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Un assaggio di Polonia: Cracovia

Voglia di una mini vacanza per spezzare la lunga attesa delle vacanze estive, ma soprattutto astinenza da aereo, valigie e scoperta di nuovi angoli di mondo! La Polonia non l’avevamo mai vista e così, complice una super offerta di volo, ci siamo regalati un weekend lungo low cost a Cracovia.

20170319_124904Tre giorni credo siano l’ideale per scoprire la citta’ e i dintorni con i tempi dei bimbi piccoli…momenti di relax nei parchi e nelle piazze, ma anche visite flash per evitare che si annoino e subentrino i capricci!

Arrivati nel tardo pomeriggio, sotto una pioggerellina che gli abitanti del posto hanno riferito caratterizzare gran parte dell’anno, abbiamo subito raggiunto la splendida piazza del mercato, la celebre Rynek Glowny e per stare al riparo siamo scesi subito nel museo sotterraneo, utile per avere una prima impressione della citta’, delle sue origini e della sua storia. Bella riproduzione di come si viveva secoli fa a Cracovia, fulcro del commercio europeo e ricca di culture e popoli da tutto il mondo! Il museo è adatto ai bimbi, interattivo e stimolante, con attivita’ sotto forma di gioco e riproduzioni molto realistiche.

Usciti dal museo abbiamo goduto della piazza con le luci della notte e un’atmosfera magica…affamati e stanchi ci siamo avventurati alla ricerca di un ristorante con cucina tipica polacca…ed ecco arrivare in tavola carne, carne, carne, ma anche i gustosissimi (e pesantissimi!!) pierogi e zuppe con sapori veramente tanto diversi dai nostri! Contenta di aver sperimentato questa cucina, ma sempre più sicura che la cucina italiana sia la migliore e inimitabile!!!

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Il secondo giorno ci ha accolti un bel cielo terso e un’aria decisamente…frizzante!!!

Avevamo previsto al visita al castello, il famoso Wavel, ma non avevamo preventivato una lunga coda, limitati orari di apertura e numerose aree del castello chiuse…così’, nell’attesa di visitare l’armeria reale, ci siamo goduti una passeggiata lungo il Vistola per raggiungere la mitica statua del drago in riva al fiume (purtroppo anche la discesa direttamente dal castello, che doveva essere suggestiva, era chiusa…). Dato che Diego era abbastanza spaventato dalla bocca spalancata di questo mostro nero e immobile, abbiamo proseguito girellando tra le mura del castello per poi visitare la tanto attesa armeria che ha lasciato entrambi i bimbi a bocca aperta. Finalmente hanno potuto osservare l’armatura dei famosissimi cavalieri alati, incontrati tante volte nelle storie prima della nanna. Adiacente al Wavel si trova la splendida cattedrale con salita , naturalmente di corsa, fino in cima alla torre di Sigismondo per toccare la gigantesca campana (la più grande della Polonia!)!!

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Smangiucchiando un bagel per spuntino, abbiamo raggiunto il quartiere ebraico, il Kazimierz, dove è stato girato il celebre film Shindler list. Ci siamo persi tra le viuzze strette e grigie di questa parte della citta’ che prima della seconda guerra mondiale era il fulcro del commercio, con sinagoghe e cimiteri ebraici ad ogni angolo ed ebrei ortodossi con i loro lunghi riccioli a contrapporsi con locali modaioli e piazzette che offrono lo street food migliore mai incontrato! Ristorati dalla tipica pizza polacca, un hot dog per il bimbo carnivoro e una mega ciambella per quello golosone, abbiamo deciso di visitare la fabbrica di Shindler…dubbiosi all’idea di mostrare una storia tanto cruda e crudele al piccolo Giorgio, con i suoi 5 anni di innocenza…Complice il riposino del più piccolo abbiamo potuto visitare con calma il museo in cui per lo più si racconta l’avvento del nazismo e la persecuzione ebraica nella citta’ di Cracovia, dove prima della guerra gli ebrei rappresentavano un quarto della popolazione…Poco si racconta della storia di Shindler, per lo più i locali sono adibiti a museo sulla persecuzione ebraica…immagini e racconti tristi e non adatti ai bimbi ci sono…noi, avendo solo Giorgio da guardare, siamo riusciti ad accelerare la visita negli spazi con immagini più tristi e non credo ne sia uscito turbato…forse, spero, un po’ più consapevole…

