!!

2. TRENTO, ARCO, ROVERETO, RIVA DEL GARDA. Molto belle come cittadine e una grande varietà di proposte per i più piccoli: a Riva del foto-1083Garda all’interno del castello allestiscono la casa di Babbo Natale dove ogni giorno si tengono letture, laboratori, attività e intrattenimento. I bimbi si possono travestire da elfi o babbi e addirittura iscriversi all’Accademia degli Elfi con tanto di diploma finale. A Bolognano, un piccolo borgo nelle vicinanze, espongono nelle vie e nei foto-1098cortili presepi di ogni tipo e materiale e con i bimbi sarà divertentissimo fare a gara a chi ne scorge di più: cammineranno per 1 ora senza nemmeno accorgersene!

 

 

3. MERANO,BRESSANONE,BRUNICO,VIPITENO. A  dire il vero come mercatini non mi son piaciuti tanto quanto quelli precedenti, ho trovato molto meno curati gli addobbi e troppo caotici e poco originali i mercatini. Devo però ammettere che questi paesi sono così incantevoli già di loro, che se non ci siete mai stati ne vale davvero la paolo-142pena. Oltre al fatto che ai mercatini si può abbinare una vacanza di sci o una rilassante giornata alle terme di Merano. Un consiglio per questa zona: spostarsi con i mezzi pubblici: potete fare la Guest Card Trentino che oltre a proporre sconti in ristoranti, Musei e negozi vi permette di viaggiare su treni e bus della regione. Tutti i centri sono ben collegati tra loro, eviterete il problema parcheggi e traffico e farete felici i più piccoli a cui, si sa, treni e pulman piacciono un mondo!paolo-130

Il mare d’inverno lungo il “sentiero del pellegrino”

Con la neve sui monti in lontananza e tanta voglia di iniziare la nostra stagione di mini-scialpinismo, abbiamo dovuto rimandare causa sci in riparazione, ma l’alternativa è stata davvero bella!!

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Era da tempo che aspettavamo il weekend giusto per partire per la Liguria, noi che non amiamo molto il mare d’inverno, ma incuriositi da questa passeggiata ultimamente molto reclamizzata e soprattutto con le previsioni a favore della costa ligure!
La passeggiata parte da Noli e, attraverso un bel sentiero tra ulivi e pini marittimi con panorami mozzafiato, porta a Varigotti, passando per Capo di Noli.

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Lungo il percorso ci sono tantissimi punti interessanti…
Innanzi tutto tanta storia: richiami alla repubblica marinara di Noli, resti di un lazzareto per i marinai destinati a mesi di isolamento, bellissime chiese romaniche, torri, eremi, piccoli mausolei in onore di eroi del mare. Tutti spunti per rendere la passeggiata curiosa e divertente anche per i più piccoli, che non guasta mai!
Il percorso è tutto immerso nella natura, tra specie tipiche della Riviera Ligure, ma anche una flora diffusa solo in questa zona che noi abbiamo un po’ tralasciato essendo poco esperti in questo campo! E poi profumo di rosmarino, scorpacciata di corbezzoli, ma soprattutto viste meravigliose con scogliere a picco su un mare azzurro come solo in inverno e grotte rese magiche da misteriose leggende su pirati e briganti!!
20161204_120802E i bimbi felici, quasi 5 ore di cammino senza un lamento, con le classiche scalate di muretti in pietra e pareti di calcare, frequenti ricariche di energia con cioccolato o corbezzoli raccolti sul sentiero e una meravigliosa sensazione di famiglia, quella che ci ricarica per tutta la settimana!!

Alcune informazioni tecniche:
l’itinerario parte da Noli nei pressi della Chiesa di san Francesco. Il sentiero parte da una stradina a sinistra segnalata dalle paline della Passeggiata Dantesca. Si lascia rapidamente un gruppo di case per poi immergersi nella natura ligure. Lungo tutto il percorso occorre seguire il “sentiero del pellegrino” che porta fino a Varigotti. Arrivati a Varigotti, si trova a circa 100 metri la fermata dei bus che noi abbiamo preso per tornare a Noli, soluzione molto comoda!
Dislivello in salita 270 m circa, dislivello in discesa 260 m circa
Tempo di percorrenza: circa 4 ore, senza considerare le gambette corte dei bimbi e le numerose deviazioni per punti d’interesse.
Punti d’interesse, sempre ben segnalati:
– Lazzareto e chiesetta di San Lazzaro
– Chiesa di Santa Margherita e Santa Giulia
– Eremo del Capitano de Albertis
– Grotta dei Falsari
– Monte di Capo di Noli – Semaforo
– Torre genovese del 1582 detta anche torre delle Streghe
– Monumento Cerisola
– Chiesa di San Lorenzo

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Buon divertimento!!

