Arrampicata su roccia…e i bimbi si trasformano in scimmiette!

L’arrampicata è la grande passione di mio marito Paolo, tanto che il suo primo messaggio, 9 anni fa, è  stato: “Domani ti va di mettere le mani sulla roccia?” (e lasciate perdere i doppi sensi, lui intendeva proprio la roccia roccia!)… Naturalmente quella volta rifiutai, non potevo giocarmi il mio primo appuntamento cosi, con la mia imbranataggine! Ma dopo poco la passione divenne anche la mia ed è ancor oggi un altro bel modo di vivere la montagna! In realtà scrivo oggi questo post perché  ieri, dopo più di 5 anni, ho finalmente di nuovo arrampicato, con Paolo e Giorgio ( e Diego che girellava lì intorno!) e ne sono proprio felice! Potrei dire  che è  l’ unica cosa a cui ho rinunciato diventando mamma, il resto, magari in modo diverso,  l’ho continuato a fare e le mie passioni le ho coltivate anche con i bimbi; ma l’arrampicata prima era troppo rischiosa e poi troppo difficile da organizzare o forse mi andava di dare la precedenza ad altro! Ieri ne avevo proprio bisogno, avevo la necessità di essere io, la roccia e le mie ansie e devo dire che mi è servito!

Arrampicare è terapeutico e se fatto provare ai bimbi in un certo senso anche educativo!

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Partiamo da una precisazione: per arrampicata io intendo quella su roccia, in mezzo alla natura, con gli insettini che vai a disturbare lungo una via. Lo so, non tutti sono fortunati come noi a Cuneo che in 10 minuti troviamo già una palestra all’aria aperta però  per me è  tutta un’ altra cosa. E già questo è  bello per i bimbi, come qualsiasi avventura in montagna anche questa è un’esperienza all’aria aperta, genuina, dove la natura li  circonda e li allontana da rumori e velocità.

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I bimbi, rispetto ad un adulto salgono con molta più facilità,  un pò perche più incoscienti, ma anche perché arrampicando siamo soli con noi stessi, con le nostre paure, con i nostri pensieri e i bimbi sono ancora “liberi” da tutto questo…e l’ affrontare una salita, seppure ben assicurati dalla corda e dalle forti braccia del papà,  aggiunge un tassellino nel farli crescere sicuri di loro stessi. Lì  sei tu, la roccia, le piccole prese che devi trovare magari con difficoltà,  la forza delle tue gambette e sotto mamma e papà che ti incitano, ma lì sei solo tu!

E poi arrampicare per  i bimbi è proprio divertente! E più  della salita, la discesa in cui Giorgio si diverte a farsi calare sospeso nell’ aria!

Ora il problema è  trovare dei posti con monotiri e un  prato che permetta all’altro puffetto di correre e scoprire  senza rotolare giù  o farsi male… noi ieri siamo andati in valle Po, ad Oncino ed è una buona soluzione…altre palestre carine anche per bimbi sono a Vernante o a Sant’Anna di Vinadio. Qualcuno ne ha altre da suggerirmi per i prossimi weekend?

Amaca e cicale…la meravigliosa lentezza di una vacanza in Grecia

DSCN0860La Grecia per me è sinonimo di lentezza, riposo e profondi respiri di aria di mare…ci tornerei ogni anno, anzi quest’anno mi son frenata nel cliccare un nuovo volo per un’isola greca solo per far fede all’”obiettivo risparmio” in previsione del prossimo grande viaggio!

La Grecia è prima di tutto MARE, le sue centinaia di isole offrono spiagge che nulla hanno da invidiare a Caraibi o Maldive, soprattutto molto più incontaminate, vere, meno turistiche! In base alla zona si possono trovare spiagge di ogni genere, ma anche la stessa isola può offrire mare per tutti i gusti…l’ultima visitata è stata Cefalonia e veramente mi è rimasta nel cuore. Percorrendo poco più di 50 km si passa da scogli, a ciottoli bianchi, a sabbia dorata, a sabbia rossa… e non è difficile incontrare qualche capretta o asino che spunta da dietro un pino, per la gioia dei più piccoli!

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Io adoro la CUCINA greca: è fresca, genuina e mediterranea nel vero senso del termine! Ogni volta mi faccio delle scorpacciate di insalata greca, fantastica!! E poi pesce, pesce, pesce! A Cefalonia, sulla spiaggia di Porto Atheras c’è un fantastico ristorantino dove i pescatori sorseggiano ouzo e si possono mangiare dei calamari fritti buoni da far piangere (naturalmente scalzi e a pochi metri dal mare, in una spiaggia quasi deserta!).

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Ogni isola della Grecia ha la sua storia e questo aggiunge ulteriore fascino a questi paradisi di pace! Cefalonia è nota per lo sterminio dei nostri soldati nell’ultima guerra e nelle pinete percorse passeggiando sembra di sentire ancora spari, urla e cuori coraggiosi di una storia ancora recente e da non dimenticare , Skopelos DSCN2638è costellata di monasteri sperduti e raggiungibili solo con ore di cammino su sentieri a picco sul mare, Creta è caratterizzata da una miriade di resti dell’antica cultura ellenica, il vero cuore della Grecia…e nell’ultimo viaggio si sono anche aggiunte le piccole-grandi storie di un popolo piegato da un’economia in piena crisi e spaventati da un futuro tanto incerto.

