Al colle Ciriegia sulle orme dei miei antenati…

Questa domenica naturalmente non ci siamo fatti mancare il nostro settimanale giro in montagna, ma questa volta è stato qualcosa di più…

Colle Ciriegia, in valle Gesso, partendo da Pian della Casa…800 m di dislivello, un po’ lunghetta per il nostro piccolo alpinista cinquenne e per le nostre spalle cariche di 15 kg di pure coscette ciccione!

20160626_111247

Finalmente però c’era una giornata estivo, cielo blu blu blu e voglia di alta montagna! E così, via, inerpichiamoci per sentieri e pietraie!

La valle Gesso è20160626_113553 meravigliosa, ci sono tantissimi rifugi facilmente raggiungibili e tutti in posizioni mozzafiato con Argentera, Matto, Nasta e Gelas sempre pronti a spuntare dietro una curva. E per chi preferisce gite meno “affollate” ci sono sentieri meravigliosi e carichi di storia!

La gita per i bimbi è abbastanza impegnativa, ma con un po’ di allenamento fattibile. Noi ci siamo fermati un po’ sotto il colle per evitare il passaggio di un nevaio con neve ormai molle e mantenere l’atmosfera di relax e spensieratezza della giornata. Il sentiero è abbastanza ripido ma , almeno per Giorgio, è meglio 8ho notato che non patisce tanto il dislivello quanto la durata della camminata)! Naturalmente per metà della gita Giorgio e papà Paolo sono diventati due soldati di 70 anni fa e 20160626_145509urlandosi “Capitano!” e “Comadante!” si sono inerpicati per la valle su sentieri “alternativi”  senza neanche sentire la fatica! E per il resto della camminata resti di fortini, fili spinati arrugginiti, ossa di animali, camosci (vivi!) e nevai da scendere ricordando l’inverno ci sono stati di grande aiuto!!

Finale rigenerante con piedi a mollo nel torrente e soprattutto senza pioggia!!!

Ma questa gita per me è stato qualcosa di più… Le mie origini ebraiche si deducono già dal mio cognome…Segre era un fiume in Spagna da cui gli ebrei scapparono nel 1400 durante l’inquisizione e Segre è una cittadina nel centro della Francia in cui transitarono per poi arrivare in Italia…vado molto fiera del mio quarto di sangue “ebraico”, di quel nonno che mi ha sempre raccontato poco perché “faceva troppo male”, ma che ha vissuto sofferenze umiliazioni e paure che noi neanche immaginiamo e che il suo sguardo non nascondeva…

Attraverso il colle Ciriegia, lungo il sentiero che ieri abbiamo percorso, tra l’8 e il 13 settembre 1943 circa 200 ebrei provenienti da tutta Europa scesero in Italia, con la speranza di trovare protezione e salvezza dalle persecuzioni razziali dopo l’occupazione delle zone confinanti francesi da parte delle truppe tedesche. Numerosi erano gli anziani e i bambini, alcuni di pochi mesi. Pochi giorni dopo anche Cuneo fu occupata dai tedeschi e in breve tempo furono arrestati e poi inviati nei campi di concentramento; soltanto 12 di loro sono sopravvissuti.

20160626_143118

Ecco, ieri, mentre percorrevo quel sentiero, prevalentemente pietraia, nessun altro a parte noi e qualche camoscio, mi sembrava di sentire quei passi stanchi, veloci, quei respiri affannati, me li immaginavo in silenzio immersi nei loro pensieri carichi di speranza, nelle loro paure, mi immaginavo quell’ansia VERA  , che noi neanche lontanamente possiamo pensare cosa sia. Mi vedevo quelle mamme con gli occhi lucidi, i bimbi in grembo e girandomi vedevo il piccolo Diego che dormiva sereno nello zaino…

Non guardo più tutti i film che propongono sulla Shoah, quella violenza presentata ormai troppo facilmente mi fa solo male e credo abbia perso la finalità del “ricordare”… ieri però noi abbiamo “ricordato”, raccontando a Giorgio con semplicità quello che era successo, cercando di regalargli storie che siano bagaglio per una vita aperta al mondo, al diverso, alle nuove idee…

Antibes…una giornata in costa Azzurra!