La magia dell’autunno sul lago d’Iseo

Quando arriva ottobre entro puntualmente in depressione. Rientro dalle vacanze a settembre, iniziano i primi freddi (e raffreddori), le giornate si accorciano e si presentano puntuali quei week end pigri e noiosi passati in casa. E io mi deprimo, entro letteralmente in crisi: associo l’autunno sempre e solo al grigio, al freddo e alla noia. Fa già troppo freddo per passare intere giornate all’aperto, ma non ancora abbastanza freddo per la neve e lo sci, manca ancora troppo al Natale, ma le vacanze estive sono già un ricordo lontano. E’ quella terra di mezzo che non passa mai e mette di cattivo umore. Ma quest’anno qualcosa è cambiato, mi sono ricreduta. L’autunno ha una magia e una poesia tutte sue che vanno vissute amate e ammirate. Quest’anno l’ho apprezzato in tutte le sue sfumature e me ne sono innamorata, complice un week end lungo: un ponte perfetto con condizioni meteo super favorevoli che ci han regalato colori magnifici e temperature da sogno.image

Così ci siamo goduti una meta poco battuta, con la pace che solo la bassa stagione può concederti, lontani dalla ressa, dal traffico e dal caldo afoso in un tripudio di colori e magia. Il lago di Iseo è meno reclamizzato e conosciuto dei vicini laghi di Como e Garda, ma credo che proprio per la sua dimensione ridotta e la sua minore fama si presti ancora meglio ad un tranquillo week end di famiglia. In effetti ho proseguito con quel ritmo slow che ha caratterizzato le nostre vacanze estive e che ho promosso a pieni voti. I nostri giorni sono stati di passeggiate nei parchi o lungo lago, giri in bici e pic nic all’aperto, lasciando solo per l’utimo giorno caos e frenesia a Leolandia, che i bambini sognavano da mesi!!

Ma veniamo alle info pratiche: per il Lago possono bastare anche solo 2 giorni (quindi potete anche non aspettare un ponte, partite subito per il prossimo week end!!) La prima giornata dedicatela al imagegiro di Monteisola, l’isola interna al lago: noi abbiamo affittato le bici e percorso l’intero perimetro lungo circa 9 km, quasi tutti in piano e quindi percorribili anche per i più piccoli. Noi avevamo Tommy nel seggiolino e Ginevra da sola i bici. Dopo il giro si può fare pranzo in uno dei tanti ristorantini presenti oppure, come noi, fare pic nic in un parco giochi a poca distanza dal molo che farà la gioia dei piccoli viaggiatori (ma anche dei genitori che possono rilassarsi su una coperta stesa nel prato!). Nel pomeriggio potete visitare Iseo (da dove partono i traghetti).

Il secondo giorno dedicatelo al giro completo del lago: regala scorci splendidi e ci sono diversi paesini in cui fare piacevoli passeggiate. Noi abbiamo scelto Sarnico, Paratico e Lovere. Verso l’ora del tramonto passate a vedere le piramidi di Zone, spettacolari imageconformazioni rocciose immerse in una natura colorata e incantevole. Se avete tempo potete fare uno dei vari percorsi a piedi ben segnalati, in caso contrario sono comunque ben visibili dalla strada e da due punti panoramici.

Se poi come noi avete qualche giorno in più, potete approfittare della vicina Leolandia: io sono una fan sfegattata di Gardaland e devo dire che in effetti Leolandia non regge il paragone per gli adulti, per le attrazioni da brivido, per gli spettacoli e per il numero di giostre, ma se si va con bimbi piccoli è quasi meglio: meno code, meno dispersivo e con i mitici personaggi di Peppa, Masha e Orso e Trenino Thomas che rendono tutto indimenticabile!image

Noi abbiamo infine abbinato una quarta giornata nel Parco di Monza che devo dire, tra colori e temperature è stato promosso a pieni voti!!

INFO UTILI:

Per Monteisola: in estate molti paesi forniscono il servizio traghetti, mentre in autunno/inverno partono soltanto da Sulzano, Iseo e Sale Marasino (per info e orari www.navigazionelagoiseo.it

per il noleggio bici c’è un banchetto a 5 minuti dal molo di Peschiera, costa 3,50 all’ora ogni bici e hanno a disposizione anche bici per bambini e bici con seggiolino.

Per Leolandia: consiglio di acquistare i biglietti precedentemente su internet, si possono trovare a seconda dei giorni tariffe decisamente più vantaggiose.