Per me la Grecia è anche il meraviglioso verso delle cicale e il sentirle dondolandomi su comode amache all’ombra di un ulivo…

Questo è solo un assaggio, tornerò a parlarvi delle isole che abbiamo visitato con i bimbi e a cercare di convincervi a partire al più presto!

Se però avete in programma di raggiungerle nei prossimi mesi voglio consigliarvi due sistemazioni veramente carine, semplici e comode.

A Skopelos abbiamo soggiornato a Limnonari, direttamente sulla spiaggia di una piccola baia, con il rumore delle onde che ci svegliava la mattina e comunque poco distante dalla città principale. La sera nella taverna sottostante cucinano ottimo pesce ma soprattutto il proprietario suona e canta … (tranquilli, non fino a tardi!)

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Invece a Cefalonia siamo stati l’intera settimana a Villa Forestata, vicino a Lixouri, un posto veramente bello, con una vista spettacolare, ma soprattutto dove ci siamo sentiti come a casa. La proprietaria tutte le mattine prepara deliziose colazioni, con frutta, verdura, formaggio, uova, olive, brioches, marmellate fatte in casa, pane, succhi e naturalmente il favoloso yogurt greco!

 

Napoli: “mangia, prega, ama”

Chi di voi ha visto il film con Giulia Roberts “Mangia, prega, ama”? Racconta di una donna in viaggio da sola verso l’Italia, dove conosce i piaceri della tavola (mangia), l’India dove si dedica alla preghiera e alla meditazione (prega) e Bali, dove riscopre l’amore (ama). La parte italiana è stata girata a Napoli e Roma: beh, io a Napoli ci sono stata e secondo me le tre esperienze si potrebbero vivere tutte lì.

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MANGIA. non c’è nemmeno bisogno di spegarlo: pizza, sfogliatelle, pastiera, babà, alici fritte, friarielli e per concludere il caffè… A Napoli non si può stare a dieta. Napoli è cucina, è piacere del cibo, è stare a tavola insieme. La prima cosa che ho raccontato ai miei figli della città che ci apprestavamo a visitare è stato proprio l’invenzione della pizza Margherita e il fatto che a Napoli si mangiasse la pizza più buona del mondo: loro mi hanno strappato la promessa che avremmo mangiato la pizza tutti i giorni ed è inutile dire che non mi è proprio dispiaciuto mantenerla!!

PREGA. Napoli e la religione sono due cose che proprio è impossibile scindere. Ci sono chiese ovunque, ad ogni angolo e San Gennaro è rappresentato e nominato continuamente: è stata definita la città delle 500 cupole perchè tante sono le chiese sparse tra le vie. Non si può non visitare il Duomo con il suo tesoro di San Gennaro, la Basilica di San Francesco di Paola che incornicia la splendida Piazza del Plebiscito, la Basilica di Santa Chiara con il suo magnifico chiostro, la Certosa di San Martino, la Cappella di San Severo con il Cristo Velato. Sono tutte facilmente raggiungibili e piacciono molto ai bambini, soprattutto Santa Chiara e San Martino per il loro chiostro che si presta a corse giochi e nascondino (attenzione però alla moltitutine di stanze con doppi ingressi perchè è facilissimo perdersi di vista: a noi è successo con Ginevra e anche se il tutto è durato pochi minuti lo spavento è stato notevole!!)

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AMA. Perchè come si può non amare Napoli? Dicono che Napoli o la ami o la odi e io in realtà temevo di odiarla: caotica, sporca, sregolata, pericolosa (dicono). Ma poi…poi l’ho visitata, scoperta, esplorata e amata. Napoli ti conquista con impeto, trasporto e passione, come un amante che non ti aspetti ed è per questo che i Napoletani hanno un tale senso di appartenenza per la loro città, un legame che rasenta il fanatismo: quando sei lì, quando la vivi, la respiri, la fai tua non puoi che dar loro ragione. Perchè è solare, perchè è ricca di storia, perchè è festaiola, perchè appaga i sensi, tutti quanti! I miei bimbi l’hanno apprezzata moltissimo sarà anche per via dell’affetto che i Napoletani mostrano sempre verso i bambini, dal più giovane al più vecchio, non fanno mai loro mancare una parola, un gesto, un saluto che li fa sentire speciali e benvenuti.

I BABY CONSIGLI UTILI:

  • Come base per dormire consiglio zona Plebiscito o via Toledo perchè sono i punti più centrali e meglio serviti come mezzi. Da li si arriva ovunque in brevissimo tempo.
  • La metropolitana a Napoli non è solo un mezzo ma una vera e propria attrazione che i bambini adoreranno. Non perdetevi la Stazione di Toledo, Università e Garibaldi
  • Non perdetevi la Galleria Borbonica. Le guide sono fantastiche, fanno il loro lavoro con una passione lodevole e le due ore di visita sono una lezione di storia e di umanità che tutti dovrebbero ascoltare… per non dimenticare! Mia figlia ha solo 5 anni ma ha ascoltato rapita ogni parola e ancora oggi dice che la cosa di Napoli che le è piaciuta di più è stata la “caverna”
  • Dedicate a Napoli almeno 3-4 giorni e se non vi fermate oltre rimandate ad un’altra occasione i dintorni tipo isole, Caserta o Pompei: con i bambini è meglio prevedere ritmi rilassati e tempi dilatati e Napoli è talmente bella che sarebbe un peccato vederla solo in superficie. L’unica soluzione se non si ha molto tempo è tornarci presto! Noi infatti ci siamo stati a Capodanno (che tra lepresepi righe consiglierei come periodo migliore per visitarla!) e non appena tornata a casa ho deciso che le vacanze estive quest’anno non potevano che essere in Campania!