Tornati da 5 giorni di puro relax…non è proprio da noi, ma questa volta ci voleva e la Riviera Ligure, la casetta a pochi minuti a piedi dalla spiaggia, i bellissimi paesini circostanti e la Francia a mezz’ora di macchina hanno decisamente aiutato!!

Per noi di Cuneo la Costa Azzurra è abbastanza a portata di mano, anche per una gita in giornata, ma per chi è più lontano una vacanzina sulla costa del sud francese è assolutamente da organizzare!! E perché no, magari sulla strada verso la Provenza…

Noi questa volta siamo stati ad Antibes, bellissima!

20160621_175857

C’è il giusto mix di mare adatto anche ai più piccoli e cittadina da girellare per qualche ora!

Le spiagge sono sabbiose, con un comodo lungomare con panchine all’ombra e giochi per i bimbi. Noi qui abbiamo trascorso la mattinata tornando poi nel tardo pomeriggio per un ultimo bagno.

20160621_163334Nelle ore più calde ci siamo intrufolati tra i viottoli che caratterizzano la vecchia Antibes, racchiusa in alte mura a picco sul mare. Questa volta siamo stati piacevolmente sorpresi dall’installazione di curiose statue che ti sorprendono nei punti più improbabili, belle!

20160621_161148

Dalla spiaggia si può fare una bella passeggiata lungo le mura della città fino ad arrivare al porto. Da lì consiglio un giretto tra le stradine strette e fresche, curiosando in negozietti stile provenzale o gustando un panachè in una delle numerose piazzette ombreggiate.

Se, invece, avete voglia di fare una passeggiata e non fa troppo caldo potete inerpicarvi sulla collinetta che porta al faro, purtroppo non visitabile, ma situato in punto con una vista mozzafiato e con il fantastico rumore delle cicale che, come avrete capito, adoro!!!

Ma Antibes, per me è soprattutto la città dove visse Pablo Picasso ed il museo a lui dedicato merita di essere visitato. Noi questa volta l’abbiamo tralasciato, ma tra un bagno e una passeggiata dovete assolutamente ritagliarvi un’oretta per vederlo!

Quest’anno credo che torneremo a parlare di Cote d’Azur, vero Natascia???!!!???

Per ora aggiungete questa cittadina all’itinerario del vostro prossimo viaggio!

Provenza: come tuffarsi nella tavolozza di un pittore.

IMG_2192Tuffarvi nella tavolozza di un pittore? Potete farlo in Provenza, ma dovete andarci entro metà luglio. Sì, ci sono quei posti che ti incantano e ti inebriano, con i loro colori e profumi. Succede di ammirare un paesaggio e pensare che la natura sia il miglior artista di tutti i tempi. Se non vi è mai successo, andate in Provenza. Questo è il periodo della lavanda in fiore e i colori che vedrete laggiù, non li troverete nemmeno su tela. Perdetevi tra i campi nella zona di Valensole e respirate quel profumo pungente che riempie l’aria. A metà luglio a Valensole si tiene anche la festa della lavanda, conIMG_2205 costumi d’epoca, mercatini, esposizioni e tanti tanti prodotti artigianali da portare a casa. Ma questo viaggio non sarà monocolore, anzi, un quadro dalle mille tonalità.

GIALLO: campi sterminati di girasoli, così belli maestosti e luminosi IMG_2195che vi sembrerà di essere finiti in un’opera di Van Gogh (il mio pittore preferito!!!). E non a caso, è proprio in Provenza che il famoso pittore ha dipinto i suoi quadri più famosi. Potreste anche visitare i luoghi che hanno segnato gran parte della sua vita: Arles e Saint Remy.

ROSSO: merita una sosta il villaggio di Roussillon. Dopo la visita del IMG_2265coloratissimo borgo dalle mille sfumature si può scendere ad ammirare i colori del Sentiero delle Ocre. IMG_2239Scoprirete un paesaggio da favola fra rocce dalle forme più fantasiose in mezzo a pini marittimi e castagni. E’ un percorso facile adatto anche ai più piccoli che più degli altri si divertiranno a sporcarsi irrimediabilmente con quella magica polvere rossa!

