I 3 incubi di una mamma in viaggio

Viaggiare è la cosa più bella che si possa fare e con i figli ancora di più. Ma, diciamocelo, non è sempre tutto rose e fiori e alcuni aspetti del viaggio che da fidanzatini sono semplici o piacevoli, con prole al seguito possono diventare veri e propri incubi. Quelli più ricorrenti sono 3:

IL VIAGGIO DI ANDATA: “il bello del viaggio non è la meta ma il percorso per raggiungerla” ECCO. Sicuramente chi ha scritto questa frase non ha mai viaggiato con bambini (o l’ ha usata soltanto come metafora). Sì, lo ammetto, è molto poetica e vera in 2. Ante-figli ero quella delle vacanze in moto di 200 km tutti i giorni, ero quella del “non prendiamo l’autostrada, godiamoci scorci e panorama (e questa idea da pazza furiosa mi ha fregato più volte e fatto attraversare vallate deserte, colli infiniti, sentieri che sulla carta sembravano brevissimi e alla fine Ulisse in confronto ha fatto una scampagnata!). Ma ora…ora siamo in 4 e i miei figli dopo circa 8 km da casa cominciano a chiedermi quanto manca e a urlare che no, proprio non ce la fanno più.image

Dopo 100 km ho già dato fondo ad una quantità di cibo sufficiente per un esercito (e l’esercito sembra davvero passato sui sedili posteriori), già fatto 14 giochi di parole, cantato 25 canzoni dello zecchino, raccontato 17 leggende e storie. Non esistono partenze intelligenti, perchè anche se viaggiamo di notte dopo una giornata trascorsa in piscina o montagna o bicicletta o altre attività che stancherebbero anche Ercole, loro dormono si e no mezzora. Tutti i viaggi che abbiamo programmato di notte con la speranza che loro crollassero sono trascorsi con il piccolo che sbraitava come un pazzo e noi che arrivavamo a destinazione ridotti a zombie. Quindi, no, l’importante è la meta e fa che ci si arrivi il prima possibile.

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ANDARE IN BAGNO: usare i bagni pubblici è sempre stato odioso e credo sia l’unico motivo per cui io possa invidiare il sesso maschile. La differenza è che quando non ero mamma ero capace di tenere anche dal mattino alla sera, ho fatto giornate sugli sci in cui ho rischiato la disidratazione e i calcoli renali piuttosto che affrontare un bagno pubblico sudicio con tuta da sci e scarponi. Da quando ci sono i miei bambini invece le toilette sono diventate parti integranti  dei nostri viaggi. A casa bisogna litigare e minacciare per convincerli a fare pipì, ma appena si va in giro potete stare cerrti che a loro scapperà più o meno ogni 30 minuti e voi potrete stilare una mappa dei bagni pubblici di ogni città visitata. E ovviamente vi renderete conto che i bambini non hanno minimamente il senso del disgusto: tu entri in un bagno che emana odori indescrivibili e sul pavimento liquidi non ben definiti fanno da location a party tra germi e batteri e con vocina stridula scandisci bene la parole “mi raccomando non toccate niente”, ma mentre sbottoni i pantaloni alla femmina, il maschietto già sta gattonando e strisciando sul pavimento incurante del fatto che a te sta per venire un attacco di panico.

LE CENE FUORI

Thailandia

Io sono una fan delle vacanze enogastronomiche. Per me ogni viaggio presuppone il provare la cucina locale, i prodotti tipici e il sorseggiare un buon vino della zona. Cosa c’è di meglio in vacanza di scovare localini romantici, piccoli, particolari e rilassarsi senza dover cucinare e pulire? Ora, invece delle luci soffuse e gli angoli romantici, preferiamo i grandi spazi (se sono all’aperto con qualche gioco ancora meglio e se sono chiassosi sono perfetti, perchè nel silenzio tutti sentirebbero le urla dei miei figli e noterebbero il fatto che si puliscono la bocca sporca di sugo nella camicia bianca appena indossata (ma dai, è di stoffa come il tovagliolo del ristorante come si fa a non confondersi!). Ma la cosa che odio di più in assoluto sono i famosi “menù bimbi”. Possibile che se io decido di cenare fuori con i bambini, devo scegliere tra porzioni (e prezzi)esagerate  di piatti tipici o porzioni ridotte soltanto di cibi fast food? Va bene una sera, ma se sono in viaggio, i miei figli dovrebbero mangiare tutte le sere pasta al pomodoro, patate fritte e hamburger o cotoletta? Va bene ristoratori, vi svelo un segreto: sarà che faccio la dietista di lavoro, sarà deformazione professionale, ma i miei figli mangiano carote zucchine pomodorini e tante altre verdure; davanti ad una macedonia impazziscono più che davanti a un gelato industriale e mangiano pesce anche se non è ricoperto da 12 cm di impanatura. Posso sfidarvi a creare un menù bimbi più salutare?

Ovvio che a questi lati negativi si contrappongono una serie infinita di sensazioni magiche che solo quei due piccoli selvaggi mi han fatto conoscere, ma volevo farvi sorridere e capire che le difficoltà in viaggio ci sono, che è faticoso e a volte disarmante, ma basta riderci sopra! E voi? Avete altri aspetti negativi da aggiungere?

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