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Passeggiata nei boschi intorno a Balma Boves

E ricomincia la nostra stagione di trekking, questa volta con il piccolo di casa camminatore, con tanto di zainetto, racchette e scarponcini.

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Neve ancora bassa, bel sole, voglia di boschi e storie di fantasmi (ora va di moda questo!)…la valle Po ci ha accolti con una nuova, bella, scoperta. Un po’ “alla cieca”, cercando sul web, abbiamo deciso che l’anello intorno al meraviglioso borgo di Balma Boves poteva fare al caso nostro!

Partenza da frazione Rocchetta, poco dopo il comune di Sanfront. Un centinaio di metri su strada asfaltata e ci si immerge subito nell’umido profumo di bosco e muschio con un meraviglioso concerto di uccellini vogliosi di sole e primavera! 20170507_121104[1] Il sentiero si inerpica subito sulla collina e in mezz’oretta di cammino si raggiunge la borgata di case Forano, conservata con attenzione alle antiche tradizioni.

Da questo gruppo di case in 10 minuti si può già raggiungere la meta. Noi abbiamo preferito continuare ad inerpicarci tra i boschi di castagno per raggiungere Roca d’la Casna, nota per le incisioni rupestri verosimilmente risalenti all’età del rame e del bronzo (secondo noi un po’ deludenti…). 20170507_124734[1]Molto suggestive, invece, sono le abitazioni che si incontrano lungo il percorso, costruite come fossero un tutt’uno con la natura e le maestose formazioni rocciose che caratterizzano questa zona! Una bella scoperta! Il sentiero, abbastanza ripido per le gambette dei bimbi è in parte direttamente su pietroni e rocce, in parte delimitato da

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tipici muretti a secco, con suggestivi scorci sulla pianura o verso il Monviso e l’ombra rigenerante del fitto bosco di faggi e castagni!

 

 

 

 

Ripida discesa (attenzione a non scivolare, ci sono i ricci!!) verso 20170507_145254[1]Balma Boves, paesino di cui avevamo sempre visto l’indicazione lungo la strada, ma mai visitato. Si tratta di un magnifico insediamento, ottimamente recuperato, che testimonia la vita di montagna del secolo scorso e l’ingegno dell’uomo nel costruire un’intera borgata al riparo di un’enorme sporgenza rocciosa.

 

I bimbi felici di scoprire antichi utensili, fontane zampillanti, frammenti di vita quotidiana così diversa dalla loro, noi rilassati per una meravigliosa domenica insieme.

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Note tecniche

Il percorso è ad anello. Partenza dalla vecchia centrale di Rocchetta (549 m), direzione Case Forano (657 m). Di qui consiglio la deviazione sulla sinistra per Roca d’la Casna (835 m). Dal punto più alto del percorso si scende verso balma Boves (660m) e, tornando per un altro sentiero a Case Forano si torna alla macchina per il sentiero di salita. Tempo segnato sui segnavia 2:15 ore, con i bimbi calcolate circa 3 ore!

Buona gita!

Un assaggio di Polonia: Cracovia

Voglia di una mini vacanza per spezzare la lunga attesa delle vacanze estive, ma soprattutto astinenza da aereo, valigie e scoperta di nuovi angoli di mondo! La Polonia non l’avevamo mai vista e così, complice una super offerta di volo, ci siamo regalati un weekend lungo low cost a Cracovia.

20170319_124904Tre giorni credo siano l’ideale per scoprire la citta’ e i dintorni con i tempi dei bimbi piccoli…momenti di relax nei parchi e nelle piazze, ma anche visite flash per evitare che si annoino e subentrino i capricci!

Arrivati nel tardo pomeriggio, sotto una pioggerellina che gli abitanti del posto hanno riferito caratterizzare gran parte dell’anno, abbiamo subito raggiunto la splendida piazza del mercato, la celebre Rynek Glowny e per stare al riparo siamo scesi subito nel museo sotterraneo, utile per avere una prima impressione della citta’, delle sue origini e della sua storia. Bella riproduzione di come si viveva secoli fa a Cracovia, fulcro del commercio europeo e ricca di culture e popoli da tutto il mondo! Il museo è adatto ai bimbi, interattivo e stimolante, con attivita’ sotto forma di gioco e riproduzioni molto realistiche.

Usciti dal museo abbiamo goduto della piazza con le luci della notte e un’atmosfera magica…affamati e stanchi ci siamo avventurati alla ricerca di un ristorante con cucina tipica polacca…ed ecco arrivare in tavola carne, carne, carne, ma anche i gustosissimi (e pesantissimi!!) pierogi e zuppe con sapori veramente tanto diversi dai nostri! Contenta di aver sperimentato questa cucina, ma sempre più sicura che la cucina italiana sia la migliore e inimitabile!!!

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Il secondo giorno ci ha accolti un bel cielo terso e un’aria decisamente…frizzante!!!

Avevamo previsto al visita al castello, il famoso Wavel, ma non avevamo preventivato una lunga coda, limitati orari di apertura e numerose aree del castello chiuse…così’, nell’attesa di visitare l’armeria reale, ci siamo goduti una passeggiata lungo il Vistola per raggiungere la mitica statua del drago in riva al fiume (purtroppo anche la discesa direttamente dal castello, che doveva essere suggestiva, era chiusa…). Dato che Diego era abbastanza spaventato dalla bocca spalancata di questo mostro nero e immobile, abbiamo proseguito girellando tra le mura del castello per poi visitare la tanto attesa armeria che ha lasciato entrambi i bimbi a bocca aperta. Finalmente hanno potuto osservare l’armatura dei famosissimi cavalieri alati, incontrati tante volte nelle storie prima della nanna. Adiacente al Wavel si trova la splendida cattedrale con salita , naturalmente di corsa, fino in cima alla torre di Sigismondo per toccare la gigantesca campana (la più grande della Polonia!)!!