Il lunedì mattina ci siamo dedicati alla visita del Collegium Maius con il magnifico chiostro e il carrilon che si attiva allo scoccare delle 11 o delle 13, spettacolo per i due nanetti! La visita del museo non so se la consiglierei, soprattutto per l’obbligo di un tour guidato che trovo ancora difficile da seguire con i bimbi piccoli.

La meravigliosa basilica di Santa Maria è una gioia per gli occhi, una festa di colori e luci a partire dalla meraviglioso soffitto che sembra un cielo stellato. La spettacolare pala posizionata al fondo dell’abside merita da sola, assolutamente, la visita! Usciti appena in tempo per sentire il famosissimo trombettiere dalla torre della basilica, attraverso l’antica via reale abbiamo raggiunto la stazione: prossima meta le celebri miniere di sale di Wielicczka. Un vero mondo sotterraneo, cresciuto intorno all’attivita’ mineraria di secoli e secoli, con un percorso di un paio d’ore attraverso cunicoli bui, ricostruzioni del duro lavoro quotidiano, cappelle di ogni dimensione, laghi e sorgenti…anche qui è stato favorevole la nanna del piccolo Diego, ma sicuramente non c’è da annoiarsi! L’unica mia delusione è stato il colore di queste famosissime miniere: è tutto grigio, io me le aspettavo bianche e un po’ più spettacolari dal punto di vista ambientale.

Serata casalinga con gradita pasta al pesto e verdura…adoro provare la cucina locale, ma con i bimbi continuo a pensare che questa sia la soluzione più rilassante…e anche più economica!!!

Con mezza giornata a disposizione, prima di ripartire abbiamo deciso di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, con mille interrogativi sul portare i bimbi o meno, ma convinti dal fatto che “siamo qui e chissà se mai ci torneremo…”.

In realtà, tornassi indietro non so se li porterei di nuovo, ma non perché sono stati turbati o spaventati, hanno giocato con sassi e pozzanghere lungo la strada ed io e Paolo ci siamo alternati nel visitare i vari “blocchi”… è un luogo da visitare nel silenzio, riflettendo, immedesimandosi…con i piccoli da rincorrere, sgridare, chiamare si perde gran parte dell’atmosfera che suscita questo teatro di orrore e odio… Non mi dilungo in descrizioni e commenti, unica riflessione: secondo me i media e la comunicazione stanno sbagliando sul tema Olocausto. Sono satura di immagini, documentari, film, racconti tanto da perdere l’interesse di vederne altri, anche in un luogo dove realmente è avvenuto tutto…da pensarci…

 

Alcuni consigli pratici

PERNOTTAMENTO: noi abbiamo soggiornato al Red Kurka Apartment, molto consigliato sia in termini di comodita’ al centro che per l’ottimo rapporto qulaita’ prezzo! Proprietario gentilissimo!

SPOSTAMENTI: a parte il trasferimento dall’aereoporto che abbiamo fatto in taxi, Cracovia è assolutamente visitabile a piedi, anche con bimbi piccoli. Per raggiungere le miniere molto comodo il treno, mentre per Auschwitz noi abbiamo noleggiato un auto, nn volendo partecipare ad una visita organizzata. Credo comunque che esistano semplici navette anche epr questa destinazione

PASTI: molto economici, alimenti abbastanza vari, cucina un po’ pesante per i mei gusti, ma da provare!  Consigliatissimi pranzi con street food, soprattutto nel quartiere ebraico!