BEIGE: avete presente i presepi? Quando sulle montagne di IMG_2295cartapesta si costruiscono quei piccoli borghi interamente color pietra: Gordes è così. Questo meraviglioso villaggio arroccato su uno sperone di rocca è semplicemente spettacolare. E’ diventato famoso grazie al film Un’ottima annata con Russel Crawe e la sua posizione raccolta e arroccata lo rendono unico e inimitabile.

TURCHESE: Le profonde gole del fiume Verdon spaccano la terra per 25 chilometri creando il canyon più impressionante d’Europa, IMG_2090immerso in una natura lussereggiante e rigogliosa. Le strade che costeggiano le gole offrono paesaggi davvero mozzafiato, splendidi percorsi da fare a piedi, in bici, in auto. E perché non regalare ai bambini una mezza giornata sul lago Sainte-Croix de Verdonlago saint croix         dove si possono noleggiare tavole da windsurf, piccole imbarcazioni per esplorare il lago e le gole, kayak e barche a remi.
saintecroixduverdon.com

E ovviamente TANTO TANTO VIOLA: il lilla è il mio colore preferito e adoro il profumo della lavanda quindi questo mio post è decisamente di parte! In assoluto, il panorama migliore è quello dell’abbazia di Senanque: un’abbazia cistercense immersa e circondata dai campi di lavanda, che vanta un bellissimo dormitorio, IMG_2271una bella chiesa e un grazioso chiostro. Qui il silenzio e la pace regnano sovrani, così circondati dalla natura. All’interno si trova anche un piccolo negozio di prodotti realizzati dai monaci.

La Provenza è ricchissima di paesini e piccoli borghi dove passeggiare e rilassarsi senza fretta e senza meta. Ci si può anche riempire le borse (e svuotare i portafogli) nei numerosi mercatini artigianali sparsi in ogni centro a seconda del giorno e ricchi di saponette, merletti, pizzi e prodotti gastronomici, che sono parte caratterizzante di questa terra così romantica ed emozionante…come un quadro di Van Gogh.

 

Mare e monti nel Golfo di Orosei

Estate 2014, pancione (anzi, per mia fortuna pancino!) da settimo mese di gravidanza e necessità di vacanza un po’ più tranquilla rispetto al solito standard!

Scegliamo la Sardegna, vacanza di mare, che in altre condizioni avrei “snobbato” per mete più avventurose, ma informandomi già in partenza della possibilità di passeggiate e trekking in alternativa alla vita da spiaggia.

Il mare mi piace, ma dopo due ore in spiaggia già fremo e devo trovare qualcosa da fare…e lo so che per i bambini la vacanza di mare IN TEORIA è la più divertente, ma sono sempre più convinta che se la vacanza rende sereni e rilassati noi grandi e tiene in considerazione le esigenze dei più piccoli, può essere divertente ovunque! E poi basta vedere i miei figli in spiaggia: hanno sempre disdegnato palette e secchiello preferendo arrampicarsi su rocce e scogli così da sfatare anche il mito delle spiagge sabbiose!

Ma torniamo alla Sardegna. Abbiamo organizzato una settimana vicino al golfo di Orosei e la seconda nel sud ovest della Sardegna ed è della prima che voglio raccontarvi.
La zona intorno ad Orosei è spettacolare per mare, spiagge e lunghe passeggiate. Il giusto compromesso per chi ama l’attività fisica, il trekking, ma vuole concedersi anche un bagnetto nel mare turchese della Sardegna!

Noi abbiamo alloggiato in una villetta dispersa nel nulla trovata su Airbnb, ottima sistemazione e soprattutto gentilissimo il proprietario Tomaso che ci ha accolti con un gigantesco cesto di prodotti della sua terra! Peccato fosse davvero un po’ isolata e di notte nel buio più buio anche noi avevamo un po’ paura!

La sistemazione si è però dimostrata ottimale per i nostri giretti!