 

Barca a vela con i bimbi, si può!

Barca a vela con i bimbi, non è una follia! E’ una magnifica esperienza di ritmi lenti, silenzio (quando dormono!!!), mare…

La nostra vacanza in barca a vela risale al 2012, quando Giorgio aveva poco più di un anno; una fantastica settimana lungo le coste del nord della Corsica anche per noi che al mare preferiamo le nostre montagne!

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Alcuni consigli per chi sta pensando ad una vacanza in barca a vela con i bimbi:

  • Non siete fuori di testa o genitori sconsiderati, anche se sicuramente qualcuno ve l’ha già detto!! Con qualche accortezza è una vacanza assolutamente sicura e a misura di bambino, di tutte le età! Giorgio e l’amichetto Kris avevano poco più di 1 anno, ma non ricordo vacanza più rilassante di questa!
  • Procuratevi una rete, tipo quelle verdi da giardino, noi appena arrivati l’abbiamo fissata lungo tutto il perimetro della barca e al pericolo di tuffi inaspettati in acqua non abbiamo più dovuto pensare per l’intera vacanza!
  • Per bimbi un po’ più abitudinari che fuori dal letto di casa faticano a dormire, non c’ è problema!CIMG2898 Giorgio non ha mai dormito tanto come in quella settimana, complice l’aria di mare, i giochi nell’acqua e soprattutto la culla delle onde!

 

  • Maglietta-mutina di quelle che si trovano alla Decathlon e che non tengono troppo caldo, proteggono dal sole e si possono usare anche in acqua. DSCN2181E poi assolutamente protezione 50! Le ore al sole sono veramente tante e non sempre in quelle più calde si riesce a farli dormire in cuccetta (dove tra l’altro fa più caldo ancora!!).
  • Braccialettini per il mal di mare, non si sa mai! Per gli adulti, io ho scoperto di soffrire il mal di mare proprio durante questa vacanza e ho messo i cerotti di Scopolamina (dietro l’orecchio), un’invenzione fantastica! Si può fare il bagno, li sostituisci ogni 3 giorni e veramente sono molto efficaci senza(almeno per me!) effetti collaterali.
  • Tempi lenti e un po’ di vita da mare… con i bimbi non si può pensare di navigare tutto il giorno anche se per gli appassionati di vela non è un’idea malvagia!! Così spiaggette deserte o un angolo di mare turchese può essere l’occasione anche solo per un castello di sabbia o un tuffo rinfrescante.
  • Ultima cosa: non per forza una settimana in barca a vela è una vacanza costosa! Noi avevamo l’amico con la patente nautica (e questo fa molto!) però in 6 adulti e 2 bimbi, con una barca di 11 metri abbiamo speso 1200 euro di noleggio in luglio. Facendo una bella scorta di cibo alla partenza, evitando il più possibile di usare il motore e dormendo in rada in qualche bella caletta silenziosa è stata una vacanza veramente economica.DSCN2233

E allora, cosa aspettate a mettere al vostro bimbo il cappello da marinaio??

Pezzi di cuore sparsi per il mondo

Da piccola non viaggiavo: vivevo in un minuscolo paesino pavese dove ci si conosce tutti e il massimo dei miei viaggi era andare dai parenti materni in Piemonte, o al mare in Liguria o in colonia sull’Adriatico. Poi mi sono trasferita. In Piemonte ci sono andata a vivere, lasciando pezzi di cuore in quel minuscolo paesino. Tanti pezzi di cuore, grandi, che mancano tanto e spesso. Ma sono cresciuta e il mio cuore ha ricostruito un equilibrio, allargando l’orizzonte e accorciando le distanze che da bambina mi sembravano così grandi. Poi le mie sorelle si sono iscritte all’Università a Genova e allora altri pezzi di cuore hanno preso il largo e il mio piccolo mondo ha iniziato ad espandersi ulteriormente e forse proprio lì ho iniziato ad amare i viaggi, perchè se il mondo lo esplori, lo conosci, lo assapori, la sua grandezza si ridimensione e le sue distanze fanno meno paura. Ma poi arriva il 2010 e una mia sorella va in Australia. E ci rimane. imageStavolta il pezzo di cuore che si stacca è un macigno e va dall’altra parte del mondo e allora come si fa ad accorciare tali distanze; come fanno tali distanze a far meno paura?? Sono passati 6 anni. Lei si è innamorata, sposata, ha avuto una bellissima bambina, un bellissimo bambino e ora ne è in arrivo un terzo. Io devo ancora conoscere il secondo e sento tutti questi pezzi di cuore allontanarsi da me: perchè quando si diventa mamma l’amore per i figli ci cattura a tal punto da non sentire nient’altro, ma diventare zia, quando per tua sorella provi un amore cosi sconfinato, non è così diverso e nemmeno meno intenso. Non so perchè vi racconto tutto questo, non so se è in tema con il blog o se voi avete davvero voglia di leggere i miei sfoghi…ma ieri l’altra mia sorella ha prenotato un volo per l’Australia. Sola andata. Per 1 anno dice lei: e forse è vero. O forse no. Ma di certo c’è un altro pezzo di cuore che prende il largo, grosso come un icebergimage e io non so più come mettere insieme i pezzi. Ho perso il mio equilibrio e penso che il mio mondo da piccolo piccolo si è fatto smisurato. E io mi ci sto perdendo dentro. E penso che d’ora in poi il mio amore per i viaggi crescerà ulteriormente perchè non è più passione, è bisogno. Per accorciare le distanze e allargare orizzonti e aprire la mente. Ma più che altro per andare a cercare i miei pezzi di cuore.


imageRaccoglierli ad uno ad uno. Perchè ne ho bisogno. Perchè mi mancano. E perchè a me queste distanze continuano a fare paura.