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Smangiucchiando un bagel per spuntino, abbiamo raggiunto il quartiere ebraico, il Kazimierz, dove è stato girato il celebre film Shindler list. Ci siamo persi tra le viuzze strette e grigie di questa parte della citta’ che prima della seconda guerra mondiale era il fulcro del commercio, con sinagoghe e cimiteri ebraici ad ogni angolo ed ebrei ortodossi con i loro lunghi riccioli a contrapporsi con locali modaioli e piazzette che offrono lo street food migliore mai incontrato! Ristorati dalla tipica pizza polacca, un hot dog per il bimbo carnivoro e una mega ciambella per quello golosone, abbiamo deciso di visitare la fabbrica di Shindler…dubbiosi all’idea di mostrare una storia tanto cruda e crudele al piccolo Giorgio, con i suoi 5 anni di innocenza…Complice il riposino del più piccolo abbiamo potuto visitare con calma il museo in cui per lo più si racconta l’avvento del nazismo e la persecuzione ebraica nella citta’ di Cracovia, dove prima della guerra gli ebrei rappresentavano un quarto della popolazione…Poco si racconta della storia di Shindler, per lo più i locali sono adibiti a museo sulla persecuzione ebraica…immagini e racconti tristi e non adatti ai bimbi ci sono…noi, avendo solo Giorgio da guardare, siamo riusciti ad accelerare la visita negli spazi con immagini più tristi e non credo ne sia uscito turbato…forse, spero, un po’ più consapevole…

Il lunedì mattina ci siamo dedicati alla visita del Collegium Maius con il magnifico chiostro e il carrilon che si attiva allo scoccare delle 11 o delle 13, spettacolo per i due nanetti! La visita del museo non so se la consiglierei, soprattutto per l’obbligo di un tour guidato che trovo ancora difficile da seguire con i bimbi piccoli.

La meravigliosa basilica di Santa Maria è una gioia per gli occhi, una festa di colori e luci a partire dalla meraviglioso soffitto che sembra un cielo stellato. La spettacolare pala posizionata al fondo dell’abside merita da sola, assolutamente, la visita! Usciti appena in tempo per sentire il famosissimo trombettiere dalla torre della basilica, attraverso l’antica via reale abbiamo raggiunto la stazione: prossima meta le celebri miniere di sale di Wielicczka. Un vero mondo sotterraneo, cresciuto intorno all’attivita’ mineraria di secoli e secoli, con un percorso di un paio d’ore attraverso cunicoli bui, ricostruzioni del duro lavoro quotidiano, cappelle di ogni dimensione, laghi e sorgenti…anche qui è stato favorevole la nanna del piccolo Diego, ma sicuramente non c’è da annoiarsi! L’unica mia delusione è stato il colore di queste famosissime miniere: è tutto grigio, io me le aspettavo bianche e un po’ più spettacolari dal punto di vista ambientale.

Serata casalinga con gradita pasta al pesto e verdura…adoro provare la cucina locale, ma con i bimbi continuo a pensare che questa sia la soluzione più rilassante…e anche più economica!!!

Con mezza giornata a disposizione, prima di ripartire abbiamo deciso di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, con mille interrogativi sul portare i bimbi o meno, ma convinti dal fatto che “siamo qui e chissà se mai ci torneremo…”.

In realtà, tornassi indietro non so se li porterei di nuovo, ma non perché sono stati turbati o spaventati, hanno giocato con sassi e pozzanghere lungo la strada ed io e Paolo ci siamo alternati nel visitare i vari “blocchi”… è un luogo da visitare nel silenzio, riflettendo, immedesimandosi…con i piccoli da rincorrere, sgridare, chiamare si perde gran parte dell’atmosfera che suscita questo teatro di orrore e odio… Non mi dilungo in descrizioni e commenti, unica riflessione: secondo me i media e la comunicazione stanno sbagliando sul tema Olocausto. Sono satura di immagini, documentari, film, racconti tanto da perdere l’interesse di vederne altri, anche in un luogo dove realmente è avvenuto tutto…da pensarci…

 

Alcuni consigli pratici

PERNOTTAMENTO: noi abbiamo soggiornato al Red Kurka Apartment, molto consigliato sia in termini di comodita’ al centro che per l’ottimo rapporto qulaita’ prezzo! Proprietario gentilissimo!

SPOSTAMENTI: a parte il trasferimento dall’aereoporto che abbiamo fatto in taxi, Cracovia è assolutamente visitabile a piedi, anche con bimbi piccoli. Per raggiungere le miniere molto comodo il treno, mentre per Auschwitz noi abbiamo noleggiato un auto, nn volendo partecipare ad una visita organizzata. Credo comunque che esistano semplici navette anche epr questa destinazione

PASTI: molto economici, alimenti abbastanza vari, cucina un po’ pesante per i mei gusti, ma da provare!  Consigliatissimi pranzi con street food, soprattutto nel quartiere ebraico!

