La valigia dei piccoli: 5 oggetti “salva-viaggio”

Viaggiare con i bambini, lo sappiamo, non è mai semplice, ma certi piccoli accorgimenti possono facilitarci molto il compito e minimizzare il rischio di noia/agitazione/capricci. A volte con qualche accortezza si può rendere i bambini molto più partecipi ed entusiasti e, provare per credere, l’entusiasmo è contagioso e vedere i loro sorrisi gioiosi vi farà capire quanto viaggiare con loro sia una cosa meravigliosa. Qui di seguito vi abbiamo riportato alcuni oggetti che se portati in valigia forniscono un grosso aiuto.

1 quaderno e colori: una cosa bellissima quando si viaggia è tenere un diario, per soffermarsi ad apprezzare i più piccoli particolari, 511riorganizzarli e sopratutto poterli ricordare. I bambini possono fare lo stesso con le immagini. Un disegno per ogni esperienza vissuta sarà per loro un bellissimo modo di rielaborare le esperienze e per ricordarle una volta a casa. In più il disegnare è un ottimo strumento salva noia o salva attesa quando si è in auto o in treno o in aereo o in coda da qualche parte o in attesa al ristorante. Li terrà occupati in “modalità immobili” così da dare anche a voi genitori una pausa di tranquillità.

2 macchina fotografica: se avete la possibilità di dare ai figli una IMG_0863macchina fotografica tutta loro, si entusiasmeranno un sacco a scattare loro le foto scegliere autonomamente soggetti e momenti da immortalare e non vedranno l’ora di stampare i loro ricordi più belli. Ci sono macchine fotografiche apposta per i bambini oppure potete fare come noi e reciclare una vecchia macchina che non usate più.

3 cannocchiale: cosa c’è di più bello di afferrare il cannocchiale e osservare più da vicino quella cicogna che ha fatto il nido sulla torrebtydel castello? o quella statua in cima? O quei fenicotteri in mezzo al lago? O quello scoiattolo che si arrampica sull’albero? Sarà un ottimo strumento per stiolare il loro spirito di oservazione e la loro attenzione verso ciò che li circonda, ad assaporare i particolari, a scoprire i dettagli e a torare a casa decisamente arricchiti.

4 gioco in scatola o carte: se il pranzo al ristorante è più lento del solito e in macchina ci si annoia, se ci si vuole sedere su un prato e fare una pausa, questi sono i giochi si infilano più facilmente anche in un piccolo zainetto e che in ogni occasione possono fare comodo.

5 lecca-lecca: lo so gli zuccheri non fanno bene ed è strano sentirsi IMG_0958dare questo consiglio da una dietista, ma ogi tanto un piccolo strappo si può fare , specialmente per i bimbi e rispetto a snack e dolciumi che si ingoierebbero in 2 secondi, quello li terrà impegnati per almeno 10-15 minuti. Li trovo un salva pace quando si deve camminare tanto (perchè con quelli il mal di gambe non è più così terribile), quando non ne possono più di stare in auto e quando sono in piena lite tra fratelli.

E voi? Avete altre armi salva-viaggio? Commentate qui sotto…ogni consiglio o nuova idea è ben accetta! A volte i trucchi non bastano mai per quelle piccole bestioline!!!

Una Polonia tutta da scoprire

Dicono che ogni viaggio lo vivi 3 volte, quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi. E io questo viaggio lo vivrò a lungo e a lungo l’ho vissuto. Quando per mesi l’ho programmato, con mille dubbi, mille remore, mille commenti: “ma perchè proprio la Polonia?”, “ma cosa vai a fare in Polonia?”, “ma se fa brutto?, ma se fa freddo?”, “ma ai bambini piacerà?”.

Ringrazio la mia testardaggine, quella mia voce interiore che quando si accende non c’è modo di fermarla e che, devo dire, non si sbaglia “quasi” mai. Perchè è stata una vacanza stupenda, emozionante, arricchente e entusiasmante. Non solo per me che mi entusiasmo molto facilmente, ma per tutta la famiglia. Allora questo post ha l’obiettivo di promuovere la Polonia come prossima meta delle vostre vacanze. Ecco tutti i ricordi che potreste collezionare!dav

CRACOVIA: non mi dilungo perchè vi rimando al post della mia socia per sapere cosa vedere di questa, a mio parere, bellissima città.dav

VARSAVIA: sul web non avevo trovato molto e soprattutto non ne parlavamo così bene, così abbiamo programmato una permanenza di sole due notti, ma in realtà ci è piaciuta moltissimo e avremmo

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voluto avere a disposizione un giorno in più. Bellissimo il centro storico (Stare Miasto), con le facciate colorate dei palazzi, le piazze brulicanti di locali, dehor, artisti di strada, musicisti, bancarelle e la Strada Reale, via che collega il Castello Reale con la Residenza Wilanòw, una splendidamente restaurata e circondata da un magnifico giardino. Il luogo più incantevole per noi è stato il Lazienki

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Królewskie, un complesso di sontuosi palazzi immersi in un parco da sogno; rappresenta una delle più belle areee pianificate non solo di Varsavia, ma di tutta Europa e al dilà delle bellezze naturali e architettoniche che contiene, farete la gioia dei bambini che potranno passare la giornata ammirando fiori, pavoni e scoiattoli ovunque! Con un giorno in più avremmo potuto visitare il Copernicus Science Centre molto consigliato per i bambini e il palazzo della Cultura e della Scienza per salire sull’ascensore veloce che porta alla terrazza panoramica al 30° piano…sarà per la prossima volta!!