  • Grotta del Bue Marino, super famosa! Noi però, per fare un po’ gli alternativi, l’abbiamo raggiunta partendo da Cala Fuili (vicino a Cala Gonone), con una camminata di meno di un’oretta (con Gio che aveva 3 anni) e arrivando all’entrata nord. DSCN0079Già solo lo scorcio delle scogliere e delle onde che si infrangono nelle insenature vale la passeggiata. La grotta si chiama così perché era il luogo dove le foche monache, ormai estinte in questa zone, andavano a partorire i loro piccoli. All’ingresso della grotta abbiamo trovato una bravissima guida-speleologa appassionata del suo lavoro; eravamo solo noi 3 e ci ha portato ad esplorare la grotta tra cunicoli e ampie stanze, raccontandoci aneddoti e storie che hanno lasciato a bocca aperta il piccolo Giorgio, lontani dalle orde di turisti che via mare raggiungono l’entrata principale (quella sud). Bellissima esperienza che consiglio!
  • Cala Luna, anche questa stranota, ma anche qui noi abbiamo deciso di guadagnarcela con un po’ più di fatica! DSCN0077Così siamo partiti di nuovo da cala Fuili, inerpicandoci su sentieri tra pini marittimi e rododendri, anche qui con viste mozzafiato sul golfo di Orosei e le sue scogliere. La gita è stata abbastanza lunga, circa 3 ore di cammino, con alcuni tratti poco ombreggiati, ma il bagno nel mare cristallino accaldati e un po’ affaticati è stato ancora più rigenerante! DSCN0147Dalla spiaggia principale ci si può poi inoltrare in calette un po’ più appartate, naturalmente scelte da noi, se non altro per la voglia di figlio e marito di inerpicarsi su rocce e insenature; io, con il mio pancino, li ho seguiti a nuoto!! Peccato che sulla spiaggia, meravigliosa, arrivino barconi di turisti (che mio figlio ha imparato subito a chiamare “pappamolli”!) e quindi, soprattutto nelle ore centrali, risulti un po’ affollata… per il ritorno abbiamo preso un gommone che in 15 minuti ci ha riportato a Cala Gonone e di qui con un pulmino al parcheggio dove avevamo lasciato la macchina.
  • Cala Goloritzè, partendo dall’altopiano del Golgo. Anche qui c’è un po’ da scarpinare, in discesa circa un’oretta, attraverso un bel sentiero che discende il canyon che conduce alla spiaggia, incontrando caprette e asinelli. DSCN0145La spiaggia è meravigliosa, circondata da guglie e archi di roccia e con un’acqua che sembrava quella della piscina! Peccato vedere i climbers risalire la famosa Aguglia, mangiandoci le mani per non avere l’attrezzatura dietro! Con i bimbi, magari un po’ stanchi dopo la camminata di andata e la giornata al mare, la salita (circa 500 m di dislivello) è abbastanza faticosa, meglio affrontarla quando il sole è un po’ più basso!
  • Anche se non è sul mare, vi consiglio di inoltrarvi nella zona del Supramonte (che io collego subito alla canzone di De Andrè!), con paesini sperduti e molto suggestivi, se non altro per le storie di banditi e rapimenti per cui è nota la zona. DSCN0095Da qui, consiglio la passeggiata verso il canyon di Gorropu che noi purtroppo non abbiamo raggiunto per calcoli di tempi sbagliati e perchè Giorgio quel giorno era veramente rompino! Il tratto percorso è comunque molto bello, in mezzo a querce e ulivi secolari, ma dicono che il canyon sia spettacolare!DSCN0106

Maremma Toscana: terme, piccoli Borghi e grandi Tarocchi

“Mamma ma quanto manca?” “Ginevra, siamo partiti da mezzora e dobbiamo fare un viaggio di 5 ore, mettiti l’anima in pace, durerà ancora un bel po’!” “oooooooh ma uffa papàààààà, nn potevi comprare un aereo???”