 

Svizzera in camper: perchè sì, perchè no!

Prima esperienza in camper con la famiglia, noi 4 sempre con la voglia di nuove avventure e con il ricordo dei bei viaggi che avevo fatto da bambina in giro per l’Europa.

Ed ecco le conclusioni nei panni di mamma, dopo 5 giorni tra le montagne svizzere con i bellissimi colori dell’autunno e la prima arietta frizzante con profumo d’inverno!

La Svizzera è un’ottima meta con il camper soprattutto perché altrimenti sarebbe carissima e poi per noi che amiamo la montagna ci sono un sacco di gitarelle interessanti…

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Ma perché ci è piaciuto il camper?

Innanzi tutto è un bel modo per vivere la natura al 100%, parcheggiando sotto le pareti dell’Eiger piuttosto che tra i verdi pascoli risvegliati dai campanacci delle mucche e delle caprette! Scegliendo aree con altri camper vicini, ma con la libertà di non dover andare in campeggio!

Poi è sicuramente una soluzione economica (soprattutto se il camper ce l’ha prestato uno zio molto coraggioso, conoscendo le mie piccole pesti!) in rapporto alla sistemazione in hotel e più pratica per noi che più di un giorno in un posto fatichiamo a stare! E poi anche i pasti al ristorante in quattro iniziano ad essere abbastanza impegnativi dal punto di vista economico, soprattutto con un marito alto, magro e sempre affamato e due bimbi che bruciano energia alla grande…non oso pensare a quando saranno grandi!! Cenando in camper abbiamo anche mangiato pasti “più sani”, con la porzione di verdura quotidiana che spesso nei ristoranti latita (e anch’io sono una mamma fortunata con bimbi che cenerebbero con broccoli e zucchini!!)…

Viaggiare in camper impedisce di parcheggiare nel centro città (vedi dopo), ma permette anche di raggiungere il cuore di un centro storico in bici e questo ai bimbi piace tantissimo, soprattutto se si percorre un lungo lago con papere e cigni e si costeggiano le mura di un castello!

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E poi ai bimbi piace l’avventura dei letti a castello, di una casetta piccola e compatta a loro misura e che permette di seguire di più i loro ritmi, delle serate a giocare a carte in intimità, dello stare tutti insieme, vicini, del darsi la buona notte sottovoce…

La nostra fortuna è anche che a Paolo piace guidare, è abituato a mezzi di trasporto grandi ed è quindi abile a spostarsi con il camper…sembra una banalità, ma nel centro di una cittadina svizzera nell’ora di punta non lo è per nulla!

Ci sono però anche degli aspetti che mi lasciano un po’ perplessa all’idea di un’altra vacanza in camper…

Per prima cosa i viaggi, intesi come spostamenti. Sono fortunata perché i miei bimbi sono generalmente bravi durante le tante ore in auto che caratterizzano la maggior parte dei nostri viaggi (o siamo bravi noi genitori-animatori!) e soprattutto sono obbligati a stare fermi , cosa che in camper non è avvenuta!! E puoi minacciarli con storie di polizia severissima, proporre spuntini infiniti, farli colorare, mettere la musica…la tentazione di correre per quei 4 metri quadri e giocare a nascondino probabilmente era troppo forte e soprattutto i miei figli non sono capaci a stare fermi!!! Quindi per il mio equilibrio psichico sono assolutamente a favore dei viaggi in macchina!

Per le dimensioni di un camper è praticamente impossibile parcheggiare nel centro di una città…per fortuna in Svizzera i centri sono piccoli per cui ottima la soluzione delle bici, seppur con le dita congelate!

In pochi metri quadrati è d’obbligo l’ordine che non è proprio una mia caratteristica!! Tra cassetti e cassettini non mi ricordavo mai dove avevo messo i colori piuttosto che le scarpe…ma forse per questo è solo questione di abitudine! E poi mangiando praticamente dove si dorme e si viaggia bisogna costantemente pulire, ma allora che vacanza è??!!??

Non penso che compreremo mai un camper, la mia idea di viaggio comprende un aereo e tante ore di volo, ma devo dire che se lo zio sarà ancora così gentile da offrircelo qualche altro weekend lungo abbiamo già in mente nuove mete…se non altro per esaudire la preghiera di Giorgio di ieri sera “Gesù, grazie perché zio Gianni è stato così gentile, per favore fa sì che possiamo andare un’altra volta in camper!”

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Provenza: come tuffarsi nella tavolozza di un pittore.