MASURIA: detta anche terra dei 1000 laghi è stata inserita nelle meraviglie naturali del pianeta (nelle prime 5 d’Europa!) e questo

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riconoscimento se lo merita tutto, con i suoi laghi, i suoi colori, la sua natura. A questo si aggiungono le mille attività proposte e perfette per i bambini: percorsi in bici, antichi villaggi, gite in battello, noleggio di motoscafi, davdiscese in canoa del fiume Krutynia, tramonti sui laghi ammirati da una mongolfiera e…non vi è ancora venuta voglia di partire?

LEBA: Prima esperienza sul Mar Baltico con le sue spiagge candide,

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la sua acqua gelida (ma se siete coraggiosi il bagno si può fare!) e le incantevoli dune

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mobili del parco Slowinski aggiunti a tutte le comodità di una località balneare che ricorda la nostra Riviera Romagnola con negozietti, sale giochi, parchi a tema, trenini, ocearium, fokarium e tanto altro.

DANZICA: il suo lungofiume brulicante di locali e bancarelle, i suoi

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negozietti di gioielli d’ambra, il suo centro storico romantico e accogliente, la storia della II guerra mondiale che si respira e si rivive

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in ogni angolo e i dintorni tutti da scoprire come la modaiola e vivace Sopot con il suo molo in legno più lungo d’Europa, la penisola di Hel e soprattutto il magnifico castello di Malbork conservato e

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organizzato in modo impeccabile e a cui dovete dedicare almeno una mezza giornata.

ALCUNE NOTE:

METEO: in effetti è una variabile molto difficile da prevedere e che potrebbe influenzare l’esito del viaggio, soratutto sul Baltico e in Masuria trattandosi di attrattive quasi esclusivamente naturali. Noi siamo stati fortunati perchè abbiamo sempre trovato bel tempo se non quando dovevamo spostarci da una meta all’altra più due mezze giornate di pioggia a Cracovia e Danzica che però sono visitabili anche sotto l’ombrello. In effetti meglio andare, come abbiamo fatto noi, in piena estate, periodo in cui le temperature oscillano tra i 25-26 gradi ai 12,13 quando faceva brutto. Prevedete bagagli variegati!

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BAMBINI: definirei queste vacanze adattissime ai bambini: l’80% dei locali hanno un angolo giochi o forniscono colori e fogli al tavolo per intrattenerli, la moltitudine di castelli, statue, draghi, leggende e parchi entusiasmerà i piccoli ancora più dei grandi. Ogni luogo visitato è stato potenziato al massimo dal punto di vista turistico specialmente per le famiglie e se questo fa perdere un po’ di magia e autenticità ai luoghi, rende però molto accattivante la vacanza in famiglia e si sà che se sono felici i bambini…si godono il viaggio anche gli adulti!

PREZZI: decisamente più economico dell’Italia, non parliamo del confronto con il resto del Nord Europa! Questo ci ha permesso di concederci tante attività ed esperienze che in altri contesti forse avremmo centellinato (noleggio del motoscafo tutto per noi, giro in mongolfiera, pasti sempre al ristorante: sapete quanto amo immergermi nella cultura locale anche dal punto di vista culinario)

SPOSTAMENTI: Noi abbiamo volato con Ryanair su Cracovia all’andata e da Danzica per il ritorno, noleggiando un auto per spostarci nel mezzo. La maggior parte delle località visitate sono raggiungibili con i mezzi pubblici, ma per nostra comodità, viaggiando con due bambini abbiamo preferito l’autonomia. Fate attenzione però alle distanze: le autostrade esistono solo per brevi tratti quindi bisogna calcolare una velocità media dei 70 km/h…io avevo sottovalutato questo aspetto e così i tempi di percorrenza che avevo immaginato da una meta all’altra si sono raddoppiati. Da tenerne conto se avete un programma fitto di tappe e interessi.

Lollo e il suo viaggio senza fretta (parte 2)

L'immagine può contenere: 1 persona, oceano, cielo, nuvola, occhiali_da_sole, cappello, montagna, spazio all'aperto, natura e acquaSembrava un semplice viaggio individuale il suo, un anno fa, quando ve ne parlavo per la prima volta. E invece Lorenzo Cardone, detto Lollo è appena tornato dal suo secondo viaggio “senza fretta”. Stesse modalità e stessi principi della prima esperienza ma luoghi nuovi con nuove persone da salutare.