Inizia così il nostro Ponte del 2 giugno in Toscana: destinazione Saturnia e città del tufo. Ma dopo le fatidiche 5 ore di auto (che poi sono diventate 7 causa code autostradali) i bimbi arrivano entusiasti nell’agriturismo immerso nelle colline, osservano rapiti il gregge di pecore che ci sbarra la strada, fanno foto ai pulcini del cortile e ammirano i cavalli nel ranch di fianco. Hanno passato quasi tutta la giornata in viaggio ma bastano quei pochi attimi e una camera nuova tutta per loro per addormentarsi felici: “Mamma mi è piaciuta tanto questa giornata, abbiamo fatto una tappa lunga a giocare con la sabbia e abbiamo visto dei bellissimi animali”

Partendo dal presupposto che ogni viaggio piccolo o grande che faccio mi entusiasma esattamente come i bambini e che è ben difficile che un viaggio non mi piaccia perchè trovo che ogni destinazione e ogni esperienza sia una scoperta, un’avventura, un conoscere un pezzetto in più di mondo e un pezzetto in più di noi stessi, devo dire che questi 3 giorni in Maremma sono stati rigeneranti ed emozionanti. La zona si presta benissimo a vacanze anche più lunghe, ci sono davvero moltissime attività e moltissime località da visitare. Noi avevamo solo 3 giorni (che considerando il viaggio si riducevano a poco più di 2) e ci siamo accontentati di una piccola selezione: le terme di Saturnia, le 3 città del tufo e il Giardino dei tarocchi a Capalbio.

Terme di Saturnia: imageLa sorgente delle Terme di Saturnia nasce in un cratere vulcanico e scorre lungo un ruscello naturale (detto il Gorello) per circa 500 metri, dove un dislivello crea una cascata che lambisce un antico mulino, e forma a sua volta, una serie di piscine naturali scavate nella roccia su più livelli. E’ un posto splendido che merita assolutamente una mezza giornata e se avete la possibilità vi consiglio di andare in settimana: noi purtroppo eravamo in mezzo ad altre miliaia diimage persone e ovviamente l’atmosfera ne risente. I bimbi comunque hanno apprezzato tantissimo: fare il bagno in un fiume caldo, immersi nella natura e circondati da papaveri credo che sia il regalo più bello da fare ai nostri bambini!! Le cascate sono di libero accesso a qualsiasi ora del giorno e della notte, l’acqua è calda e solforosa (e moooolto puzzolente!!) per cui sconsiglierei di andare in piena estate se non nelle ore serali. Vicino alle cascate c’è un punto ristoro con docce e spogliatoi. Sono facili da trovare perchè ben segnalate e hanno un parcheggio enorme e gratuito a due passi.

imageCittà del tufo: sono Pitigliano, Sorano e Sovana, sono a pieno diritto inseriti tra i Borghi più belli di Italia, si trovano a pochi km l’uno dall’altra e non sono molto grandi quindi volendo si visitano tutti lo stesso giorno. Noi alloggiavamo in zona quindi li abbiamo visitati con calma verso sera fermandoci a cenare nei vari ristorantini tipici. Non ci sono grosse cose da visitare o da segnalare se non quella di perdersi tra i vicoletti e fermarsi continuamente a fotografare degli scorci stupendi di questo “Presepe a grandezza naturale”. “mamma queste stradine sembrano un labirinto e cercare un ristorante è come fare una caccia al tesoro”. Che bello ammirare le cose con gli occhi dei bambini!image

Giardino dei tarocchi: si trova a pochi km da Capalbio ed è un luogo magico in qui secondo me merita passare un paio d’ore. Mio figlio era convinto che fosse un parco giochi e temevo già nella scenata di delusione e invece entrambi hanno sentenziato: “mamma ma questo è molto meglio di un parco giochi!!!” Si tratta di un giardino in cui imageun’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, ha creato statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Lo stile è simile a quello del parc Guell di Barcellona, ma ancora più appariscente. Ovviamente il genere può piacere oppure no, ma credo che ci sia una folle genialità dietro a questa dedizione (l’artista ha impiegato più di 20 anni a realizzarle, tagliando a mano ogni singolo vetro e creando autonomamete ceramiche e altri materiali) e credo che in ogni caso meriti di essere visto.image

