Le guance calde e morbide dei figli addormentati dovrebbero dichiararle patrimonio dell’umanità.

Accendo la luce, mi avvicino al loro letto e appoggio sulle loro guance morbide e calde un bacio lieve. E’ ora di svegliarli ma quel bacio non ci riesce mai, tanto è delicato e leggero. Perchè la verità è che quel momento, quello in cui li posso ammirare nel silenzio, quel breve e miracoloso istante in cui non sono fagocitata dalle urla-i pianti- i litigi- le richieste- le domande- i lamenti- i corri- sbrigati- fai veloce, io vorrei che durasse in eterno. Poi cedo al dovere e all’orologio tiranno che ci tortura con il suo incedere senza pietà e allora il bacio si fa più schioccante e la voce più squillante finalizzata al risveglio. E via. Il meccanismo è azionato e non si torna più indietro. “sono stanca-uffa-non ho voglia- aspetta un attimo- voglio dormire- giocare-ridere-piangere- coccolami-portami in braccio- abbracciami- aspettami-uffi-cattiva-aiutami.

Questo il ritmo, sempre più incalzante, veloce, troppo veloce, troppo intenso, intercalato dal mio tono di voce sempre più alto, sempre più duro che cozza contro il loro ritmo lento, contro il loro essere bambini.

E poi si corre, si lanciano uno a scuola e uno all’asilo, il bacio è solo sfiorato e lo sguardo è già spostato oltre, verso il prossimo passo, verso il prossimo obiettivo della giornata.

Da qui, il ritmo si fa regolare, loro con i loro tempi nel loro mondo dei bambini, io con i miei, nel mio mondo dei grandi. Ritmo regolare anche se veloce, ma almeno posso gestirmelo e tra un impegno e l’altro rimane lo spazio per i pensieri, sulle loro esigenze, sulle loro fragilità, su cosa avrei potuto fare di meglio, su come avrei potuto gestire quel capriccio o quella richiesta. E mi mancano perchè agli errori che analizzo e che trovo sempre, vorrei poter rimediare subito. Allora mi prometto che stasera sarò più calma, più severa, più paziente, più distaccata, più buona, più cattiva, l’importante è pensare di essere più in qualcosa perchè mai una volta che noi mamme ci sentiamo abbastanza e basta.

Li vado a prendere ricomincia la corsa accelerata, prendi una, prendi l’altro, 30 secondi in auto e già si stanno menando e tutti i miei buoni propositi vanno in malora e poi spesa, cucina, lava, riordina, diario, compiti, impegni del giorno dopo…”mangiamo presto che siete stanchi” e poi, pigiama-dentini-pipi, inizio a ripeterlo come una cantilena, due milioni di volte prima che abbiano fatto tutto entrambi e ovviamente i toni dolci non bastano mai e termino con le urla da strega. Spengo la luce, un bacio che diventano 15, dico che è l’ultimo e penso che potrei dargliene altri 25, le loro braccia si allargano, quel “ti voglio tanto bene” che sgioglie ilcuore anche nei giorni più gelidi e bui. Spengo la luce ed è finita. Ho un pochino di tempo per me prima di crollare nel sonno. E domani…domani di nuovo vorrei che quell’instante del bacio addormentato durasse all’infinito, perchè so che poi tutto il resto è sempre un gran casino.

NO, non ho parlato di viaggi, il viaggio lo compiamo ogni giorno, comincia appena loro aprono gli occhi. Un viaggio su un’auto in corsa ai 100 all’ora, impazzita, che risponde a metà dei nostri comandi e con un ripetersi di imprevisti e difficoltà che ci tagliano la strada. Quindi state pur certe, che nonostante le ammaccature, le frenate, le sbandate… state facendo un ottimo lavoro.


Natascia Rosolin

Appassionata di viaggi da sempre ma da quando son mamma ancora di più! Mamma sempre sull'orlo di una crisi di nervi e perennemente con la testa tra le nuvole (anche alla mia mente piace viaggiare :-) !!) Da 2 anni amica/collega di Olivia drogata di viaggi come me natascia.rosolin@gmail.com

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