Con questa esperienza si manifestano in pieno tutte le potenzialità del viaggiare: il viaggio come terapia, il viaggio per mettere alla prova se stessi e il proprio rapporto con gli altri e con il mondo, il viaggio per abbattere confini e barriere, fisiche, geografiche ma soprattutto mentali.  L'immagine può contenere: una o più persone, fotocamera e spazio all'aperto

Ma la cosa più emozionante è che in realtà il suo viaggio dall’anno scorso non si è mai interrotto e, benchè sia cominciato come un viaggio solo suo e del suo papà, la loro energia e il loro ottimismo hanno innescato una reazione a catena che non accenna a rallentare. Visitate la sua pagina Fb o il suo blog  per vedere quanto Lollo in realtà stia facendo il giro del mondo. Amici, conoscenti, fans e followers che indossano la maglietta del suo progetto e la portano con loro in ogni angolo del mondo. Per far conoscere la sua storia, per portare il suo saluto. Per dimostrare che a volte i piccoli gesti o le singole persone possono cambiare il mondo. L'immagine può contenere: 24 persone, persone che sorridono

Mia figlia l’anno scorso ha imparato una canzone all’asilo che io mi facevo cantare ripetutamente a casa: si intitola Goccia dopo goccia, una canzone per bambini che però nella sua semplicità racchiude un significato profondo e che Lollo e il suo papà Franco in questa avventura “senza fretta” hanno reso realtà.

E’ giusto viaggiare con i bambini? Assolutamente si!

il cami de cavalls verso PregondaStiamo ultimando i preparativi per la nostra minivacanza in tenda: i bimbi mi chiedono almeno 3 volte al giorno quanto manca, dove andremo, quanto staremo, com’è il campeggio. Non stanno più nella pelle esattamente come me. Allora penso a tutte le volte che mi sono sentita dire: ma sei sicura che sia positivo far viaggiare i bambini? Questa domanda è già stata espressa con diverse sfumature e corredata da svariati dubbi e perplessità. E oggi per l’ennesima volta ho letto un post che trattava proprio di questo tema. Bene allora vi dirò: sì, è giusto viaggiare con i bambini, anzi è fantastico!! E salutare. E educativo. Come far loro mangiare la verdura, come farli stare all’aria aperta, come farli praticare uno sport, come mandarli a scuola (in effetti viaggiare è una scuola di vita) come riempirli di amore e coccole. E ovviamente, come tutte le cose che ho elencato, anche per il viaggiare ci vuole buon senso. Perchè la verdura fa bene ma non darei la peperonata a un bambino di 1 anno; stare all’aria aperta fa bene ma non lo metterei sotto il sole a 40 gradi alle 2 del pomeriggio in piena estate; fare sport fa bene ma non lo porterei a fare rafting a 3 anni e non gli farei fare la maratona…potrei andare avanti all’infinito. Nel momento in cui si fa un figlio è ovvio che ogni cosa deve essere un minimo ridimensionata o perlomeno attentamente ponderata. I vostri figli ameranno i viaggi se voi farete in modo di farglieli amare. Qualcosa avevo già detto qui

COME FAI A SAPERE CHE A LORO PIACE? OGNUNO HA I PROPRI GUSTI E LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE: oooh andiamo…siamo sinceri. Noi scegliamo sempre per i nostri figli…imponiamo sempre le nostre idee. Scegliamo noi di metterli al mondo, scegliamo la religione, l’alimentazione, se crescerli in città o in campagna, se portarli al mare o in montagna, se vestirli alla moda o ecologici, scuola pubblica o privata…Volete che continuo?meritato relax

Credo che noi trasmettiamo ai nostri figli ciò in cui crediamo e io con i miei figli viaggio perchè credo che sia il regalo più grande che possa dar loro. E anche perchè sinceramente piace anche a me. Poi è naturale che in questi anni io abbia preferito mete più vicine, perchè tanto il mondo è grande, non riusciremo mai a vederlo tutto e noi abbiamo la fortuna di vivere in Europa dove davvero non basterebbe una vita per conoscerla a fondo. Ma con loro sono stata anche in Sudafrica, con una figlia 3 enne e uno di 8 mesi. E’ stato semplice? No ma è stato meraviglioso.

TANTO LORO NON SI RICORDERANNO NULLA: può darsi, ma io si. E mi ricorderò anche per loro. E tutti quei ricordi non hanno prezzo. Riempiono gli album di foto e anche il mio cuore. Ricordo i sorrisi, le risate, le facce stupite, i giochi improvvisati, quelli senza giocattoli ma con tanta fantasia. Ricordo la possibilità di stare con loro ogni secondo di ogni minuto di ogni giorno perchè non c’è la routine e il lavoro e le scadenze e la casa a distrarci e portarci via l’un l’altro.image

VIAGGIARE HA DEI RISCHI E DEGLI IMPREVISTI. La vita stessa ne ha. Ogni volta che ci mettiamo in macchina, in bici, per strada. Viaggiare non espone a piu rischi, solo la nostra sconsideratezza lo fa. Ma un genitore sconsiderato è un genitore sconsiderato anche nel proprio giardino.