Steve Mc Curry: viaggiare ed emozionarsi attraverso un obiettivo

Cosa organizzare in un sabato di fine luglio piovoso???

Noi abbiamo visitato la mostra di Steve Mc Curry nella reggia della Venaria Reale, fantastica!

270 fotografie, di un grande viaggiatore oltre che fotografo…sguardi, sorrisi, mani, colori, lacrime, paura, mai visti così ben rappresentati in immagini fotografiche!

Mc Curry ha visitato e fotografato numerosi paesi nel mondo, prevalentemente in situazioni di guerra, riuscendo a far emergere gli stati d’animo dei bambini, delle vittime indifese, ma anche il bello di questi luoghi così “lontani” da noi, paesaggi incontaminati, culture da scoprire, storia ancora a noi sconosciuta … e dopo la visita di questa mostra la mia voglia di viaggiare, scoprire, conoscere  è ancora aumentata (se è possibile!).

Voglio vederlo tutto il mondo, voglio conoscere persone e culture il più possibile diverse dalle mie, crescere amando il nuovo, il diverso, il bello in tutte le sue sfaccettature, alla faccia di tutti i messaggi di odio che ci circondano in questi giorni e  che ci vogliono isolati, soli e diffidenti…

E i bambini?? Mostra adatta anche a loro, con un’audioguida che racconta e descrive le storie di una cinquantina di foto, immagini che possono essere spunto di riflessione e di tante domande!

…“Perché già il solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile”…

Info utili: orario di apertura 9-19, costo del biglietto 12 euro per adulti, 6  euro per bimbi dai 6 anni (utile prenotare online!).

La mostra termina il 25 settembre 2016.

Napoli: “mangia, prega, ama”

Chi di voi ha visto il film con Giulia Roberts “Mangia, prega, ama”? Racconta di una donna in viaggio da sola verso l’Italia, dove conosce i piaceri della tavola (mangia), l’India dove si dedica alla preghiera e alla meditazione (prega) e Bali, dove riscopre l’amore (ama). La parte italiana è stata girata a Napoli e Roma: beh, io a Napoli ci sono stata e secondo me le tre esperienze si potrebbero vivere tutte lì.

Spaccanapoli

MANGIA. non c’è nemmeno bisogno di spegarlo: pizza, sfogliatelle, pastiera, babà, alici fritte, friarielli e per concludere il caffè… A Napoli non si può stare a dieta. Napoli è cucina, è piacere del cibo, è stare a tavola insieme. La prima cosa che ho raccontato ai miei figli della città che ci apprestavamo a visitare è stato proprio l’invenzione della pizza Margherita e il fatto che a Napoli si mangiasse la pizza più buona del mondo: loro mi hanno strappato la promessa che avremmo mangiato la pizza tutti i giorni ed è inutile dire che non mi è proprio dispiaciuto mantenerla!!

PREGA. Napoli e la religione sono due cose che proprio è impossibile scindere. Ci sono chiese ovunque, ad ogni angolo e San Gennaro è rappresentato e nominato continuamente: è stata definita la città delle 500 cupole perchè tante sono le chiese sparse tra le vie. Non si può non visitare il Duomo con il suo tesoro di San Gennaro, la Basilica di San Francesco di Paola che incornicia la splendida Piazza del Plebiscito, la Basilica di Santa Chiara con il suo magnifico chiostro, la Certosa di San Martino, la Cappella di San Severo con il Cristo Velato. Sono tutte facilmente raggiungibili e piacciono molto ai bambini, soprattutto Santa Chiara e San Martino per il loro chiostro che si presta a corse giochi e nascondino (attenzione però alla moltitutine di stanze con doppi ingressi perchè è facilissimo perdersi di vista: a noi è successo con Ginevra e anche se il tutto è durato pochi minuti lo spavento è stato notevole!!)