Ritmi lenti e montagna incontaminata: Sambuco

fb_img_1483542360868Esistono ancora rari angoli di pace e cose semplici  in questo mondo che corre troppo in fretta e Sambuco  , a meno di un’ora da casa, è uno di questi. Situato in alta valle Stura, a 1200 m di altitudine, sotto l’imponente ombra del monte Bersaio, è il posto dove amo godermi ritmi lenti, natura selvaggia e tradizione di montagna ancora quasi incontaminata!

2017-01-04-16-00-55-1164514618Sambuco è l’ideale per gli amanti della montagna: ottimo punto di partenza per passeggiate tranquille con i bimbi verso la Chiardoletta o Moriglione, entrambi piccoli borghi quasi disabitati ma in cui si respira ancora il “profumo” di stalla ed è facile immaginarsi bambini correre spensierati qualche decennio fa.

fb_img_1483542209452 Da questi gruppi di casupole abbarbicati sulle montagne si possono godere panorami mozzafiato lontano da auto e rumori. E  sulla via  del ritorno è facile incontrare il pastore che ti racconta la difesa del suo gregge contro  l’attacco dei lupi o il suo incontro ravvicinato con i cervi…magia!

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Ma da Sambuco o a pochi chilometri di  distanza si possono organizzare anche gite per camminatori esperti d’estate (impossibile mancare la salita verso il Bersaio!) , ma anche d’inverno con ciaspole o sci d’alpinismo.

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Con un quarto d’ora di auto si raggiunge la stazioine sciistica di Argentera, ideale per  le famiglie per il baby alla portata di tutti e per i prezzi un po’più contenuti rispetto ai grandi comprensori; scendere lungo la pista e le sue numerose varianti attraversando una fitta pineta senza confusione e folla è per me bellissimo!

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Ma Sambuco è soprattutto il luogo in cui amo portare i miei bimbi perché  qui possono giocare liberi, senza confini, con le regole dettate dalla natura e da un gruppetto di coetanei, guidati solo dalle loro infinite energie e da tanta fantasia! E la sera vederli tornare sporchi, sudati e con i capelli arruffati mi suscita solo un grande sorriso!

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Sambuco è  ricca di altri apetti da scoprire e lascio a voi lettori la curiosità per una domenica tra i monti!

Un ultimo consiglio! Dopo una giornata all’aria aperta o in una serata con una fitta nevicata imperdibile è una tappa alla Meridiana per un gustoso piatto tipico della valle o per una raclette con gli amici in un ambiente tranquillo e adatto anche alle famiglie.

 

 

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Sulle tracce della masca Micilina

A Cuneo siamo circondati da fantastiche montagne…la domenica mattina ci basta puntare il dito in una direzione “a caso” ed ecco una nuova meta per una bella passeggiata!

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Ma l’inverno può anche essere l’occasione per scoprire qualche itinerario verso la pianura, in attesa che la neve ci permetta di mettere gli sci! Le Langhe sono spesso (e con merito!) la prima scelta, ma ci sono anche altri posti altrettanto magici…noi, in una domenica in cui potevamo partire solo tardi, in cui le temperature in montagna sarebbero state troppo fredde per i nasini colanti dei bimbi, ma la voglia di qualche ora all’aria aperta era tanta, ci siamo diretti a Pocapaglia, paese vicino a Bra.

Dalla piazza principale parte il sentiero della Masca Micilina, facile percorso che profuma di storie di streghe e magia…

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Il sentiero si snoda tra le Rocche del Roero, formazioni geologiche uniche, ma poco reclamizzate con percorsi impervi, ricchi di insidie e pieni di mistero!

Micilina era una donnina che veniva da Barolo, piccola e deforme, con una faccia piena di grinze e bitorzoli, bocca sdentata, pochi capelli arruffati, naso adunco, che camminava con andatura lenta e tutta curva. La leggenda racconta che, quando Micilina passava per il paese ne capitavano di tutti i colori! Ad esempio, quando toccò la schiena ad una bambina il giorno dopo alla poveretta cominciò a crescere la gobba ed un uomo che la incontrò per strada e cercò di fuggire spaventato, cadde e rialzandosi si trovò con un piede volto in avanti ed uno indietro.

Si incominciò a diffondere la voce che Micilina non fosse una donna ma una masca, una strega che sfuggiva sotto gli occhi e ricompariva quando meno ce lo si aspettava.

La leggenda narra che ci fu un processo dell’Inquisizione; Micilina confessò e fece i nomi di molte altre streghe e fu condannata. Venne prima impiccata, affinché l’anima non si separasse dal corpo e poi bruciata e le sue ceneri sparse tra le Rocche di Pocapaglia dove, come da lei promesso, più volte apparve sotto forma di gatto o caprone. A ricordare questi fatti rimane il bric dove venne impiccata, chiamato appunto Bric d’la Masca Micilina.

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Lungo il percorso si trovano numerosi pannelli che narrano episodi della vita di Micilina e altri che descrivono la vita e le attività quotidiane degli abitanti della zona. Abbiamo incontrato orme di volpe e di cinghiale in un ambiente in cui la natura regna incontaminata…assolutamente adatto alle famiglie con bimbi piccoli!!

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Alcune note tecniche:

La partenza è dalla piazza principale di Pocapaglia, piazza Principessa Maria Pia. Da qui si imbocca via Cavour e si trovano subito le paline che indicano il Sentiero della Masca Micilina, ben segnato lungo tutto il percorso.

L’itinerario nella prima parte è su strada (un po’ pericoloso secondo me!), con bei panorami sulle Rocche, poi su sentiero in discesa molto ripido, poi su sterrata; ultimo tratto di nuovo su strada asfaltata.