Ferrara e Comacchio: un week end da fare in bici!

Finalmente la primavera si fa sentire: alberi fioriti, sole, aria tiepida e le giornate si allungano. A me viene voglia di stare sempre fuori e ovviamente di andarmene in giro! L’anno scorso in questo periodo siamo stati a Ferrara e Comacchio che secondo me incarnano in pieno il concetto di week end primaverile fuori porta. Perchè? Primo perchè sono bellissime, entrambe: da vedere, da vivere e assaporare lentamente, con la lentezza, la pace e l’entusiasmo dei bambini. Niente corse, niente tabelle di marcia, niente ricerca spasmodica di monumenti, musei e chiese. Ovvio ci sono alcune cose da non perdere, ma il modo migliore per amare queste due mete è perdersi tra le vie, tra le stradine, passeggiando o ancora meglio in sella ad una bici. I giardini bellissimi di Ferrara, via Mazzini con i suo mille ombrelli via Mazzinicolorati e sospesi nell’aria, il Castello, le mura, le Valli di Comacchio, i fenicotteri, i canali e le barchette…bastano 2-3 giorni per staccare completamente la spina dal solito tran tran e innamorarsi di questi posti.

1 giorno intero va dedicato a Ferrara. Per la visita della città con i bambini vi consiglio la caccia al tesoro ideata da Valentina di The Family Company: si divertiranno tantissimo e cammineranno senza lamentarsi! Se riuscite fate poi il giro delle mura in bicicletta: Ferrara è il regno delle bici ce ne sono tantissime, le usano tutti, adulti, bambini, anziani e sono proprio il mezzo migliore per vivere questa città (e per farla amare ai piccoli di casa). Meritano anche i parchi cittadini, ricchi di fontane, fiori e soprattutto giochi e intrattenimenti come Parco Massari e Parco Pareschi.

meritato relax

Il 2° giorno dedicatelo a Comacchio e alle sue Valli: il centro è piccolino, si visita tranquillamente in una mattinata, è una piccola Venezia e vi consiglio di non perdervi un giretto sui canali con  le tipiche barchette comacchiesi che a differenza delle gondole veneziane trasportano i turisti gratuitamente. Fermatevi a pranzare in uno dei tanti localini all’aperto (vorrete mica perdervi la piadina??) e poi via sulle bici ad esplorare le Valli con  le saline, i suoi fenicotterile Vallie i vecchi i casoni di pesca. Questa gita vi permetterà di immergervi in una natura incontaminata a pochi passi dal mare e dalla frenesia delle città. Sarà una vera pausa rigenerante per lo spirito da assaporare con i vostri pargoli.

Se vi avanza una mezza giornata vi consiglio un’escursione in barca tra le Valli o anche verso il Delta del Po:gita in barca

i bambini adorano le barche ed è un altro modo per ammirare questa natura in tutta la sua magia rallentando i ritmi e dimenticando tutto il resto. Avrete l’occasione di esplorare spiagge selvagge, mangiare sulla barca e buttare gli avanzi ai gabbiani che arrivano in branco. I più piccoli ne saranno entusiasti! Le partenze sono a Porta Garibaldi, pochissimi km da Comacchio.

Non so se è un caso, ma in questo viaggetto i miei bimbi sono stati bravissimi, entusiasti e felici di ogni cosa e qui più che mai ho continuato a pensare che il posto migliore per crescere i figli…sia in viaggio!!!

 

I Percorsi Occitani…risalendo la Valle Maira

La valle Maira è la mia preferita … la si risale per una stretta strada tortuosa fino ad arrivare alla meravigliosa Rocca Provenzale. E’ una valle chiusa, stretta e soprattutto selvaggia e anche oggi in cui la ricettività sta aumentando velocemente, il fascino resta la sua autenticità (consiglio di vedere il film “Il vento fa il suo giro”, da un’idea della vita in questa valle se non oggi, fino a pochi anni fa).

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Noi la frequentiamo spesso: in inverno è il regno dello scialpinismo con buonissime piole in cui fare merenda sinoira dopo le gite, d’estate offre la possibilità di fare trekking o arrampicata su roccia.

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Per chi ha voglia di fare un trekking di più giorni, invece, consiglio i Percorsi Occitani. Si tratta di sentieri che ripercorrono le antiche mulattiere che risalivano la valle Maira su entrambi i versanti, collegando antiche borgate, spesso altrimenti inaccessibili. Attraverso 18 tappe (anche un po’ personalizzabili con i bimbi) si può percorrere tutta la valle scoprendo angoli di vita rurale con una meravigliosa lentezza distante anni luce dal nostro mondo frenetico! E poi la valle Maira è anche nota per le numerose cappelle ed i bellissimi affreschi al loro interno, soprattutto nella zona di Elva.