IMG_2192Tuffarvi nella tavolozza di un pittore? Potete farlo in Provenza, ma dovete andarci entro metà luglio. Sì, ci sono quei posti che ti incantano e ti inebriano, con i loro colori e profumi. Succede di ammirare un paesaggio e pensare che la natura sia il miglior artista di tutti i tempi. Se non vi è mai successo, andate in Provenza. Questo è il periodo della lavanda in fiore e i colori che vedrete laggiù, non li troverete nemmeno su tela. Perdetevi tra i campi nella zona di Valensole e respirate quel profumo pungente che riempie l’aria. A metà luglio a Valensole si tiene anche la festa della lavanda, conIMG_2205 costumi d’epoca, mercatini, esposizioni e tanti tanti prodotti artigianali da portare a casa. Ma questo viaggio non sarà monocolore, anzi, un quadro dalle mille tonalità.

GIALLO: campi sterminati di girasoli, così belli maestosti e luminosi IMG_2195che vi sembrerà di essere finiti in un’opera di Van Gogh (il mio pittore preferito!!!). E non a caso, è proprio in Provenza che il famoso pittore ha dipinto i suoi quadri più famosi. Potreste anche visitare i luoghi che hanno segnato gran parte della sua vita: Arles e Saint Remy.

ROSSO: merita una sosta il villaggio di Roussillon. Dopo la visita del IMG_2265coloratissimo borgo dalle mille sfumature si può scendere ad ammirare i colori del Sentiero delle Ocre. IMG_2239Scoprirete un paesaggio da favola fra rocce dalle forme più fantasiose in mezzo a pini marittimi e castagni. E’ un percorso facile adatto anche ai più piccoli che più degli altri si divertiranno a sporcarsi irrimediabilmente con quella magica polvere rossa!

BEIGE: avete presente i presepi? Quando sulle montagne di IMG_2295cartapesta si costruiscono quei piccoli borghi interamente color pietra: Gordes è così. Questo meraviglioso villaggio arroccato su uno sperone di rocca è semplicemente spettacolare. E’ diventato famoso grazie al film Un’ottima annata con Russel Crawe e la sua posizione raccolta e arroccata lo rendono unico e inimitabile.

TURCHESE: Le profonde gole del fiume Verdon spaccano la terra per 25 chilometri creando il canyon più impressionante d’Europa, IMG_2090immerso in una natura lussereggiante e rigogliosa. Le strade che costeggiano le gole offrono paesaggi davvero mozzafiato, splendidi percorsi da fare a piedi, in bici, in auto. E perché non regalare ai bambini una mezza giornata sul lago Sainte-Croix de Verdonlago saint croix         dove si possono noleggiare tavole da windsurf, piccole imbarcazioni per esplorare il lago e le gole, kayak e barche a remi.
saintecroixduverdon.com

E ovviamente TANTO TANTO VIOLA: il lilla è il mio colore preferito e adoro il profumo della lavanda quindi questo mio post è decisamente di parte! In assoluto, il panorama migliore è quello dell’abbazia di Senanque: un’abbazia cistercense immersa e circondata dai campi di lavanda, che vanta un bellissimo dormitorio, IMG_2271una bella chiesa e un grazioso chiostro. Qui il silenzio e la pace regnano sovrani, così circondati dalla natura. All’interno si trova anche un piccolo negozio di prodotti realizzati dai monaci.

La Provenza è ricchissima di paesini e piccoli borghi dove passeggiare e rilassarsi senza fretta e senza meta. Ci si può anche riempire le borse (e svuotare i portafogli) nei numerosi mercatini artigianali sparsi in ogni centro a seconda del giorno e ricchi di saponette, merletti, pizzi e prodotti gastronomici, che sono parte caratterizzante di questa terra così romantica ed emozionante…come un quadro di Van Gogh.

 

Maremma Toscana: terme, piccoli Borghi e grandi Tarocchi

“Mamma ma quanto manca?” “Ginevra, siamo partiti da mezzora e dobbiamo fare un viaggio di 5 ore, mettiti l’anima in pace, durerà ancora un bel po’!” “oooooooh ma uffa papàààààà, nn potevi comprare un aereo???”