VIAGGIARE E’ FATICOSO. Sì è vero. Come camminare in montagna, fare sport, cucinare una torta anzichè comprarla. Ma il risultato? Il traguardo? La fatica insegna ad avere pazienza, insegna ad adattarsi, insegna che non tutto è dovuto e che a volte se si vuole ottenere qualcosa di meraviglioso ci si deve impegnare. Viaggiare è faticoso e con i bambini ancora di più. (qui ve lo spiego benissimo) Perchè noi genitori dobbiamo farci carico anche della loro fatica. Ma anche crescere i figli in generale è faticoso, molto faticoso, sempre. Ma è la cosa più meravigliosa che c’è.image

La Liguria su due ruote: La Ciclabile dei Fiori

20170416_102042Cielo azzurro, piante verdi ovunque, il vento in faccia e il profumo dei fiori che ti inebria. E di fianco il mare a perdita d’occhio con i suoi suoni, i gabbiani, il profumo. Se è vero che la primavera ha un potere impareggiabile sul buonumore e che organizzare un intero week end all’insegna delle attività all’aria aperta è la scelta più efficace per ricaricare le energie, questa Pasqua abbiamo trovato la combinazione perfetta. Dove? In Liguria, nella Riviera di Ponente. Da Ospedaletti a San Lorenzo a Mare quasi 30 km di ciclabile su quella che una volta era la linea ferroviaria: tutta sul lungo mare, tutta in piano, pochissimi attraversamenti e una serie di spiaggette, scogli e piccoli borghi in cui fare una sosta.20170416_192134

Il periodo migliore è proprio questo: non c’è ancora il caldo estivo, pedalare sotto il sole risulta piacevole e rilassante, le spiagge non sono ancora affollate e ci sono in previsione dei Ponti perfetti.

Come base consiglio Bussana o Arma di Taggia che sorgono più o meno a metà della ciclabile. Se avete bimbi ancora piccoli è meglio20170417_130058 suddividere in due giornate il percorso e prevedere delle piacevoli tappe in riva al mare. Per noi questa scelta si è rivelata perfetta: Tommy viaggia ancora nel seggiolino, mentre Ginevra pedala autonomamaente, ma circa 20-25 km al giorno sono per lei piu che 20170417_111651sufficienti.  Noi abbiamo alloggiato a Bussana dove c’è un ingresso comodissimo alla ciclabile con parcheggio grande e privato (nel periodo di Pasqua non era ancora a pagamento, ma la presenza della sbarra all’ingresso mi fa presupporre che in estate lo diventi) e un bar con servizi.

Natura, sport mare ma anche vita più mondana nella vicina Sanremo (la ciclabile ci passa proprio in Centro), una passeggiata tra ciottoli e vicoli nella splendida BussanaVecchia con le sue botteghe artigiane e le sue piccole gallerie d’arte, un tuffo nel passato tra storie di streghe e misteri nella vicina Triora o tanti bei sentieri tra mare e montagna. Le parole d’ordine sono lentezza e aria aperta. E ovviamente…i bambini ringraziano!!!

Passeggiata nei boschi intorno a Balma Boves

E ricomincia la nostra stagione di trekking, questa volta con il piccolo di casa camminatore, con tanto di zainetto, racchette e scarponcini.

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Neve ancora bassa, bel sole, voglia di boschi e storie di fantasmi (ora va di moda questo!)…la valle Po ci ha accolti con una nuova, bella, scoperta. Un po’ “alla cieca”, cercando sul web, abbiamo deciso che l’anello intorno al meraviglioso borgo di Balma Boves poteva fare al caso nostro!

Partenza da frazione Rocchetta, poco dopo il comune di Sanfront. Un centinaio di metri su strada asfaltata e ci si immerge subito nell’umido profumo di bosco e muschio con un meraviglioso concerto di uccellini vogliosi di sole e primavera! 20170507_121104[1] Il sentiero si inerpica subito sulla collina e in mezz’oretta di cammino si raggiunge la borgata di case Forano, conservata con attenzione alle antiche tradizioni.

Da questo gruppo di case in 10 minuti si può già raggiungere la meta. Noi abbiamo preferito continuare ad inerpicarci tra i boschi di castagno per raggiungere Roca d’la Casna, nota per le incisioni rupestri verosimilmente risalenti all’età del rame e del bronzo (secondo noi un po’ deludenti…). 20170507_124734[1]Molto suggestive, invece, sono le abitazioni che si incontrano lungo il percorso, costruite come fossero un tutt’uno con la natura e le maestose formazioni rocciose che caratterizzano questa zona! Una bella scoperta! Il sentiero, abbastanza ripido per le gambette dei bimbi è in parte direttamente su pietroni e rocce, in parte delimitato da

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tipici muretti a secco, con suggestivi scorci sulla pianura o verso il Monviso e l’ombra rigenerante del fitto bosco di faggi e castagni!

 

 

 

 

Ripida discesa (attenzione a non scivolare, ci sono i ricci!!) verso 20170507_145254[1]Balma Boves, paesino di cui avevamo sempre visto l’indicazione lungo la strada, ma mai visitato. Si tratta di un magnifico insediamento, ottimamente recuperato, che testimonia la vita di montagna del secolo scorso e l’ingegno dell’uomo nel costruire un’intera borgata al riparo di un’enorme sporgenza rocciosa.

 

I bimbi felici di scoprire antichi utensili, fontane zampillanti, frammenti di vita quotidiana così diversa dalla loro, noi rilassati per una meravigliosa domenica insieme.

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Note tecniche

Il percorso è ad anello. Partenza dalla vecchia centrale di Rocchetta (549 m), direzione Case Forano (657 m). Di qui consiglio la deviazione sulla sinistra per Roca d’la Casna (835 m). Dal punto più alto del percorso si scende verso balma Boves (660m) e, tornando per un altro sentiero a Case Forano si torna alla macchina per il sentiero di salita. Tempo segnato sui segnavia 2:15 ore, con i bimbi calcolate circa 3 ore!

Buona gita!