Sono stati due i mini trekking sui Percorsi Occitani che per ora abbiamo fatto.

Il primo nell’aprile 2012, Giorgio aveva 11 mesi per cui l’abbiamo portato praticamente sempre sullo zaino. Eravamo con un’altra coppia di amici con bimbo di poco più di un anno e abbiamo deciso di compiere il percorso in discesa, partendo da una piccola borgata chiamata Parrocchia (sopra Marmora), con due tappe al rifugio Palent e poi al Rifugio Margherita.

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Il primo tratto è relativamente breve ed il rifugio Palent è molto carino, le camerate sono confortevoli e calde e soprattutto il signor Matteo con figlio e nipote sono veramente molto accoglienti. La sera, dopo una cena abbondante e genuina, abbiamo chiacchierato a lungo con loro sorseggiando il buonissimi genepy di loro produzione. Il giorno successivo la camminata è stata abbastanza lunga, ma purtroppo ad aprile non tutti i punti tappa erano ancora aperti e così siamo arrivati fino al rifugio Margherita, che sorge sopra San Damiano Macra, tra i boschi che settant’anni fa hanno visto correre, combattere e nascondersi i partigiani.

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Si tratta di un rifugio non gestito (tanto che noi avevamo preso le chiavi a Tetti di Dronero e fatto rifornimento di viveri a Celle Macra) sicuramente molto meno accogliente rispetto a quello della notte precedente, soprattutto per il freddo!! Per fortuna c’erano un bel po’ di coperte (un po’ impolverate, però..) e di nuovo è untile il grande abbraccio di faniglia! In giorno dopo abbiamo proseguito il percorso tra fitti boschi arrivando fino a località Tetti di Dronero, dove avevamo lasciato l’altra macchina …

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L’esperienza è stata bella, anche per quel pizzico di avventura e di incognito che accompagna sempre le nostre vacanzine in montagna. I sentieri sono ben segnati, larghi e facilmente percorribili.

La seconda esperienza è stata l’anno scorso, a inizio maggio 2015. Questa volta eravamo solo noi,ma essendosi aggiunto Diego, il peso dello zaino era decisamente maggiore e poi Giorgio doveva per forza camminare. Abbiamo percorso l’altro versante, risalendolo da borgata Pagliero di San Damiano Macra fino a Stroppo. L’idea era di arrivare fino a San Martino di Stroppo, ma questa volta abbiamo trovato i percorsi molto più impegnativi e molto più lunghi rispetto a quanto indicato sul sito (nonostante noi tendiamo sempre a stimare tempi doppi rispetto a quelli indicati).

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Il primo giorno abbiamo sbagliato pure la strada, percorrendo quasi un’intera vallata laterale per poi scoprire che eravamo del tutto fuori dal percorso … immaginatevi il mio sconforto, soprattutto per il piccolo Giorgio che camminava già da almeno 4 ore! Per fortuna abbiamo trovato un signore giunto lassù per raccogliere ortiche selvatiche che ci ha riportato fino all’incrocio che avevamo sbagliato (avevamo percorso quasi tutto il vallone del Droneretto e abbiamo scoperto che è un errore abbastanza comune, quindi in questa zona, state attenti alla segnaletica e munitevi di cartina!!) … Di lì la voglia di proseguire la nostra avventura ed il desiderio di Giorgio di dormire in un rifugio ci ha portato a ripartire, arrivando alla Locanda del Silenzio di Camoglieres quasi alle 20…

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Giorgetto quel giorno ha camminata 8 ore effettive (più di 1000 m di dislivello in salita!) e ancora oggi mi sento in colpa!! Nonostante questo, ha ancora avuto l’energia di saltare per un’ora sui letti…i bimbi hanno veramente un’energia illimitata!! La locanda del Silenzio è un alberghetto che ha a disposizione anche una camerata con letti a castello, riscaldata e con bagno pulito e meno costosa delle camere doppie. Cena sbranata per la fame e la stanchezza … il giorno successivo il percorso doveva essere un po’ più breve, ma comunque abbiamo scarpinato di nuovo per quasi 7 ore su sentieri con panorami spettacolari, ma secondo me un po’ esposti per i bimbi. La cosa più bella di questi percorsi è attraversare un sacco di borgate sperdute, che altrimenti non incontreresti mai, alcune abbandonate, altre abitate da persone lontanissime dai ritmi cittadini, con visi solcati da profonde rughe e mani nodose per il lavoro della terra quotidiano.

E poi arrivare, stanchi ma felici a Morinesio, isolati dal mondo e rigenerarci in un monolocale in una vecchia casa ristrutturata, di quelle con i tipici tetti in lose, con ad accoglierci un magnifico cesto con ogni ben di Dio per merenda, cena e colazione, tutto naturale, genuino e preparato personalmente dai proprietari (Alpes d’Oc). Ci hanno anche lasciato delle marmellate di piccoli frutti fatte da loro e, nonostante il peso dello zaino, non abbiamo resistito a portarcele a casa!! Il terzo giorno abbiamo deciso di scendere fino a Stroppo (un paio d’ore andando tranquilli) dove ci aspettava lo Sherpa bus, comodissima navetta che ci ha riportato fino alla macchina (ma per chi vuole permette di raggiungere l’intera valle o anche solo di portare zaini e bagagli!)