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AMA. Perchè come si può non amare Napoli? Dicono che Napoli o la ami o la odi e io in realtà temevo di odiarla: caotica, sporca, sregolata, pericolosa (dicono). Ma poi…poi l’ho visitata, scoperta, esplorata e amata. Napoli ti conquista con impeto, trasporto e passione, come un amante che non ti aspetti ed è per questo che i Napoletani hanno un tale senso di appartenenza per la loro città, un legame che rasenta il fanatismo: quando sei lì, quando la vivi, la respiri, la fai tua non puoi che dar loro ragione. Perchè è solare, perchè è ricca di storia, perchè è festaiola, perchè appaga i sensi, tutti quanti! I miei bimbi l’hanno apprezzata moltissimo sarà anche per via dell’affetto che i Napoletani mostrano sempre verso i bambini, dal più giovane al più vecchio, non fanno mai loro mancare una parola, un gesto, un saluto che li fa sentire speciali e benvenuti.

I BABY CONSIGLI UTILI:

  • Come base per dormire consiglio zona Plebiscito o via Toledo perchè sono i punti più centrali e meglio serviti come mezzi. Da li si arriva ovunque in brevissimo tempo.
  • La metropolitana a Napoli non è solo un mezzo ma una vera e propria attrazione che i bambini adoreranno. Non perdetevi la Stazione di Toledo, Università e Garibaldi
  • Non perdetevi la Galleria Borbonica. Le guide sono fantastiche, fanno il loro lavoro con una passione lodevole e le due ore di visita sono una lezione di storia e di umanità che tutti dovrebbero ascoltare… per non dimenticare! Mia figlia ha solo 5 anni ma ha ascoltato rapita ogni parola e ancora oggi dice che la cosa di Napoli che le è piaciuta di più è stata la “caverna”
  • Dedicate a Napoli almeno 3-4 giorni e se non vi fermate oltre rimandate ad un’altra occasione i dintorni tipo isole, Caserta o Pompei: con i bambini è meglio prevedere ritmi rilassati e tempi dilatati e Napoli è talmente bella che sarebbe un peccato vederla solo in superficie. L’unica soluzione se non si ha molto tempo è tornarci presto! Noi infatti ci siamo stati a Capodanno (che tra lepresepi righe consiglierei come periodo migliore per visitarla!) e non appena tornata a casa ho deciso che le vacanze estive quest’anno non potevano che essere in Campania!

 

Ferrara e Comacchio: un week end da fare in bici!

Finalmente la primavera si fa sentire: alberi fioriti, sole, aria tiepida e le giornate si allungano. A me viene voglia di stare sempre fuori e ovviamente di andarmene in giro! L’anno scorso in questo periodo siamo stati a Ferrara e Comacchio che secondo me incarnano in pieno il concetto di week end primaverile fuori porta. Perchè? Primo perchè sono bellissime, entrambe: da vedere, da vivere e assaporare lentamente, con la lentezza, la pace e l’entusiasmo dei bambini. Niente corse, niente tabelle di marcia, niente ricerca spasmodica di monumenti, musei e chiese. Ovvio ci sono alcune cose da non perdere, ma il modo migliore per amare queste due mete è perdersi tra le vie, tra le stradine, passeggiando o ancora meglio in sella ad una bici. I giardini bellissimi di Ferrara, via Mazzini con i suo mille ombrelli via Mazzinicolorati e sospesi nell’aria, il Castello, le mura, le Valli di Comacchio, i fenicotteri, i canali e le barchette…bastano 2-3 giorni per staccare completamente la spina dal solito tran tran e innamorarsi di questi posti.