Un assaggio di Polonia: Cracovia

Voglia di una mini vacanza per spezzare la lunga attesa delle vacanze estive, ma soprattutto astinenza da aereo, valigie e scoperta di nuovi angoli di mondo! La Polonia non l’avevamo mai vista e così, complice una super offerta di volo, ci siamo regalati un weekend lungo low cost a Cracovia.

20170319_124904Tre giorni credo siano l’ideale per scoprire la citta’ e i dintorni con i tempi dei bimbi piccoli…momenti di relax nei parchi e nelle piazze, ma anche visite flash per evitare che si annoino e subentrino i capricci!

Arrivati nel tardo pomeriggio, sotto una pioggerellina che gli abitanti del posto hanno riferito caratterizzare gran parte dell’anno, abbiamo subito raggiunto la splendida piazza del mercato, la celebre Rynek Glowny e per stare al riparo siamo scesi subito nel museo sotterraneo, utile per avere una prima impressione della citta’, delle sue origini e della sua storia. Bella riproduzione di come si viveva secoli fa a Cracovia, fulcro del commercio europeo e ricca di culture e popoli da tutto il mondo! Il museo è adatto ai bimbi, interattivo e stimolante, con attivita’ sotto forma di gioco e riproduzioni molto realistiche.

Usciti dal museo abbiamo goduto della piazza con le luci della notte e un’atmosfera magica…affamati e stanchi ci siamo avventurati alla ricerca di un ristorante con cucina tipica polacca…ed ecco arrivare in tavola carne, carne, carne, ma anche i gustosissimi (e pesantissimi!!) pierogi e zuppe con sapori veramente tanto diversi dai nostri! Contenta di aver sperimentato questa cucina, ma sempre più sicura che la cucina italiana sia la migliore e inimitabile!!!

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Il secondo giorno ci ha accolti un bel cielo terso e un’aria decisamente…frizzante!!!

Avevamo previsto al visita al castello, il famoso Wavel, ma non avevamo preventivato una lunga coda, limitati orari di apertura e numerose aree del castello chiuse…così’, nell’attesa di visitare l’armeria reale, ci siamo goduti una passeggiata lungo il Vistola per raggiungere la mitica statua del drago in riva al fiume (purtroppo anche la discesa direttamente dal castello, che doveva essere suggestiva, era chiusa…). Dato che Diego era abbastanza spaventato dalla bocca spalancata di questo mostro nero e immobile, abbiamo proseguito girellando tra le mura del castello per poi visitare la tanto attesa armeria che ha lasciato entrambi i bimbi a bocca aperta. Finalmente hanno potuto osservare l’armatura dei famosissimi cavalieri alati, incontrati tante volte nelle storie prima della nanna. Adiacente al Wavel si trova la splendida cattedrale con salita , naturalmente di corsa, fino in cima alla torre di Sigismondo per toccare la gigantesca campana (la più grande della Polonia!)!!

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Smangiucchiando un bagel per spuntino, abbiamo raggiunto il quartiere ebraico, il Kazimierz, dove è stato girato il celebre film Shindler list. Ci siamo persi tra le viuzze strette e grigie di questa parte della citta’ che prima della seconda guerra mondiale era il fulcro del commercio, con sinagoghe e cimiteri ebraici ad ogni angolo ed ebrei ortodossi con i loro lunghi riccioli a contrapporsi con locali modaioli e piazzette che offrono lo street food migliore mai incontrato! Ristorati dalla tipica pizza polacca, un hot dog per il bimbo carnivoro e una mega ciambella per quello golosone, abbiamo deciso di visitare la fabbrica di Shindler…dubbiosi all’idea di mostrare una storia tanto cruda e crudele al piccolo Giorgio, con i suoi 5 anni di innocenza…Complice il riposino del più piccolo abbiamo potuto visitare con calma il museo in cui per lo più si racconta l’avvento del nazismo e la persecuzione ebraica nella citta’ di Cracovia, dove prima della guerra gli ebrei rappresentavano un quarto della popolazione…Poco si racconta della storia di Shindler, per lo più i locali sono adibiti a museo sulla persecuzione ebraica…immagini e racconti tristi e non adatti ai bimbi ci sono…noi, avendo solo Giorgio da guardare, siamo riusciti ad accelerare la visita negli spazi con immagini più tristi e non credo ne sia uscito turbato…forse, spero, un po’ più consapevole…

Il lunedì mattina ci siamo dedicati alla visita del Collegium Maius con il magnifico chiostro e il carrilon che si attiva allo scoccare delle 11 o delle 13, spettacolo per i due nanetti! La visita del museo non so se la consiglierei, soprattutto per l’obbligo di un tour guidato che trovo ancora difficile da seguire con i bimbi piccoli.

La meravigliosa basilica di Santa Maria è una gioia per gli occhi, una festa di colori e luci a partire dalla meraviglioso soffitto che sembra un cielo stellato. La spettacolare pala posizionata al fondo dell’abside merita da sola, assolutamente, la visita! Usciti appena in tempo per sentire il famosissimo trombettiere dalla torre della basilica, attraverso l’antica via reale abbiamo raggiunto la stazione: prossima meta le celebri miniere di sale di Wielicczka. Un vero mondo sotterraneo, cresciuto intorno all’attivita’ mineraria di secoli e secoli, con un percorso di un paio d’ore attraverso cunicoli bui, ricostruzioni del duro lavoro quotidiano, cappelle di ogni dimensione, laghi e sorgenti…anche qui è stato favorevole la nanna del piccolo Diego, ma sicuramente non c’è da annoiarsi! L’unica mia delusione è stato il colore di queste famosissime miniere: è tutto grigio, io me le aspettavo bianche e un po’ più spettacolari dal punto di vista ambientale.