Inizia così il nostro Ponte del 2 giugno in Toscana: destinazione Saturnia e città del tufo. Ma dopo le fatidiche 5 ore di auto (che poi sono diventate 7 causa code autostradali) i bimbi arrivano entusiasti nell’agriturismo immerso nelle colline, osservano rapiti il gregge di pecore che ci sbarra la strada, fanno foto ai pulcini del cortile e ammirano i cavalli nel ranch di fianco. Hanno passato quasi tutta la giornata in viaggio ma bastano quei pochi attimi e una camera nuova tutta per loro per addormentarsi felici: “Mamma mi è piaciuta tanto questa giornata, abbiamo fatto una tappa lunga a giocare con la sabbia e abbiamo visto dei bellissimi animali”

Partendo dal presupposto che ogni viaggio piccolo o grande che faccio mi entusiasma esattamente come i bambini e che è ben difficile che un viaggio non mi piaccia perchè trovo che ogni destinazione e ogni esperienza sia una scoperta, un’avventura, un conoscere un pezzetto in più di mondo e un pezzetto in più di noi stessi, devo dire che questi 3 giorni in Maremma sono stati rigeneranti ed emozionanti. La zona si presta benissimo a vacanze anche più lunghe, ci sono davvero moltissime attività e moltissime località da visitare. Noi avevamo solo 3 giorni (che considerando il viaggio si riducevano a poco più di 2) e ci siamo accontentati di una piccola selezione: le terme di Saturnia, le 3 città del tufo e il Giardino dei tarocchi a Capalbio.

Terme di Saturnia: imageLa sorgente delle Terme di Saturnia nasce in un cratere vulcanico e scorre lungo un ruscello naturale (detto il Gorello) per circa 500 metri, dove un dislivello crea una cascata che lambisce un antico mulino, e forma a sua volta, una serie di piscine naturali scavate nella roccia su più livelli. E’ un posto splendido che merita assolutamente una mezza giornata e se avete la possibilità vi consiglio di andare in settimana: noi purtroppo eravamo in mezzo ad altre miliaia diimage persone e ovviamente l’atmosfera ne risente. I bimbi comunque hanno apprezzato tantissimo: fare il bagno in un fiume caldo, immersi nella natura e circondati da papaveri credo che sia il regalo più bello da fare ai nostri bambini!! Le cascate sono di libero accesso a qualsiasi ora del giorno e della notte, l’acqua è calda e solforosa (e moooolto puzzolente!!) per cui sconsiglierei di andare in piena estate se non nelle ore serali. Vicino alle cascate c’è un punto ristoro con docce e spogliatoi. Sono facili da trovare perchè ben segnalate e hanno un parcheggio enorme e gratuito a due passi.

imageCittà del tufo: sono Pitigliano, Sorano e Sovana, sono a pieno diritto inseriti tra i Borghi più belli di Italia, si trovano a pochi km l’uno dall’altra e non sono molto grandi quindi volendo si visitano tutti lo stesso giorno. Noi alloggiavamo in zona quindi li abbiamo visitati con calma verso sera fermandoci a cenare nei vari ristorantini tipici. Non ci sono grosse cose da visitare o da segnalare se non quella di perdersi tra i vicoletti e fermarsi continuamente a fotografare degli scorci stupendi di questo “Presepe a grandezza naturale”. “mamma queste stradine sembrano un labirinto e cercare un ristorante è come fare una caccia al tesoro”. Che bello ammirare le cose con gli occhi dei bambini!image

Giardino dei tarocchi: si trova a pochi km da Capalbio ed è un luogo magico in qui secondo me merita passare un paio d’ore. Mio figlio era convinto che fosse un parco giochi e temevo già nella scenata di delusione e invece entrambi hanno sentenziato: “mamma ma questo è molto meglio di un parco giochi!!!” Si tratta di un giardino in cui imageun’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, ha creato statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Lo stile è simile a quello del parc Guell di Barcellona, ma ancora più appariscente. Ovviamente il genere può piacere oppure no, ma credo che ci sia una folle genialità dietro a questa dedizione (l’artista ha impiegato più di 20 anni a realizzarle, tagliando a mano ogni singolo vetro e creando autonomamete ceramiche e altri materiali) e credo che in ogni caso meriti di essere visto.image

Per dormire io vi consiglio senza dubbio l’agriturismo: ce ne sono un’infinità, per tutti i gusti e per tutte le tasche. L’unico lato negativo è che dovete prepararvi a lunghi spostamenti in auto: le distanze non sono enormi, ma le strade sono strade di collina, strette e ricche di curve quindi la parola d’ordine è calma e lentezza… e comunque i panorami sono una piacevolissima distrazione!! Se avete qualche giorno in più dedicatelo alla zona costiera: ci sono spiagge sterminate e poco affollate e a pochi km trovate la zona dell’Argentario, la laguna di Orbetello e il lago di Burano. Anche per mangiare avrete l’imbarazzo della scelta, tra agriturismi, osterie, locande, cantine etc etc… per me è stata una vacanza favolosa anche dal punto di vista gastronomico..mai avuto così tanta scelta di verdure, legumi e zuppe!