1 giorno intero va dedicato a Ferrara. Per la visita della città con i bambini vi consiglio la caccia al tesoro ideata da Valentina di The Family Company: si divertiranno tantissimo e cammineranno senza lamentarsi! Se riuscite fate poi il giro delle mura in bicicletta: Ferrara è il regno delle bici ce ne sono tantissime, le usano tutti, adulti, bambini, anziani e sono proprio il mezzo migliore per vivere questa città (e per farla amare ai piccoli di casa). Meritano anche i parchi cittadini, ricchi di fontane, fiori e soprattutto giochi e intrattenimenti come Parco Massari e Parco Pareschi.

meritato relax

Il 2° giorno dedicatelo a Comacchio e alle sue Valli: il centro è piccolino, si visita tranquillamente in una mattinata, è una piccola Venezia e vi consiglio di non perdervi un giretto sui canali con  le tipiche barchette comacchiesi che a differenza delle gondole veneziane trasportano i turisti gratuitamente. Fermatevi a pranzare in uno dei tanti localini all’aperto (vorrete mica perdervi la piadina??) e poi via sulle bici ad esplorare le Valli con  le saline, i suoi fenicotterile Vallie i vecchi i casoni di pesca. Questa gita vi permetterà di immergervi in una natura incontaminata a pochi passi dal mare e dalla frenesia delle città. Sarà una vera pausa rigenerante per lo spirito da assaporare con i vostri pargoli.

Se vi avanza una mezza giornata vi consiglio un’escursione in barca tra le Valli o anche verso il Delta del Po:gita in barca

i bambini adorano le barche ed è un altro modo per ammirare questa natura in tutta la sua magia rallentando i ritmi e dimenticando tutto il resto. Avrete l’occasione di esplorare spiagge selvagge, mangiare sulla barca e buttare gli avanzi ai gabbiani che arrivano in branco. I più piccoli ne saranno entusiasti! Le partenze sono a Porta Garibaldi, pochissimi km da Comacchio.

Non so se è un caso, ma in questo viaggetto i miei bimbi sono stati bravissimi, entusiasti e felici di ogni cosa e qui più che mai ho continuato a pensare che il posto migliore per crescere i figli…sia in viaggio!!!

 

Venite con me al Museo dell’Automobile: Torino, a prova di pioggia e di bambino

Siamo alle solite, inizia maggio, il mese più bello, quello in cui inizia a fare caldo, si esce di più, si passeggia e si sta all’aria aperta…e no! Invece no. Perchè a maggio piove: qui da noi piove. Sempre. Arrivano le perturbazioni dai nomi epici e si ritirano fuori golfini e sciarpe. Non so voi, ma io non ne posso più di passare i week end in casa: per fortuna Torino è vicina e si presta benissimo ad un week end con bambini anche se fuori sembra novembre. Il centro storico è infatti ampiamente dotato di portici ed è quindi piacevole passeggiare tra negozi, botteghe e caffè storici (avete mai provato il famoso Bicerin?)Restyling in vista per i portici torinesi

Ma l’offerta migliore è quella dei musei: a Torino ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età, ma quello a mio avviso perfetto per i bambini (anche i più piccoli) è il Museo dell’Automobile (Mauto): quello sembra fato apposta per loro. Intanto perchè impazziranno per tutti quei veicoli, di ogni colore tipo e dimensione, dalla carrozza alle auto del futuro, e poi perchè è ricco di intrattenimenti e spunti divertenti. Un pavimento luminoso e interattivo, un trenino su cui salire per scoprire la catena di montaggio della Cinquecento, auto che si trasformano in letti, frigoriferi e cucine e ovunque megaschermi, tablet e postazioni interattive che intratterranno i piccoli per tutto il percorso.

Museo Nazionale dell'Automobile

Gli spazi sono molto ampi e non sarà un problema portare passeggini o carrozzine (solo per i piccolissimi perchè gli altri saranno felici ed entusiasti di scorazzare tra luci, musiche, e auto!). Nei fine settimana vengono anche organizzati veri e propri laboratori per famiglie che però vanno prenotati sul sito ufficiale.