Serata casalinga con gradita pasta al pesto e verdura…adoro provare la cucina locale, ma con i bimbi continuo a pensare che questa sia la soluzione più rilassante…e anche più economica!!!

Con mezza giornata a disposizione, prima di ripartire abbiamo deciso di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, con mille interrogativi sul portare i bimbi o meno, ma convinti dal fatto che “siamo qui e chissà se mai ci torneremo…”.

In realtà, tornassi indietro non so se li porterei di nuovo, ma non perché sono stati turbati o spaventati, hanno giocato con sassi e pozzanghere lungo la strada ed io e Paolo ci siamo alternati nel visitare i vari “blocchi”… è un luogo da visitare nel silenzio, riflettendo, immedesimandosi…con i piccoli da rincorrere, sgridare, chiamare si perde gran parte dell’atmosfera che suscita questo teatro di orrore e odio… Non mi dilungo in descrizioni e commenti, unica riflessione: secondo me i media e la comunicazione stanno sbagliando sul tema Olocausto. Sono satura di immagini, documentari, film, racconti tanto da perdere l’interesse di vederne altri, anche in un luogo dove realmente è avvenuto tutto…da pensarci…

 

Alcuni consigli pratici

PERNOTTAMENTO: noi abbiamo soggiornato al Red Kurka Apartment, molto consigliato sia in termini di comodita’ al centro che per l’ottimo rapporto qulaita’ prezzo! Proprietario gentilissimo!

SPOSTAMENTI: a parte il trasferimento dall’aereoporto che abbiamo fatto in taxi, Cracovia è assolutamente visitabile a piedi, anche con bimbi piccoli. Per raggiungere le miniere molto comodo il treno, mentre per Auschwitz noi abbiamo noleggiato un auto, nn volendo partecipare ad una visita organizzata. Credo comunque che esistano semplici navette anche epr questa destinazione

PASTI: molto economici, alimenti abbastanza vari, cucina un po’ pesante per i mei gusti, ma da provare!  Consigliatissimi pranzi con street food, soprattutto nel quartiere ebraico!

Sydney dalla A alla Z

Sono passate ormai quasi 3 settimane dal mio rientro, ma questo viaggio per me ha significato così tanto e mi ha scatenato emozioni così profonde che diventa davvero difficile ridurlo in un semplice post. Avrei talmente tante cose da dire da non sapere nemmeno da che parte cominciare, quindi l’unica soluzione è raccogliere un po’ pensieri e impressioni in ordine sparso. E allora vediamo un po’ il mio alfabeto di Sydney 🙂image

A come AUSTRALIA: Mai avrei pensato di andare in Australia ma sopratutto mai avrei pensato di attraversare il mondo per poi concentrarmi per due intere settimane su una sola città. La mia sete di vedere esplorare e conoscere non me l’avrebbe mai permesso se non fosse stato il cuore questa volta a dettare le regole. E devo dire che alla fine mi ha permesso di conoscere a fondo una città, di viverla non da turista ma da abitante e di amarla, tanto.

B come Blue Mountains: a due ore di treno da Sydney devono il loro imagenome alla foschia color azzurro ardesia che le avvolge, causata dall’evaporazione dell’olio dagli alberi di eucalipto. In questa regione si estendono tre parchi nazionali: si possono ammirare paesaggi mozzafiato o percorrere sentieri circondati da una lussureggiante vegetazione o come me avventurarsi in una giornata di canyoning in mezzo alle gole, ma questa esperienza merita un post tutto suo!!

C come COOGEE BEACH  e come CAMMINARE da COOGEE a BONDI lungo un sentiero panoramico sull’oceano toccando imagesplendide spiagge. 6 km pressochè pianeggianti e percorribili anche dai bambini che alla fine potranno rotolarsi nella morbidissima sabbia bianca!!

D come DARLING HARBOUR: una delle zone più giovani di Sydney, un concentrato di attrazioni e divertimento per tutte le età. Si trova l’acquario di Sydney, la ruota panoramica e locali, ristoranti e negozi di ogni tipo che ne fanno un esplosione di luci, gente e attività sia diurne che notturne.

E come Estate: eh già, perchè mentre a casa tremavano di freddo e spalavano neve io ero in costume sotto un sole rovente!! Se volete andare a Sydney andateci tra dicembre e gennaio…e vivrete una splendida estate!

F come FISH AND CHIPS: considerato il loro piatto nazionale, si lo so, per noi italiani è aberrante, ma volete mettere mangiare fish and chipsimage direttamente sulla spiaggia a Watson’s bay con i grattacieli della city che fanno capolino all’orizzonte? Una delle giornate più belle della mia vita!!