Per dormire io vi consiglio senza dubbio l’agriturismo: ce ne sono un’infinità, per tutti i gusti e per tutte le tasche. L’unico lato negativo è che dovete prepararvi a lunghi spostamenti in auto: le distanze non sono enormi, ma le strade sono strade di collina, strette e ricche di curve quindi la parola d’ordine è calma e lentezza… e comunque i panorami sono una piacevolissima distrazione!! Se avete qualche giorno in più dedicatelo alla zona costiera: ci sono spiagge sterminate e poco affollate e a pochi km trovate la zona dell’Argentario, la laguna di Orbetello e il lago di Burano. Anche per mangiare avrete l’imbarazzo della scelta, tra agriturismi, osterie, locande, cantine etc etc… per me è stata una vacanza favolosa anche dal punto di vista gastronomico..mai avuto così tanta scelta di verdure, legumi e zuppe!

 

Irlanda: quello che non dovete perdervi con i vostri bambini!!

L’Irlanda è  stato il nostro primo grande viaggio in 4, noleggio auto, prenotazione solo della prima notte e poi via all’avventura alla scoperta della meravigliosa isola di prati verdi, pecore, castelli e pub! È un tipo di viaggio assolutamente adatto alle famiglie anche con bimbi piccoli: gli irlandesi sono gentilissimi, ci sono ottime sistemazioni a buon prezzo (ostelli, guesthouse, airbnb…) e gli ampi spazi, la natura che fa da padrona e la storia che impregna ogni singola pietra rende la vacanza curiosa ad ogni età!

Essendo i bimbi piccoli noi abbiamo privilegiato i paesaggi, le scogliere, l’oceano e le attrazioni all’aria aperta…e in 2 settimane ne abbiamo visitato solo una minima parte; l’Irlanda tuttavia è anche storia, dai resti preistorici passando per i castelli medioevali, fino agli idrovolanti della seconda guerra mondiale, è  tradizione, è musica e molto molto altro!

Se però visiterete questa meravigliosa isola con i vostri bimbi, questi sono i posti che li lasceranno di sicuro a bocca aperta anche se un po’ meno battufi dai turisti tradizionali, parola di mamma!

  • il museo del Titanic a Belfast, nella città in cui fu costruito. Compierete un’esplorazione virtuale attraverso ogni singolo dettaglio del transatlantico più famoso del mondo immergendovi nei primi dei ‘900 con filmati, ricostruzioni perfette e testimonianze suggestive.IMG_3406
  • Giant’s Causeway, una fantastica formazione rocciosa composta da innumerevoli colonne esagonali di basalto su cui i vostri bimbi si divertiranno a saltare, in riva al mare. Intorno ci sono poi suggestivi sentieri da percorrere a piedi con viste mozzafiato su scogliere a picco sul mare!
  • Il Foynes Flying Boat Museum a Foynes costruito dove durante la seconda guerra mondiale atterrarono gli idrovolanti che collegavano il Nord America con l’Europa. IMG_3626Oltre a visitare un vero idrovolante anche qui ci sono filmati e attrazioni che ai bimbi piaceranno un sacco!

 

 