Dislivello in salita circa 160 m, per lo più pianeggiante.

Il mare d’inverno lungo il “sentiero del pellegrino”

Con la neve sui monti in lontananza e tanta voglia di iniziare la nostra stagione di mini-scialpinismo, abbiamo dovuto rimandare causa sci in riparazione, ma l’alternativa è stata davvero bella!!

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Era da tempo che aspettavamo il weekend giusto per partire per la Liguria, noi che non amiamo molto il mare d’inverno, ma incuriositi da questa passeggiata ultimamente molto reclamizzata e soprattutto con le previsioni a favore della costa ligure!
La passeggiata parte da Noli e, attraverso un bel sentiero tra ulivi e pini marittimi con panorami mozzafiato, porta a Varigotti, passando per Capo di Noli.

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Lungo il percorso ci sono tantissimi punti interessanti…
Innanzi tutto tanta storia: richiami alla repubblica marinara di Noli, resti di un lazzareto per i marinai destinati a mesi di isolamento, bellissime chiese romaniche, torri, eremi, piccoli mausolei in onore di eroi del mare. Tutti spunti per rendere la passeggiata curiosa e divertente anche per i più piccoli, che non guasta mai!
Il percorso è tutto immerso nella natura, tra specie tipiche della Riviera Ligure, ma anche una flora diffusa solo in questa zona che noi abbiamo un po’ tralasciato essendo poco esperti in questo campo! E poi profumo di rosmarino, scorpacciata di corbezzoli, ma soprattutto viste meravigliose con scogliere a picco su un mare azzurro come solo in inverno e grotte rese magiche da misteriose leggende su pirati e briganti!!
20161204_120802E i bimbi felici, quasi 5 ore di cammino senza un lamento, con le classiche scalate di muretti in pietra e pareti di calcare, frequenti ricariche di energia con cioccolato o corbezzoli raccolti sul sentiero e una meravigliosa sensazione di famiglia, quella che ci ricarica per tutta la settimana!!

Alcune informazioni tecniche:
l’itinerario parte da Noli nei pressi della Chiesa di san Francesco. Il sentiero parte da una stradina a sinistra segnalata dalle paline della Passeggiata Dantesca. Si lascia rapidamente un gruppo di case per poi immergersi nella natura ligure. Lungo tutto il percorso occorre seguire il “sentiero del pellegrino” che porta fino a Varigotti. Arrivati a Varigotti, si trova a circa 100 metri la fermata dei bus che noi abbiamo preso per tornare a Noli, soluzione molto comoda!
Dislivello in salita 270 m circa, dislivello in discesa 260 m circa
Tempo di percorrenza: circa 4 ore, senza considerare le gambette corte dei bimbi e le numerose deviazioni per punti d’interesse.
Punti d’interesse, sempre ben segnalati:
– Lazzareto e chiesetta di San Lazzaro
– Chiesa di Santa Margherita e Santa Giulia
– Eremo del Capitano de Albertis
– Grotta dei Falsari
– Monte di Capo di Noli – Semaforo
– Torre genovese del 1582 detta anche torre delle Streghe
– Monumento Cerisola
– Chiesa di San Lorenzo

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Buon divertimento!!

Progetti di viaggio in CONTROTENDENZA…con un’idea originale in più!

 

 

Organizzare viaggi per me è una verta droga! In ogni singola giornata DEVO avere assolutamente una prossima meta di viaggio in mente, almeno una volta nelle 24 ore accedo a qualche sito con descrizione di mete future o offerte voli, al posto del libro da leggere la sera c’è quasi sempre una Lonely Planet e nell’ingresso di casa ho messo un’enorme mappa del Pianeta Terra su cui aggiungiamo i “pezzetti” che ad ogni viaggio conquistiamo!

E mi accorgo sempre di più che per me la parte più bella è proprio l’organizzazione del viaggio, più ancora del viaggio stesso … l’attesa, le aspettative, ma anche il progettare l’itinerario, leggere i diari di viaggio, consultare le guide, trovare la sistemazione, confrontare i prezzi, valutare il clima…

Non ho mai preso in considerazione l’idea di appoggiarmi ad un’agenzia viaggi, soprattutto per la mia passione nell’organizzare e creare un viaggio creato a perfetta misura della mia famiglia…

Esistono però agenzie che, per chi non ama l’organizzazione “fai da te” o a cui anche solo manca il tempo, riescono a “cucire addosso” un viaggio alla perfezione e questo è il caso di Controtendenza Viaggi. E’ un’agenzia che da circa 10 anni si occupa principalmente dell’organizzazione di viaggi per privati e che, grazie ad una vasta rete di collaboratori italiani con cui lavorano in modo diretto (cercando il più possibile di evitare i Tour Operator), cerca di consigliare il viaggio migliore per il singolo cliente in base alle sue esigenze.

Fin qui può sembrare semplice pubblicità … ma c’è dell’altro!

Quello che mi è sembrato originale e innovativo, almeno per la realtà cuneese, è la possibilità di prenotare hotel in tutto il mondo, sul sito di Controtendenza , a prezzi assolutamente competitivi con Trivago o Booking.

E chi tra noi organizzatori di viaggi “fai da te” non passa ore a cercare l’offerta più allettante su internet?!?