G come GARDEN: Sydney è una città verdissima. Ci sono tantissimi parchi nel bel mezzo del centro e sono uno più bello dell’altro. L’ideale è avere il tempo per passeggiarci in pieno relax e stendere una coperta sui loro prati perfetti per un picnic. E se ci andate alla sera sarà facilissimo fare amicizia con gli Opossum!

H come HIGH TEA: è una tradizione ovviamente inglese ma mi piacerebbe tanto se arrivasse anche qui in Italia. Passare un pomeriggio con le amiche o come me tra sorelle sorseggiando buonissimo the e abbuffandosi di leccornie dolci e salate servite vicino. Se poi si fa nella storica sala da te del QVB (vedi più avanti) direi che rimarrà tra le esperienze più piacevoli della vacanza australiana. PS: (ovviamente io ero senza bambini… con loro forse sarebbe un pochino meno rilassante 🙂 !)

I come Indimenticabile: attraversare il mondo, vivere una metropoli con chi ci abita da anni, godersi una famiglia che mancava tanto, troppo al mio cuore e farsi coccolare per 2 settimane…

L come LUNA PARK: io non ci sono andata perchè ero senza i miei bimbi e i miei nipoti sono ancora molto piccoli. Ma se avete bimbi oltre i 3 anni credo sia tappa obbligata!

M come Manly: mezz’ora di ferry dalla city per arrivare a questo quartiere di Sydnay che ricorda molto la nostra Rimini, con un lungo corso pedonale straripante di negozi ristoranti bar e turisti. Si trovano ampie spiagge ondose e brulicanti di sorfisti o per chi vuole camminare un po’ di più piccole baie nascoste tra le palme. Qui si respira la massima aria vacanziera!!

N come NIPOTINI: per me Sydney è stato soprattutto questo. Come anticipato prima solo l’amore sconfinato per loro e la voglia di imagegodermeli al 100 % han fatto si che proseguissi con questa mia nuova lentezza che devo dire avevo già fatto mia anche nelle ultime vacanze da mamma. Non posso raccontarvi nulla della magnifica Australia che c’è fuori da Sydney ma posso raccontare quanto sia imagebello passeggiare coi bambini al Botanical Garden, quanto siano numerosi i parchi giochi, quanto i locali siano organizzatissimi con disegni da colorare pastelli e giochini, quanto sia entusiasmante portare i bambini al Taronga zoo e quanto i vostri figli si ecciterebbero a guardare lo spettacolo delle foche.

O come Opera House: non si può parlare di Sydney senza parlare del suo simbolo… e quanta emozione a ritrovarsi li davanti! Se poi si ha la fortuna come me di essere portata a sorpresa all’interno e assistere a un concerto sinfonico su discografia dei Queen… che ve lo dico a fa’ !!!

P come pancake: sapete che per me viaggiare deve essere con gli occhi con imagela mente con il cuore e…con la gola….quanto sono buoni!! Anche questi dovrebbero diventare un po’ più famosi sulle nostre tavole

Q come QVB Queen Victoria Building, per tutti i fan dell’architettura e dello shopping questo imponente palazzo del XIX secolo offre una serie di negozi di lusso, ma anche interni ed esterni in stile romanico e Art Deco perfettamente conservati.

R come the Rock, il quartiere antico di Sydney fatto di edifici bassi e strade di ciottoli. Ci sono diversi Pub storici.

S come Sorelle. Vivere tutte tre insieme come quando eravamo imageragazzine ma ancora di più, perchè con la consapevolezza che il tempo per noi era poco e dovevamo assaporarcelo proprio tutto…

T come Terapia: il viaggio per me è terapia. Sempre. Questo poi ancora di più. Per tutto il carico emotivo che si portava dietro (se non l’avete ancora letto qui spiego tutto), per quello che ho lasciato a casa e per quello che poi ho dovuto lasciare laggiù. Viaggiare a volte salva il cuore.

U come Una volta nella vita dovete andarci. Io anche di più!!!

Z come Zoo. E’ davvero un peccato per me essere volata fino in Australia e aver visto koala e canguri solo allo zoo…ma ovviamente scegliendo di restare in città non potevo fare altrimenti. Comunque lo zoo di Sydney è davvero bello e si gode di una meravigliosa vista sulla city. Se viaggiate con i bambini credo sia doveroso passarci una mezza giornata.

Lo so, credo che questo sia il post più confuso che mai scriverò nella storia. Spero vogliate perdonarmi e spero di essere comunque riuscita a trasmettervi un po’ di quelle splendide emozioni che mi hanno letteralmente strapazzato poche settimane fa. Viaggiare è sempre un’emozione, una scoperta, un cambiamento. Non si torna mai uguali a prima da un vero viaggio. A me questo viaggio ha aggiustato il cuore. Avete presente quella storia dei vasi rotti che i giapponesi aggiustano mettendo dell’oro nel collante per far brillare le crepe? Ecco…per me questo viaggio a Sydney è stato proprio così.image

 

Ritmi lenti e montagna incontaminata: Sambuco

fb_img_1483542360868Esistono ancora rari angoli di pace e cose semplici  in questo mondo che corre troppo in fretta e Sambuco  , a meno di un’ora da casa, è uno di questi. Situato in alta valle Stura, a 1200 m di altitudine, sotto l’imponente ombra del monte Bersaio, è il posto dove amo godermi ritmi lenti, natura selvaggia e tradizione di montagna ancora quasi incontaminata!