  • Le isole Aran, per me il posto più bello dell’Irlanda! Noi purtroppo abbiamo trascorso solo una giornata scegliendo l’isola di Inisheer, meno turistica, più piccola, bellissima. IMG_3555Se ci tornassi però  resteei qualche giorno girellando tra queste isolette piene di fascino, per godermi di più quella fantastica sensazione di tranquillità in un ambiente selvaggio, desolato, ma veramente suggestivo. Arrivati sull’isola abbiamo noleggiato delle bici e abbiamo pedalato per ore  sui sentieri fiancheggiati da muretti di pietra coperti d’edera. IMG_3538Ai bimbi piacerà di sicuro il relitto di Plassy, un cargo naufragato nel 1960 e scagliato sugli scogli. Naturalmentea quest’isola associo anche il ricordo delle decine di volte in cui ci siamo messi e tolti i k-way: pioggia, dopo 5 minuti sole, poi pioggia, dopo 3 minuti sole, poi pioggia, poi neanche una nuvola e dopo 2 minuti un acquazzone!!! Ma questa è proprio l’Irlanda!!!
  • I pescherecci ed i pescatori! Affascinanti le navi e affascinanti le storie di mesi di viaggi dei pescatori…Giorgio e il suo papà hanno avuto la fortuna di salire su un vero peschereccio una sera, mentre tutti si preparavano a ripartire verso l’immenso oceano per settimane di navigazione…IMG_3647IMG_3643
  • La penisola Beara e la minuscola Dursey Island collegata con la terraferma da una funivia un po’ traballante che oscilla a 30 m di altezza sul mare. IMG_3734L’isoletta si presta a belle passeggiate tra pascoli, mucche, pecore e poche casette sparse e  se si è fortunati si possono anche avvistare della balene nell’oceano; noi le balene non le abbiamo visto, ma in compenso ci ha salutato un gruppetto di almeno 5-6 delfini poco distanti dalla costa!IMG_3746 - Copia Dopo la giornata sull’isoletta noi abbiamo dormito ad Allihies un piccolo villaggetto con una lunga storia mineraria, ai confini del mondo. La birrra sorseggiata al tramonto sulle panchine dell’O’Neill’s pub con i bimbi che correvano felici lì  intorno è uno dei più bei ricordi della vacanza.
  • Mizen Head e la stazione di segnalazione dei primi del ‘900.  I bimbi potranno vedere da vicino come viveno i guardiani dei fari e come funzionava la stazione, ma il suo vero fascino sta nel senso di immensità  dell’oceano sconfinato sotto un cielo infinito. IMG_3850Per raggiungere la stazione si percorre un sentiero con scorci spettacolari e un ponte ad arco da cui si possono vedere simpatiche foche tuffarsi dagli scogli.

 

 

 

 

Questi sono solo alcune delle meraviglie irlandesi scoperte ormai un anno fa…naturalmente non posso raccontare di lunghe serate nei famosi pub irlandesi a sorseggiare Guinness, con i bimbi non è proprio l’ideale! Un pub e la sua musica tradizionale però ce lo siamo goduti: l’Oliver’s si trova a Cleggan, in un piccolo villaggio di pescatori nel Connemara, è  frequentato principalmente da gente del posto ed è specializzato in ottima cucina di pesce, consigliatissimo!

IMG_3477

 

Il sentiero dei forti…tra storie di soldati e fischi di marmotte

Abbiamo capito che l’estate non vuole ancora arrivare, ma noi, imperterriti, proseguiamo le nostre avventure in montagna!

Stamattina era prevista una “finestra” di bel tempo così,  saliti in macchina, abbiamo scelto la valle che prometteva meglio in quanto a squarci di cielo blu: valle Vermenagna!

Avevamo un debito con un facile sentiero tra i forti al confine con la Francia, facile gitarella, ideale per il tempo incerto. L’ultima volta che eravamo partiti per fare questa gita era il 7 settembre 2014…peccato che dopo 10 minuti di cammino mi si erano rotte le acque perché il piccolo Diego aveva deciso di nascere 15 giorni in anticipo!! E così  rieccoci, questa volta in  4!!

La valle Varaita non mi fa impazzire,troppi palazzi, impianti, turismo…la zona dei forti, a 2000 metri di altitudine, però,  ha il suo fascino, anche in giornate con nuvole e nebbia che ci hanno impedito di vedere gran parte del panorama.

2016-06-05-22-14-45-797250466

Si parte dal colle di Tenda e in 10 minuti si arriva già al forte Centrale: ai bimbi affascinano sempre i racconti di soldati, guerre, feritoie, agguati e sentinelle e qui ancora di più!

Da qui, si seguono le indicazioni per il forte Tabourde, in territorio francese, che si raggiunge percorrendo un ‘ampia strada sterrata con minimo dislivello (circa 230 m, 1,5-2 ore di cammino a passo di bimbo). Il panorama penso sia molto bello, noi non abbiamo visto quasi nulla!!Breve pic-nic  vicino al forte e poi via di corsa verso la macchina sentendo i primi tuoni… anche questa volta ritorno sotto la pioggia, mimando i soldati e sparando con fantastiche racchette-fucile: cosa non si inventa Paolo per far correre il piccolo Giorgio!

Gita così  così  per maltempo e mancanza di vetta, ma Giorgio che si è  addormentato dicendomi “è stata una bellissima giornata” vale molto di più!