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In conclusione… consiglio a tutti gli amanti del trekking di percorrere questi meravigliosi sentieri pieni di storia, di mistero e di panorami mozzafiato! Chiaramente ci vuole un po’ di organizzazione, gambe allenate e forse è più adatto a bimbi dai 7-8 anni in su… sicuramente la prima esperienza si prestava maggiormente ad un trekking con bambini. Purtroppo (o per fortuna) per ora questi sentieri sono percorsi soprattutto da tedeschi o francesi che amano questo tipo di vacanza, ma provatela anche voi, non ve ne pentirete!!!

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Prima gita della stagione: Monte San Bernardo da Valmala

Questo weekend avevamo proprio bisogno di montagna, di aria pura, di sole, di cielo e di natura … sono giorni un po’ “strani” per me ed ero certa che la montagna sarebbe stata la terapia migliore.

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La neve dalle nostre parti impedisce ancora gite in alta montagna, così abbiamo scelto di raggiungere il Monte San Bernardo, gita facile, anche per chi ha bimbi che non camminano tanto. Noi siamo partiti dal Santuario di Valmala (valle Varaita) e sono circa 300m di dislivello, ma volendo il dislivello raddoppia partendo da Roccabruna in valle Maira.

 

La gita, abbastanza corta rispetto al solito, ci ha anche permesso di sperimentare la voglia di camminare del piccolo Diego che con i suoi 20 mesi e le sue coscette cicce ha trotterellato per quasi tutta la discesa, crollando poi addormentato sullo zaino nell’ultimo tratto.

Perché secondo me questa gita è adatta soprattutto ai bimbi?

  • Innanzi tutto è relativamente breve e si possono scegliere vari sentieri per la salita, da quello asfaltato (che noi per principio evitiamo sempre!) a quello ripido e un po’ più diretto; quindi veramente può essere una delle prime gite da proporre ai bimbi per introdurli alla montagna
  • Si arriva ad una grande croce con tanto di diario di vetta. In genere con Giorgio questo è uno stimolo per superare la fatica della salita!20160515_125338
  • A poca distanza dalla cima c’è il punto di partenza per i parapendii e questa è una fantastica attrazione per i nostri bimbi!20160515_131508
  • Per i cuneesi, ma non solo, c’è una panorama mozzafiato che va dalla pianura fino alle montagne della Valle d’Aosta!

 

 

 

 

E poi ci sono un sacco di rocce e roccette su cui arrampicare, la passione più grande per Giorgio e, da ieri, abbiamo scoperto anche del piccolo Diego!

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Ogni tanto leggo richieste di consigli su posti in montagna con attrazioni e attrezzature per bimbi … sarà che sono un po’ “selvaggia” come le valli che frequentiamo, ma per me il massimo divertimento per i nostri piccoli è poter correre a perdifiato in un prato con l’erba che fa il solletico alla pancia o vederli con le guancette rosse che si arrampicano su tutti i massi che incontrano o ancora che giocano con l’acqua delle “vasche da bagno, lasciate nei prati per far bere gli animali” (cit. il mio adorato Niccolò Fabi). Non servono giostre, gonfiabili o altro! E ogni domenica mi stupisco per quanto basti poco ai miei figli per essere felici e quanto più sereni e rilassati siamo tutti e quattro la sera rientrati a casa dopo una giornata così!

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I 3 incubi di una mamma in viaggio

Viaggiare è la cosa più bella che si possa fare e con i figli ancora di più. Ma, diciamocelo, non è sempre tutto rose e fiori e alcuni aspetti del viaggio che da fidanzatini sono semplici o piacevoli, con prole al seguito possono diventare veri e propri incubi. Quelli più ricorrenti sono 3:

IL VIAGGIO DI ANDATA: “il bello del viaggio non è la meta ma il percorso per raggiungerla” ECCO. Sicuramente chi ha scritto questa frase non ha mai viaggiato con bambini (o l’ ha usata soltanto come metafora). Sì, lo ammetto, è molto poetica e vera in 2. Ante-figli ero quella delle vacanze in moto di 200 km tutti i giorni, ero quella del “non prendiamo l’autostrada, godiamoci scorci e panorama (e questa idea da pazza furiosa mi ha fregato più volte e fatto attraversare vallate deserte, colli infiniti, sentieri che sulla carta sembravano brevissimi e alla fine Ulisse in confronto ha fatto una scampagnata!). Ma ora…ora siamo in 4 e i miei figli dopo circa 8 km da casa cominciano a chiedermi quanto manca e a urlare che no, proprio non ce la fanno più.image

Dopo 100 km ho già dato fondo ad una quantità di cibo sufficiente per un esercito (e l’esercito sembra davvero passato sui sedili posteriori), già fatto 14 giochi di parole, cantato 25 canzoni dello zecchino, raccontato 17 leggende e storie. Non esistono partenze intelligenti, perchè anche se viaggiamo di notte dopo una giornata trascorsa in piscina o montagna o bicicletta o altre attività che stancherebbero anche Ercole, loro dormono si e no mezzora. Tutti i viaggi che abbiamo programmato di notte con la speranza che loro crollassero sono trascorsi con il piccolo che sbraitava come un pazzo e noi che arrivavamo a destinazione ridotti a zombie. Quindi, no, l’importante è la meta e fa che ci si arrivi il prima possibile.