Sul sito di Controtendenza è però richiesta un’iscrizione perché, nel momento in cui ti iscrivi, puoi scegliere un “partner”. I partner con cui collabora Controtendenza sono sia attività commerciali che attività umanitarie, come LVIA, Fratelli dell’uomo, alcune scuole materne. Se uno sceglie un’associazione umanitaria, il 2% di ogni prenotazione effettuata sarà automaticamente devoluta ad uno di questi enti. Se invece si opta per un’attività commerciale, come ad esempio la banca di Caraglio, su ogni prenotazione la banca si impegna a dare un cash back al cliente del 2%.

Una volta creato il proprio account lo si può gestire mettendo i soldi da parte (caricando un tuo credito con carta di credito) oppure si può iscrivere un amico caricandogli un credito e così un regalo originale è bello pronto per esser utilizzato!

Credo che sia una bella iniziativa per l’idea originale e anche perché Roberta e Controtendenza sono persone “reali”, sono un viso e una testa e non sono un semplice numero verde o un sito online senza faccia!

 

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Svizzera in camper: perchè sì, perchè no!

Prima esperienza in camper con la famiglia, noi 4 sempre con la voglia di nuove avventure e con il ricordo dei bei viaggi che avevo fatto da bambina in giro per l’Europa.

Ed ecco le conclusioni nei panni di mamma, dopo 5 giorni tra le montagne svizzere con i bellissimi colori dell’autunno e la prima arietta frizzante con profumo d’inverno!

La Svizzera è un’ottima meta con il camper soprattutto perché altrimenti sarebbe carissima e poi per noi che amiamo la montagna ci sono un sacco di gitarelle interessanti…

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Ma perché ci è piaciuto il camper?

Innanzi tutto è un bel modo per vivere la natura al 100%, parcheggiando sotto le pareti dell’Eiger piuttosto che tra i verdi pascoli risvegliati dai campanacci delle mucche e delle caprette! Scegliendo aree con altri camper vicini, ma con la libertà di non dover andare in campeggio!

Poi è sicuramente una soluzione economica (soprattutto se il camper ce l’ha prestato uno zio molto coraggioso, conoscendo le mie piccole pesti!) in rapporto alla sistemazione in hotel e più pratica per noi che più di un giorno in un posto fatichiamo a stare! E poi anche i pasti al ristorante in quattro iniziano ad essere abbastanza impegnativi dal punto di vista economico, soprattutto con un marito alto, magro e sempre affamato e due bimbi che bruciano energia alla grande…non oso pensare a quando saranno grandi!! Cenando in camper abbiamo anche mangiato pasti “più sani”, con la porzione di verdura quotidiana che spesso nei ristoranti latita (e anch’io sono una mamma fortunata con bimbi che cenerebbero con broccoli e zucchini!!)…

Viaggiare in camper impedisce di parcheggiare nel centro città (vedi dopo), ma permette anche di raggiungere il cuore di un centro storico in bici e questo ai bimbi piace tantissimo, soprattutto se si percorre un lungo lago con papere e cigni e si costeggiano le mura di un castello!

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E poi ai bimbi piace l’avventura dei letti a castello, di una casetta piccola e compatta a loro misura e che permette di seguire di più i loro ritmi, delle serate a giocare a carte in intimità, dello stare tutti insieme, vicini, del darsi la buona notte sottovoce…

La nostra fortuna è anche che a Paolo piace guidare, è abituato a mezzi di trasporto grandi ed è quindi abile a spostarsi con il camper…sembra una banalità, ma nel centro di una cittadina svizzera nell’ora di punta non lo è per nulla!

Ci sono però anche degli aspetti che mi lasciano un po’ perplessa all’idea di un’altra vacanza in camper…

Per prima cosa i viaggi, intesi come spostamenti. Sono fortunata perché i miei bimbi sono generalmente bravi durante le tante ore in auto che caratterizzano la maggior parte dei nostri viaggi (o siamo bravi noi genitori-animatori!) e soprattutto sono obbligati a stare fermi , cosa che in camper non è avvenuta!! E puoi minacciarli con storie di polizia severissima, proporre spuntini infiniti, farli colorare, mettere la musica…la tentazione di correre per quei 4 metri quadri e giocare a nascondino probabilmente era troppo forte e soprattutto i miei figli non sono capaci a stare fermi!!! Quindi per il mio equilibrio psichico sono assolutamente a favore dei viaggi in macchina!

Per le dimensioni di un camper è praticamente impossibile parcheggiare nel centro di una città…per fortuna in Svizzera i centri sono piccoli per cui ottima la soluzione delle bici, seppur con le dita congelate!

In pochi metri quadrati è d’obbligo l’ordine che non è proprio una mia caratteristica!! Tra cassetti e cassettini non mi ricordavo mai dove avevo messo i colori piuttosto che le scarpe…ma forse per questo è solo questione di abitudine! E poi mangiando praticamente dove si dorme e si viaggia bisogna costantemente pulire, ma allora che vacanza è??!!??

Non penso che compreremo mai un camper, la mia idea di viaggio comprende un aereo e tante ore di volo, ma devo dire che se lo zio sarà ancora così gentile da offrircelo qualche altro weekend lungo abbiamo già in mente nuove mete…se non altro per esaudire la preghiera di Giorgio di ieri sera “Gesù, grazie perché zio Gianni è stato così gentile, per favore fa sì che possiamo andare un’altra volta in camper!”

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Bimbi on the road: il nostro Far West formato famiglia

Ed ecco una descrizione del magnifico viaggio che abbiamo fatto le scorse settimane, con qualche indicazione su cosa preferire con i nostri piccoletti!