Se alla fine della visita i piccoli esploratori fossero affamati, c’è a disposizione un bar con tavolini e spazio in abbondanza.

Se vi avanza tempo (il tour all’interno del Museo dura, a seconda dell’interesse personale e dal grado di attenzione e coinvolgimento dei figli, da 1 fino a 3 ore!) e il meteo continuasse ad essere avverso potete andare alla scoperta di altri Musei tipo quello Egizio o quello del Cinema (e salire sulla Mole antonelliana per vedere tutta Torino dall’alto) o perdervi tra le magnifiche sale delle Residenze Sabaude. La Reggia di Venaria, la Palazzina di Caccia di Stupinigi o se avete voglia di spostarvi fuori città, il Castello di Racconigi, a mio parere quello meglio conservato e più affascinante.

E se facesse bello? Con il sole Torino è altrettanto splendida, ma questa è un’altra storia e ve la racconterò nel prossimo post (sperando che nel frattempo un po’ di sole esca anche qui).

 

INFO UTILI:

Il Museo dell’Automobile di Torino è raggiungibile con i mezzi pubblici (fermata metro “LINGOTTO”  a circa 10 minuti a piedi o tram 18 e 45 a pochi passi). Se invece arrivate in auto non dovreste avere difficoltà a parcheggiare nei dintorni. Qui trovate il link per il sito ufficiale del Museo.

Arrivare a Torino in treno è comodo e veloce (con le linee di Freccia Rossa poi si raggiunge davvero in un baleno) Le due stazioni principali sono Porta Susa e Porta Nuova entrambe non molto lontane dal centro.

“Mamma, guarda, le case che grattano il cielo!!”- New York a misura (anche) di bambino

Aprile 2014 – Paolo, Giorgio (quasi 3 anni) ed io (con Diego nella pancia al sesto mese) – New York!!

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Le premesse per questo viaggio non erano state ottime: dieci giorni prima della partenza erano spuntate delle simpaticissime pustoline su tutto il corpicino di Giorgio…varicella!!! Per fortuna la fase infettiva era conclusa e il febbrone passato, ma ho viaggiato con il terrore che a qualche controllo mi bloccassero (per fortuna la maggior parte delle hostess non sono ancora mamme!!); una volta superati i controlli all’aeroporto di Washington mi son detta: “Ora la massimo restiamo qui!”.

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Penso che per molti il viaggio aereo sia il primo deterrente per non partire con un volo oltreoceano con bimbi al seguito…devo dire che Giorgio aveva già 3 anni e a quell’età tra libri, colori e i fantastici cartoni dei voli intercontinentali i bimbi si riescono a intrattenere. E poi l’aereo ha sempre avuto un fantastico effetto soporifero su mio figlio: già al decollo i suoi occhietti diretti verso il finestrino iniziano a socchiudersi e via di nanna per qualche ora…per Diego per ora non è stato così…vedremo e incrociamo le dita per il lungo volo che ci aspetterà quest’estate…

Alla ricerca dell’offerta più economica, avevamo deciso di atterrare a Washington e con l’occasione fare un giretto per la città prima di prendere il pullman per la Grande Mela: direi scelta azzeccata anche solo per avere un’idea degli USA al di fuori della grande metropoli. Washington è così “provinciale” e tranquilla…

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E poi New York…un sogno!! Qualcuno penserà che con un bimbo piccolo ci si perda la gran parte delle attrazioni e dell’atmosfera newyorkesi, ma così non è!! L’importante è organizzarsi!! E così, complice il passeggino, nell’ora della nanna pomeridiana ci siamo visitati un museo al giorno a partire dal Moma, al Metropolitan Museum a quello su Ellis Island ricordando i nostri antenati.