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ANDARE IN BAGNO: usare i bagni pubblici è sempre stato odioso e credo sia l’unico motivo per cui io possa invidiare il sesso maschile. La differenza è che quando non ero mamma ero capace di tenere anche dal mattino alla sera, ho fatto giornate sugli sci in cui ho rischiato la disidratazione e i calcoli renali piuttosto che affrontare un bagno pubblico sudicio con tuta da sci e scarponi. Da quando ci sono i miei bambini invece le toilette sono diventate parti integranti  dei nostri viaggi. A casa bisogna litigare e minacciare per convincerli a fare pipì, ma appena si va in giro potete stare cerrti che a loro scapperà più o meno ogni 30 minuti e voi potrete stilare una mappa dei bagni pubblici di ogni città visitata. E ovviamente vi renderete conto che i bambini non hanno minimamente il senso del disgusto: tu entri in un bagno che emana odori indescrivibili e sul pavimento liquidi non ben definiti fanno da location a party tra germi e batteri e con vocina stridula scandisci bene la parole “mi raccomando non toccate niente”, ma mentre sbottoni i pantaloni alla femmina, il maschietto già sta gattonando e strisciando sul pavimento incurante del fatto che a te sta per venire un attacco di panico.

LE CENE FUORI

Thailandia

Io sono una fan delle vacanze enogastronomiche. Per me ogni viaggio presuppone il provare la cucina locale, i prodotti tipici e il sorseggiare un buon vino della zona. Cosa c’è di meglio in vacanza di scovare localini romantici, piccoli, particolari e rilassarsi senza dover cucinare e pulire? Ora, invece delle luci soffuse e gli angoli romantici, preferiamo i grandi spazi (se sono all’aperto con qualche gioco ancora meglio e se sono chiassosi sono perfetti, perchè nel silenzio tutti sentirebbero le urla dei miei figli e noterebbero il fatto che si puliscono la bocca sporca di sugo nella camicia bianca appena indossata (ma dai, è di stoffa come il tovagliolo del ristorante come si fa a non confondersi!). Ma la cosa che odio di più in assoluto sono i famosi “menù bimbi”. Possibile che se io decido di cenare fuori con i bambini, devo scegliere tra porzioni (e prezzi)esagerate  di piatti tipici o porzioni ridotte soltanto di cibi fast food? Va bene una sera, ma se sono in viaggio, i miei figli dovrebbero mangiare tutte le sere pasta al pomodoro, patate fritte e hamburger o cotoletta? Va bene ristoratori, vi svelo un segreto: sarà che faccio la dietista di lavoro, sarà deformazione professionale, ma i miei figli mangiano carote zucchine pomodorini e tante altre verdure; davanti ad una macedonia impazziscono più che davanti a un gelato industriale e mangiano pesce anche se non è ricoperto da 12 cm di impanatura. Posso sfidarvi a creare un menù bimbi più salutare?

Ovvio che a questi lati negativi si contrappongono una serie infinita di sensazioni magiche che solo quei due piccoli selvaggi mi han fatto conoscere, ma volevo farvi sorridere e capire che le difficoltà in viaggio ci sono, che è faticoso e a volte disarmante, ma basta riderci sopra! E voi? Avete altri aspetti negativi da aggiungere?

Viaggio al centro della Terra…l’Islanda!

L’Islanda è un’isola magica…posata lì, in mezzo al gelido mare nordico, a metà strada tra Scozia e Groenlandia sembra contenere i 4 elementi nella loro massima espressione…

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È difficile pensare all’Islanda come meta per una vacanza con i bimbi: il clima non è sempre favorevole, le distanze da percorrere in auto sono lunghe, le “classiche” attrazioni e divertimenti per i piccoli poche…ma volete mettere la cascata più grande d’Europa, passeggiare all’interno di un cratere di un vulcano, vedere enormi pezzi di ghiaccio sulla spiaggia, navigare in mezzo agli iceberg o per vedere le balene o fare il bagno all’aperto in un’enorme piscina d’acqua calda?? La natura a volte entusiasma e stupisce i nostri piccoli molto più di Topolino a grandezza naturale o della più divertente delle giostre!

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Ed ecco i 10 motivi per cui SI DEVE andare in Islanda almeno una volta nella vita, naturalmente con tutta la famiglia al seguito!

  1. Gli spazi immensi. Decine e decine di chilometri senza incontrare anima viva è l’immagine che più rappresenta la terra islandese e in  è così. Io però l’ho trovato un aspetto estremamente affascinante. Per lunghissimi percorsi eravamo solo noi, il mare, la terra e … le pecore! Questo, secondo me, permette di assaporare il SILENZIO, ormai molto raro ai giorni nostri! E poi, trovarsi da soli in un ambiente così selvaggio, aspro e a tratti inospitale a me incute sempre un po’ di rispettoso timore, sensazione che mi affascina e mi conquista.

islanda 2013 5502. Le piste ed i guadi. Anche se Giorgio aveva solo 2 anni ancora ricorda i guadi di fiumi con il nostro piccolo Suzuki Vitara, con Paolo che andava a testare il livello dell’acqua tirandosi su i pantaloni (la regola è che se l’acqua arriva fino al ginocchio, il fiume è attraversabile…ma Paolo è altro 191 cm!!!)…se si vuole esplorare anche l’interno del’isola, uscendo dalla Ring Road più turistica, qualche attraversamento di corsi d’acqua è d’obbligo e anche questa è un’avventura unica!