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Noi abbiamo dovuto “limitarci” a due settimane, fossero state tre i ritmi sarebbero stati un po’ meno serrati…i bimbi, ormai abituati a questi “tour de force”, hanno seguito i nostri tempi, ma gli ultimi giorni il piccolino iniziava a mostrare segni di stanchezza…

Giorno 1: arrivati a Los Angeles il pomeriggio prima e naturalmente svegliati all’alba (sono 9 ore indietro!!) abbiamo fatto una capatina ad Huntington Beach con amore a prima vista per le spiagge californiane…surfisti, moli lunghissimi, torrette e pick-up dei baywatchers…tutto quello visto solo nei film esiste veramente!! Poi ancora un po’ fusi partiamo direzione San Diego…città bellissima!! È piena di parchi divertimento e attività per i bimbi, ma noi siamo sempre un po’ restii a passare giornate intere soprattutto ora che Diego è ancor piccolino e soprattutto in un posto così unico e lontano da casa…dopo bagno e pranzo a Ocean Beach abbiamo visitato la USS Midway…, una portaerei utilizzata nella seconda guerra mondiale…per me poco interessante, ma per Giorgio divertentissimo!! Notte in stanza Air Bnb, ottima sistemazione!

Giorno 2: indecisi tra zoo e Sea World, abbiamo optato per il primo, pensando per una volta al piccolo Diego e alla cosa che poteva essere più alla sua portata…pur non amando molto queste “esposizioni” di animali in cattività è in effetti uno zoo molto bene tenuto ed enorme!! Pranzo sulla fantastica baia di San Diego, poi giretto a Point Loma e infine 2 ore di spiaggia a Coronado, con il fantastico Hotel Coronado alle spalle e una schiera di ville vista oceano che mi hanno fatto quasi venir voglia di lasciare le mie adorate montagne e andare a vivere lì.. la sera unica cena in casa, soluzione che in questo viaggio ci è mancata un po’..

Giorno 3: si parte per il vero e proprio “on the road”. img_4327Visitiamo il Joshua Tree Park, meraviglioso,  con le rocce da arrampicare ed i caratteristici Joshua Tree; passeggiata in una giornata veramente calda sulle tracce dei pionieri alla ricerca dell’oro e poi altre 2 ore in auto direzione Kingman. img_4362Questo percorso, con i bimbi che dormivano, è stato spettacolare: deserto, case isolate, con nulla intorno se non la classica altissima pompa dell’acqua..immagini che mi resteranno nel cuore e che mi ricordavano le ambientazioni di alcuni film horror!

Giorno 4: deviazione sulla mitica Route 66 con tappa in un negozietto con juke box, dondoli da far west e macchina dello sceriffo! E poi via direzione Grand Canyon!! img_4475Resto della giornata dedicata a passeggiate con vedute spettacolari sul bordo del Canyon più  spettacolare al mondo! E dopo il tramonto fantastica notte in tenda nel campeggio del parco, in mezzo al bosco, con gli ululati dei coyote a farci compagnia (e anche un po’ paura!!!).

Giorno 5: ancora una “sbirciata” al Grand Canyon da un’altra prospettiva e poi si riparte verso la Monument Valley purtroppo vista in gran parte sotto un temporale…tra tutte le meraviglie della natura viste durante questo viaggio questa forse mi ha delusa un po’…e poi si gira prevalentemente in auto soluzione non ideale dopo ore di macchina con i bimbi! Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il lago Powell e Page sotto una fitta pioggia…img_4555altra notte in tenda sulle rive del lago. Cena in locale con bbq e concerto country divertentissimo!!

 

 

Giorno 6: Antelope Canyon, in assoluto il parco che ho preferito e che più è piaciuto a Giorgio! Noi abbiamo scelto il Lower, meno affollato e un po’ più tortuoso, img_4668ma anche più divertente per i bimbi. Percorso con scalette, strettoie, infiniti sali-scendi e soprattutto rocce rosate levigate dal vento che creano un ambiente magico e unico… pranzo sulle rive del Lago Powell con  bagno annesso mio e di Giorgio (acqua un po’ argillosa) e dopo un po’ di siesta di nuovo in auto direzione Bryce Canyon. img_4709Sulla strada attraversiamo la cittadina di Kanab e ci imbattiamo in una vera festa di cow boys con un sacco di divertimenti…famiglie molto “country” con minimo 6 figli si divertivano a fare giri in trattore, calesse, vedere spettacoli di maghi o rodei, ma soprattutto abbiamo scovato un angolo in cui regalavano un lazo creato sul momento a tutti bambini…e naturalmente siamo tornati in macchina con due nuovi  strumenti per fantastiche avventure!

Giorno 7: Bryce Canyon visitato con temperatura decisamente fredda per lo standard atteso (circa 10°) e sotto una lieve pioggerellina…scegliamo un percorso ad anello non troppo lungo visto il tempo, ma comunque suggestivo, con passaggi tra le guglie rosso-arancioni che caratterizzano questo parco di nuovo unico e magico… poi di nuovo in macchina…attraversiamo lo Zion Park, ma senza soffermarci, la direzione è Parumph, squallida cittadina tra Las Vegas e la Death Valley. Siamo stati indecisi se fare o meno una tappa a Las Vegas, ma con i bimbi piccoli e in pieno giorno abbiamo deciso di saltare questa meta che  tutti definiscono “da vedere”. Arrivati al motel, con casinò annesso come in tutte le sistemazioni della zona, approfittiamo di una bella piscina per rinfrescarci: le temperature sono decisamente cambiate, qui ci sono 35 gradi!!!