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Alcuni musei sono poi interessanti anche per un bimbo di 3 anni: Giorgio è rimasto a bocca aperta durante tutta la visita all’American Museum of Natural History, a partire dalla sala con gli animali della savana a grandezza naturale fino a quella dedicata agli indiani d’America con riproduzione delle loro abitazioni e delle armi per la caccia (un must per un maschietto!!).

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Un’altra ottima idea per rendere la visita di una città piacevole anche per un bimbo penso sia abbinare ad una cosa interessante per noi grandi, un’attrazione per i più piccoli, meglio al pomeriggio così da creare un po’ di suspense e di sfruttare il momento della giornata in cui sono già un po’ stanchi…e così un giorno abbiamo preso il traghetto per raggiungere la statua della libertà, il successivo siamo andati sull’Empire State Building per sentirci sul tetto del mondo, l’altro abbiamo visitato lo zoo, quello successivo fatto un giro in bici sulla High Line, naturalmente con le dovute tappe al negozio della Disney e a quello della NBA. A proposito di NBA…durante la nostra vacanza siamo anche riusciti ad assistere ad una partita di Play Off dei Brookling NETs… naturalmente l’anno successivo Giorgio ha voluto iscriversi al corso di minibasket portando orgoglioso la maglietta acquistata durante il supershow che è una partita di basket in America!

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Per me New York è i suoi numerosi parchi e soprattutto il fantastico Central Park…mi è rimasto nel cuore e ci tornerei domani anche solo per una passeggiata in quella meravigliosa oasi di pace e verde in mezzo a traffico e grattacieli, con scoiattoli che attraversano la strada a ciclisti, pattinatori e famiglie con passeggino..e poi laghetti con barchette da pilotare, anatroccoli, statue di personaggi delle favole e fantastici chioschetti per un gelato.

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Mi sono innamorata di New York e non l’avrei mai detto … in termini di architettura e storia continuo a pensare che le nostre capitali europee e ancora di più l’Italia la superino di gran lunga, ma l’atmosfera della grande metropoli, così variegata, multietnica, caotica, moderna, all’avanguardia, rumorosa e con stimoli nuovi ad ogni angolo di strada ce l’ha solo lei…

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E così quando Giorgio mi chiede con occhietti tristi perché devo sempre andare a lavorare, la mia risposta più frequente è “perché dobbiamo raccogliere i soldini per tornare a New York” o meglio, con le sue parole, nella città con “le case che grattano il cielo”!

5 consigli pratici:

– quando si pensa a New York si immaginano già i soldini che volano via in un momento … non per forza dev’essere così! Per dormire abbiamo trovato una cameretta tramite Airbnb, che per l’ennesima volta si è confermata la scelta ideale! Vicino a Manhattan, avevamo a disposizione la cucina per colazione e spesso cena, spendendo 35 $ al giorno!

– non ho trovato moltissima scelta di ristoranti per andare con bimbi al seguito, soprattutto se si vogliono evitare i soliti Fast Food e non spendere un’esagerazione … Anche per questo la nostra sistemazione si è dimostrata una buona scelta: girellando per la città fino all’ora di cena, una pasta e qualche cibo sano era l’ideale per poi andare subito a nanna!

– noi ci siamo persi lo spettacolo a Broadway che credo sia un’esperienza unica … per questo mi sto trattenendo nel prenotare un nuovo volo per la Grande Mela, aspettando che i bimbi crescano un po’ per poterci godere “il Re Leone” tutti insieme!

– lo ripeto … almeno una giornata dedicata a Central Park è d’obbligo, in qualsiasi stagione …

– per un pranzo un po’ diverso, magari per organizzare un pic-nic in uno dei tanti parchi della città, fate un giro al Chelsea Market … troverete cibo per tutti i gusti e per tutte le età! Proprio di fronte ad una delle uscite c’è un piccolo parco con tavolini colorati oppure potete andare su una panchina sulla vicina High Line, la vecchia ferrovia trasformata in passerella pedonale con piccoli giardini per una passeggiata nel verde passando tra i grattacieli!