3. Le balene. Noi avevamo deciso di andare alla ricerca delle balene partendo da Husavik, viaggiando su un silenzioso veliero…ci hanno vestiti tutti con super tutone impermeabili e via, alla ricerca delle regine del mare…peccato che a Gio la barca abbia fatto lo stesso effetto degli aerei…nanna quasi tutta l’escursione, tranne per l’ultima apparizione di una balenottera poco distante dalla nostra barca, che ancora ricorda oggi. Noi invece lo spettacolo delle balene, delle loro meravigliose code e spruzzi ce lo siamo goduti alla grande, anzi, pure un po’ più rilassati! Ritorno a riva accompagnato da tisana e buonissimo dolce alla cannella.islanda 2013 262

4. islanda 2013 365Askja. Un immenso deserto di lava, nero tutto intorno, terra e cielo. L’avventura è già il viaggio su pista per arrivare al rifugio, praticamente nel centro dell’isola, poi ancora un tratto in fuoristrada per raggiungere il cratere vulcanico colmo di acqua calda…il paeseggio, come in gran parte dell’Islanda, è veramente surreale

5. “Viaggio al centro della Terra”… Non a caso Jules Verne era stato in Islanda e di qui aveva preso l’ispirazione per i suoi racconti…islanda 2013 154Durante un viaggio in Islanda sono veramente tanti i momenti in cui si percepisce quanto la nostra Terra sia ancora viva, con la sua energia che emerge dalle profondità. Non perdetevi lo spettacolo del Myvatn: pozze di fango bollente, fumarole e terra colorata dal rosso al giallo al blu…emozione unica!islanda 2013 228 E poi i Geysir! Con la comparsa inaspettata di un getto d’acqua alto più di 20 metri Giorgio si è messo subito a piangere…ma lo sappiamo, i bimbi hanno reazioni veramente curiose e che spesso non corrispondono per nulla a quelle che sono le nostre emozioni. islanda 2013 674Anche questa è una manifestazione della natura unica e in cui ti senti a un passo dal centro della Terra! E poi ancora pozze di acqua calda e vere e proprie piscine naturali in cui fare il bagno in mezzo al nulla e con la vista su un fiordo.

6. islanda 2013 059I Puffin!! L’uccello simbolo dell’Islanda è di una tenerezza unica; nei mesi di maggio e giugno se ne vedono intere colonie sulle spiagge…Noi, essendo andati in agosto, lì’abbiamo dovuti cercare con un po’ più di impegno…in realtà abbiamo camminato per almeno 3 ore lungo una scogliera a picco sul mare, con Giorgio sulle spalle e sulla via del ritorno, un po’ delusi per il mancato avvistamento, ne abbiamo trovato uno a pochi metri dalla macchina….lì appollaiato in una piccola, con il suo becco giallo e rosso e quell’aria così buffa!

7. Jokulsarlon. I vostri bimbi si ricorderanno a lungo del giro sul mezzo anfibio passando tra gli iceberg! Da mamma ero un po’ terrorizzata dalla temperatura dell’acqua: la guida raccontava che bastano pochi minuti di bagno in quel mare ghiacciato per restare assiderati…un’occasione in più per tenere il mio cucciolo stretto stretto! Poco distante si può raggiungere una spiaggia veramente suggestiva con enormi pezzi di ghiaccio vivo sparsi sulla sabbia nera…

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8. Le cascate. Godafoss, Gullfoss, Dettifoss, Svartifoss, Skogafoss, una più ella dell’altra!islanda 2013 414 Le più grandi e potenti sono veramente affascinanti, l’ennesima dimostrazione che qui la natura è la padrona indiscussa tanto che per gli antichi vichinghi erano addirittura divinità! islanda 2013 644E poi intorno alle cascate ci sono sempre un sacco di magnifici arcobaleni!

9. Appunto, gli arcobaleni! Perché trascorrendo ore e ore in macchina capita di vederne decine nel corso di una giornata e ogni volta mi lasciavano a bocca aperta, proprio come se fossi bambina…islanda 2013 403Se poi ti trovi in una casetta isolata tra prati verdi, pecorelle bianche e nere, qualche cavallo lasciato allo stato brado ed il cielo ti offre i suoi colori più belli…cosa volere di più???

10. I fari! Ce ne sono migliaia, sempre circondati da verdi pascoli e pecore; molti sono arancioni, quasi fosforescenti, per contrastare i colori un po’ cupi e scuri delle coste islandesi, molti visitabili o abbandonati, in alcuni si può anche dormire!

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Sarebbe l’undicesimo punto…prima di ritornare a casa, con negli occhi e nel cuore paesaggi che non vedrete in nessuna altro posto nel mondo, non fatevi mancare un bagno nella Blue Lagoon a Reykjavik…posto un po’ commerciale, talvolta affollato, ma rilassante e da godersi per la sua unicità!

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p.s.: colonna sonora di tutta la vacanza: “La mia moto” del mio amato Lorenzo Jovanotti…sentita così tante volte (abbiamo calcolato qualche migliaio) da arrivare ad odiarla! Ma Giorgio stava così bravo ascoltando questa musica…