Giorno 8: si parte la mattina presto per la Death Valley. img_4789Visitiamo i punti di maggior interesse, ma secondo me per i bimbi i  più belli sono il Borax Museum a Furnace Creek e le corse sulle dune di sabbia in pieno deserto…img_4818le temperature sono veramente alte…siamo arrivati a 42 gradi alle 11 del mattino, quindi assolutamente d’obbligo bere in continuazione e coprirsi la testa!!! Purtroppo abbiamo sbagliato un po’ il percorso e a questo si è aggiunta una spia che indicava qualcosa che non andava alle gomme della macchina (che poi ci ha fatto compagnia per il resto della vacanze e che non abbiamo mai capito cosa volesse indicare!). Ci siamo anche avventurati come nostro solito per una pista in pieno deserto, ma la comparsa della spia e i racconti di avventurieri mai più ritrovati ci hanno fatto tornare indietro e percorrere strade più sicure. Anche in questa giornata  abbiamo macinato un sacco di chilometri arrivando fino alle montagne rocciose, vicino allo Yosemite Park. 8 gradi, sistemazioni divertente in casette in legno come in un villaggio del far west e il pensiero degli orsi che popolano i boschi circostanti.

Giorno 9: Bodie è una vera città fantasma, assolutamente da visitare se passate da queste parti. Fiorente cittadina mineraria tra il 1880 e il 1930 è stata abbandonata e oggi ne è rimasta una buona parte conservata come allora, con il saloon e il tavolo da biliardo, la scuola, la casa del dottore, proprio come si vede nei film!

img_4863Dedichiamo 2 buone ore a girellare per questo museo all’aperto, poi si parte direzione Yosemite Park. Avevamo deciso solo di attraversarlo, convinti fosse molto simile alle nostre montagne e invece ci ha lasciato a bocca aperta e con la voglia di tornarci, magari per arrampicare sulle altissime pareti di granito!! Abbiamo comunque fatto una breve gita fino al lago Mary, img_4880a quasi 3000 m di altitudine con bagno in un ambiente spettacolare tra rocce granitiche, acqua cristallina e abeti tutto intorno, ma soprattutto con il costante timore/speranza di incontrare qualche orso che in questi posti sembrano girellare indisturbati! Rapido passaggio nella Yosemite Valley e poi, sbagliando strada e allungando ulteriormente il percorso, arrivo a San Francisco alle 21 stanchi e affamati!

Giorno 10: San Francisco. Città bella, multietnica, immensa. Però, quello che mi è rimasto di più è l’estrema povertà che abbiamo incontrato in questa metropoli e che, pur avendo viaggiato già abbastanza, non avevamo ancora visto in modo così drammaticamente contrastante al resto della città…da rifletterci… San Francisco però è anche la fantastica baia, il Pier 39 con i leoni marini, le casette color pastello lungo le strade con ripide discese e poi altrettanto ripide salite, le Cabin Cars, il Golden Gate Bridge, i mercati bio, i murales di Mission…

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Giorno 11: ancora San Francisco, questa volta in bicicletta. Abbiamo trascorso la giornata di sole sulle due ruote, attraversando il Golden Gate Bridge e arrivando alla località di villeggiatura di  Sausalito per poi raggiungere nuovamente San Francisco in battello e terminare la giornata con una birra fresca bevuta al tramonto su un molo.

Giorno 12: lasciamo la metropoli per ritornare nella natura…questa era la parte di viaggio meno organizzata, l’idea era di girellare il Big Sur. Purtroppo questa zona ci ha un po’ deluso in parte perché era ancora in atto un grosso incendio e molte zone non erano accessibili in parte anche per la costante nebbiolina che ci ha impedito di apprezzare i panorami mozzafiato visti in foto. Abbiamo fatto tappa a Pacific Groove, sotto Monterey, una delle cittadine più benestanti e conservatrici della zona, con bellissime case sull’oceano e stradine con profumo di ritmi lenti e tranquillità…e poi ci siamo addentrati nelle foreste di Sequoie arrivando a Pfeiffer Beach img_5061per una corsa sulla spiaggia ventosa in cui Giorgio non ha resistito a giocare con le onde e bagnarsi completamente nonostante l’aria gelida!! Notte in tenda  in un campeggio tra le Sequioie…

Giorno 13: abbiamo proseguito la nostra discesa lungo la costa californiana. Tappa su una spiaggia con decine di leoni, ma soprattutto elefanti marini distesi al sole, buffissimi e tanto sgraziati! Poi pranzo con tacos di pesce in riva al mare, con la sorpresa di un gruppo di delfini che hanno attraversato la baia a pochi metri da noi! Notte in tenda, camping El Capitan, a pochi metri dalla lunga spiaggia sabbiosa, coperti da un meraviglioso cielo stellato!

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Giorno 14: Direzione Los Angeles!! Abbiamo voglia di mare, sole e un po’ di riposo per cui ci dirigiamo direttamente a Venice Beach. Sabbia, surfisti, donne “perfette” sui pattini a rotelle, giocatori di basket e poi tutta la follia e il caos del lungomare di questo angolo di Los Angeles noto per essere stato il primo palco di gruppi come i Doors. Relax in spiaggia, bagno e giochi con le onde oceaniche e sullo sfondo le colline con la celebre scritta Hollywood!