 

Valle Ellero, una nuova scoperta tra i nuvoloni!

Questa mattina Paolo ha lavorato e il tempo, nonostante il cielo terso delle 8, è rapidamente peggiorato con l’arrivo di grossi nuvoloni neri. Ma la voglia di montagna, silenzio e un po’di sana fatica era tanta e così abbiamo deciso di scoprire una valle a noi quasi sconosciuta, la valle Ellero, sopra Mondovì.

20160602_122655

La meta scelta è  stato il rifugio Havis de Giorgio Mondovì (quota 1760 m), passeggiata molto facile sia per chi come noi aveva poco tempo sia per i bimbi alle prese con i primi trekking. Se avete una macchina non troppo bassa potete raggiungere il Pian Marchisa da cui parte un sentiero pianeggiante immerso in meravigliosi prati colorati. Quasi da subito si può vedere in lontananza il rifugio e questo è di grande aiuto per i nostri piccoli! Ultimo tratto un po’più faticoso, ma assolutamente fattibile anche per bimbi piccoli. In un’oretta si raggiunge tranquillamente la meta.

20160602_122648

Al rifugio abbiamo mangiato un’ottima polenta, mentre fuori iniziava a piovere e i nuvoloni ci impedivano di vedere le vette circostanti…questo ci costringerà a tornarci, magari per dormirci e fare l’anello con il rifugio Garelli!

20160602_120251

Ritorno correndo e mimando la guida di moto da cross per non infradiciarci troppo!

Volete sapere il bello di questa gita? Essendo così breve non abbiamo neanche dovuto scervellarci per inventare storie da raccontare a Giorgio…passeggiata molto rilassante e ogni tanto ci vuole anche questo!

20160602_123458

Lollo e il suo viaggio senza fretta

imageNon si viaggia solo per vedere posti nuovi. C’è chi viaggia per raggiungere qualcosa, chi per raggiungere qualcuno, chi per fuggire, chi per scoprire, chi per mettersi alla prova e chi per cambiare. E c’è chi nel viaggio vede tutte queste cose. Il viaggio è la migliore metafora della vita e come tale può assumere 1000 sfumature diverse.

imageOggi vorrei parlarvi, non di una mamma zaino in spalla, ma di un papà zaino in spalla e di suo figlio. Un figlio speciale. E di un viaggio speciale che hanno deciso di affrontare insieme. Lorenzo Cardone, detto Lollo ha 16 anni, è affetto da autismo e il suo grande viaggio lo affronta da una vita.  Grazie ad una innovativa cura (la ABA) sta notevolmente migliorando le sue capacità di relazione, sviluppando la caratteristica di ricordarsi nomi e parentele di chiunque gli diventi amico. Chi gli vive accanto, in primis suo papà Franco, sua mamma Elena e suo fratello Michele, ma anche tutti noi amici che abbiamo incrociato la sua strada, sa benissimo che quello che si appresta a fare non è nient’altro che l’esternazione di un viaggio interiore iniziato molto prima.image

Lollo è stato nominato dal suo Sindaco “Ambasciatore del Saluto” perchè la sua passione più grande è salutare le persone e tra 2 settimane partirà dalla sua Savigliano, con a fianco il suo papà, per attraversare il nord Italia fino a Montebelluna, paese di origine della nonna. Il viaggio è stato intitolato “un viaggio senza fretta” perchè prevede l’utilizzo di mezzi pubblici quali treno e pulmann, tante camminate (tant’è che padre e figlio si allenano quotidianamente) ma soprattutto avrà un ritmo dettato esclusivamente dalle esigenze di Lollo.

Ho scritto questo post perchè conosco Lollo e la sua famiglia e questo viaggio mi commuove e mi emoziona. Ammiro tantissimo suo padre per aver deciso di intraprendere questa avventura e ci tengo ad invitarvi tutti a seguirlo, (è stato creato un blog apposta: lorenzosenzafretta.blogspot.it) perchè il messaggio che questa esperienza ci porta è un messaggio di coraggio e di ottimismo: con la giusta calma si può arrivare ovunque, l’importante è non arrendersi, non avere fretta e seguire il ritmo del proprio cuore.image