Stamattina la mia bimba di 9 anni è partita per la sua prima vacanza “da sola”: 6 giorni in montagna in una casa vacanze parrocchiale. Aspettavamo da mesi con trepidazione questa partenza, lei per condividere un’avventura con gli amici, io un po’ per empatia ma un po’ anche per bisogno di riposo. Un solo figlio da guardare, da svegliare-preparare-scarrozzare-sfamare, tutte le attenzioni al più piccolo, cosa forse mai successa e niente litigate, battibecchi, “è mio” “è suo” “ma lui” “ma lei”. Voi mamme mi capite e capite anche che se dico che sono stanca, non sottindendo nulla, non mi sono pentita di averli fatti, non sono una mamma degenere che li vuole sbolognare, non li odio, non li voglio abbandonare, non me li merito meno: sono solo semplicemente stanca e aspettavo con ansia questa partenza per riposare.

Questo fino a stamattina. Fino a quando lei con il suo sorriso incerto e trepidante mi ha abbracciata ed è salita sul pulman. Cos’è sto magone??? Perchè mi sto per mettere a piangere??? Dai Natascia non farlo, ricordati di quando prendevi in giro tua mamma se piangeva quando partivi per la colonia…e ci stavi 3 settimane…3 settimane? ma che pazzia!! O forse la pazza sono io! Sì, stamattina mi sono sentita pazza e mi ci sento tuttora, che guardo fuori e mi chiedo a che ora sarà arrivata, cosa starà facendo. E se ha patito il pulman? E se bisticcia con le amiche e si sente sola? E se piove e ha freddo? E se perde qualcosa di importante? Una pallina impazzita dentro la testa. L’amore è così, ti stende, ti rincoglionisce e ti toglie qualsivoglia capacità razionale. E l’amore per i figli, poi, prende pieno potere, straborda e inonda ogni nostro neurone. Il bello è che mi definivo una mamma poco apprensiva, ansiosa e per niente chioccia.

Abbiamo passato la serata di ieri con il suo cuore che batteva fortissimo e l’ansia che la rendeva insonne. Aveva paura e ogni tanto le salivano le lacrime agli occhi: io col sorriso a spiegarle che la paura e l’ansia sono emozioni normalissime, che è giusto provarle e che semplicemente ci aiutano a tirare fuori più energie e coraggio per affrontare un’esperienza nuova. E quelle emozioni le rivivo anche io come se fossi dentro di lei.

Cercando di razionalizzare, mi sto dicendo che sarà certamente meraviglioso, che avrà un grande valore formativo e di crescita e che se anche incapperà in qualche imprevisto o difficoltà, saranno proprio quelli a regalarle di più. Inizierà a scoprire l’essenza del viaggio e l’essenza della vita: lasciare la propria zona di confort, imparare a gestirsi da sola, convivere con i propri timori (ieri aveva un’ansia pazzesca) e imparare a trovare da sola l’energia per superarli, cambiare prospettiva e perdere i punti di riferimento soliti, imparando a trovarne altri nuovi, magari più forti. Spero che impari che con gli amici vicino tutto si colora di più, che quando la famiglia non c’è, una nuova famiglia si può sempre creare e che una felicità condivisa è più potente di qualsiasi successo solitario. Spero che scopra quanto può essere meraviglioso partire e andare, ma anche quanto è magico alla fine tornare.


Natascia Rosolin

Appassionata di viaggi da sempre ma da quando son mamma ancora di più! Mamma sempre sull'orlo di una crisi di nervi e perennemente con la testa tra le nuvole (anche alla mia mente piace viaggiare :-) !!) Da 2 anni amica/collega di Olivia drogata di viaggi come me natascia.rosolin@gmail.com

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