Giorno 15: arrivederci America!!! Ed adesso un lungo viaggio di ritorno con nel cuore un altro pezzetto di mondo!

Con occhi di bambino alla scoperta dei Sarvanot

Domenica all’insegna della tranquillità e del mondo fatato dei boschi delle nostre montagne!

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Tempo un po’ uggioso in pianura, tutti un po’ stanchi delle prime settimane autunnali…l’occasione giusta per andare finalmente alla ricerca dei Sarvanot, folletti che le leggende popolari della valle Varaita narrano combinare dispetti e saltellare nei boschi20161009_114952

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Meraviglioso trekking nella valle delle … Meraviglie!!!

Passano i giorni (ormai quasi un mese!!) e devo assolutamente raccontarvi il nostro trekking oltralpe, intorno alla valle delle Meraviglie.

Abbiamo approfittato del weekend lungo di Ferragosto per 3 giorni a piedi, con notti in rifugio, tutto il necessario sulle spalle (compreso un bimbo!!): una nuova bellissima avventura!

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Ancora una volta ho avuto la conferma che le vacanze a piedi, dove ogni passo è una conquista, con i tempi lenti, solo i suoni della natura, il necessario ridotto all’essenziale e l’intimità della nostra famiglia siano un’esperienza unica e magica!

Ma ora un po’ di note tecniche…

Partenza  da Casterino, per noi di Cuneo abbastanza comodo, con deviazione a Saint Dalmas de Tende, scendendo dal traforo del colle di Tenda. Noi abbiamo lasciato la macchina al Gias du Basto (1700 m), volendo la si può lasciare a Casterino, facendo un pezzetto a piedi.

Prima tappa: Gias du Basto (1700 m) – Refuge de Valmasque (2220 m)

Partiti in tarda mattinata, abbiamo iniziato la nostra avventura con una camminata tranquilla, per la maggior parte su carreraccia con poco dislivello. Ultimo tratto più ripido e un po’ più impegnativo per Giorgio, ma per fortuna frequentato da camosci, con una bella cascatella e soprattutto un sacco di roccette da arrampicare! Diego sulle spalle inizia a farsi sentire (in termini di peso!!) per cui ha camminato anche lui fino a quando fiori, pietre e ruscelli non sono stati fonte di eccessivo rallentamento!!! L’arrivo al rifugio è stato proprio bello…posato sulla riva del Lac Vert, con il nulla intorno se non natura e alte cime!! Torta di mirtilli e birra per merenda e poi via a rotolarsi sull’erba! Cena “da rifugio francese” (ma avevamo fame!!!) e poi via a nanna, con l’emozione del letto a castello, dello stare tutti vicini, dei sacchi a pelo!! Risveglio con cuccioli di stambecco a darci il “buongiorno”!

Seconda tappa: Refuge de Valmasque (2220 m) – Refuge de Merveilles (2131 m)

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Itinerario bellissimo che passando per il Lac Noir ed il Lac du Basto arriva fino alla Baisse de Valmasque (2550 m) per poi scendere nella valle delle Meraviglie tra laghetti e soprattutto le incisioni rupestri uniche e interessantissime! dscn0482

Lungo tutto il percorso abbiamo incontrato tantissimi camosci e stambecchi, in un paesaggio aspro, con rocce maestose su isolati laghetti nascosti. Percorso anche qui abbastanza facile, tranne la salita e poi la discesa al colle, di nuovo un po’ ripide ma fattibilissime. C’è il tempo per un sacco di tappe ai laghi (con bagno annesso, naturalmente!) e visita al “museo all’aperto” della valle delle Meraviglie. Arrivo al Refuge de Merveilles nel pomeriggio, anche qui bagno nel lago e di nuovo corse e salti su tutte le rocce trovate…come se le energie non finissero mai!! Cena sbranata e notte in camerata da 90 posti!!!

Terza tappa: Refuge de Merveilles – Casterino

L’idea era di raggiungere il Refuge de Fontanalbe e tornare al Gias du Basto, ma pur essendo partiti presto e di buon passo, avevo calcolato male il dislivello e sarebbe diventato troppo impegnativo per Giorgio ed i suoi 5 anni appena… abbiamo quindi deciso di scendere al Lac des Mesches (1400 m),

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percorrendo un sentiero bellissimo, in un paesaggio bucolico, con ruscelletto, mucche al pascolo e prati erbosi… giunti al lago passaggio in autostop per evitare la camminata sulla statale… gambe stanche, cuore contento!

Alcune considerazioni:

  1. Anello adatto a famiglie con piccoli camminatori: dislivello non eccessivo come anche le distanze. Inoltre la presenza delle incisioni rupestri è sicuramente una curiosità in più e volendo fanno anche visite guidatedscn0536
  2. Qualità dei rifugi: Italia batte Francia, senza dubbio! Noi non amiamo il lusso e direi che non ci manca lo spirito di adattamento, ma stanzoni da 80-90 persone sono decisamente “affollati”, il cibo sicuramente di qualità migliorabile (ma su questo non c’erano dubbi…), pulizia idem… Altro lato della medaglia, in Francia i rifugi costano un po’ meno!
  3. Comodissima la prenotazione online tramite il sito FFCAM, telefoni e internet non prendono in entrambi i rifugi.
  4. Esistono molti collegamenti ad altri rifugi (refuge de Nice, de Fontanalbe…) e spunti per i prossimi trekking…mi toccherà studiare!