2017-01-04-16-00-55-1164514618Sambuco è l’ideale per gli amanti della montagna: ottimo punto di partenza per passeggiate tranquille con i bimbi verso la Chiardoletta o Moriglione, entrambi piccoli borghi quasi disabitati ma in cui si respira ancora il “profumo” di stalla ed è facile immaginarsi bambini correre spensierati qualche decennio fa.

fb_img_1483542209452 Da questi gruppi di casupole abbarbicati sulle montagne si possono godere panorami mozzafiato lontano da auto e rumori. E  sulla via  del ritorno è facile incontrare il pastore che ti racconta la difesa del suo gregge contro  l’attacco dei lupi o il suo incontro ravvicinato con i cervi…magia!

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Ma da Sambuco o a pochi chilometri di  distanza si possono organizzare anche gite per camminatori esperti d’estate (impossibile mancare la salita verso il Bersaio!) , ma anche d’inverno con ciaspole o sci d’alpinismo.

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Con un quarto d’ora di auto si raggiunge la stazioine sciistica di Argentera, ideale per  le famiglie per il baby alla portata di tutti e per i prezzi un po’più contenuti rispetto ai grandi comprensori; scendere lungo la pista e le sue numerose varianti attraversando una fitta pineta senza confusione e folla è per me bellissimo!

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Ma Sambuco è soprattutto il luogo in cui amo portare i miei bimbi perché  qui possono giocare liberi, senza confini, con le regole dettate dalla natura e da un gruppetto di coetanei, guidati solo dalle loro infinite energie e da tanta fantasia! E la sera vederli tornare sporchi, sudati e con i capelli arruffati mi suscita solo un grande sorriso!

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Sambuco è  ricca di altri apetti da scoprire e lascio a voi lettori la curiosità per una domenica tra i monti!

Un ultimo consiglio! Dopo una giornata all’aria aperta o in una serata con una fitta nevicata imperdibile è una tappa alla Meridiana per un gustoso piatto tipico della valle o per una raclette con gli amici in un ambiente tranquillo e adatto anche alle famiglie.

 

 

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Sulle tracce della masca Micilina

A Cuneo siamo circondati da fantastiche montagne…la domenica mattina ci basta puntare il dito in una direzione “a caso” ed ecco una nuova meta per una bella passeggiata!

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Ma l’inverno può anche essere l’occasione per scoprire qualche itinerario verso la pianura, in attesa che la neve ci permetta di mettere gli sci! Le Langhe sono spesso (e con merito!) la prima scelta, ma ci sono anche altri posti altrettanto magici…noi, in una domenica in cui potevamo partire solo tardi, in cui le temperature in montagna sarebbero state troppo fredde per i nasini colanti dei bimbi, ma la voglia di qualche ora all’aria aperta era tanta, ci siamo diretti a Pocapaglia, paese vicino a Bra.

Dalla piazza principale parte il sentiero della Masca Micilina, facile percorso che profuma di storie di streghe e magia…

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Il sentiero si snoda tra le Rocche del Roero, formazioni geologiche uniche, ma poco reclamizzate con percorsi impervi, ricchi di insidie e pieni di mistero!

Micilina era una donnina che veniva da Barolo, piccola e deforme, con una faccia piena di grinze e bitorzoli, bocca sdentata, pochi capelli arruffati, naso adunco, che camminava con andatura lenta e tutta curva. La leggenda racconta che, quando Micilina passava per il paese ne capitavano di tutti i colori! Ad esempio, quando toccò la schiena ad una bambina il giorno dopo alla poveretta cominciò a crescere la gobba ed un uomo che la incontrò per strada e cercò di fuggire spaventato, cadde e rialzandosi si trovò con un piede volto in avanti ed uno indietro.

Si incominciò a diffondere la voce che Micilina non fosse una donna ma una masca, una strega che sfuggiva sotto gli occhi e ricompariva quando meno ce lo si aspettava.

La leggenda narra che ci fu un processo dell’Inquisizione; Micilina confessò e fece i nomi di molte altre streghe e fu condannata. Venne prima impiccata, affinché l’anima non si separasse dal corpo e poi bruciata e le sue ceneri sparse tra le Rocche di Pocapaglia dove, come da lei promesso, più volte apparve sotto forma di gatto o caprone. A ricordare questi fatti rimane il bric dove venne impiccata, chiamato appunto Bric d’la Masca Micilina.

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Lungo il percorso si trovano numerosi pannelli che narrano episodi della vita di Micilina e altri che descrivono la vita e le attività quotidiane degli abitanti della zona. Abbiamo incontrato orme di volpe e di cinghiale in un ambiente in cui la natura regna incontaminata…assolutamente adatto alle famiglie con bimbi piccoli!!

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Alcune note tecniche:

La partenza è dalla piazza principale di Pocapaglia, piazza Principessa Maria Pia. Da qui si imbocca via Cavour e si trovano subito le paline che indicano il Sentiero della Masca Micilina, ben segnato lungo tutto il percorso.

L’itinerario nella prima parte è su strada (un po’ pericoloso secondo me!), con bei panorami sulle Rocche, poi su sentiero in discesa molto ripido, poi su sterrata; ultimo tratto di nuovo su strada asfaltata.

Dislivello in salita circa 160 m, per lo più pianeggiante.